«Le scalette, per te che arrivi, sono la vera sorpresa: sono decine. Servono a prolungare verso l’alto l’esiguo spazio che ad ogni troupe è riservato. Perché il teleobiettivo possa fare il suo dovere è necessario che svetti sopra le teste di tutti. Solo che se tutti hanno poi una scaletta su cui salire l’orizzonte prospettico viene semplicemente innalzato di un paio di metri e siamo al punto di prima. Scaletta più alta in ogni caso vince.»
(qui)
mercoledì 17 luglio 2013
martedì 16 luglio 2013
Per un amico questo e altro!
Spero che questo ti arriva in tempo, ho fatto un viaggio a CAMBRIDGE, Regno Unito e la mia borsa è stata rubata con il mio passaporto, carte di credito internazionali dentro.
L'ambasciata è disposto ad aiutarmi con avermi fatto prendere un volo senza il mio passaporto, solo che io devo pagare per il biglietto e l'albergo. Per il mio sgomento, non posso accedere ai miei fondi senza carte di credito, e il contatto con la mia banca, ma hanno bisogno di più tempo per elaborare e così mi ottenere una nuova.
In questa spiacevole situazione ho pensato di chiedere un prestito di giorno di paga che posso ridare appena torno. Ho bisogno di circa € 1500 per coprire le mie spese. Ridarò tutto al mio ritorno. Devo prendere il prossimo volo.
Se è possibile inviare i fondi tramite Western Union che è piu comodo e facile, perché è l'opzione migliore e fastetst che ho adesso. Mi dispiace per ogni inconveniente causato voi. Posso inviarvi i dettagli su come fare.
Aspetto con ansia la tua risposta.
Un saluto,
A. P.
Accipicchia, amico carissimo!
Sono veramente dispiaciuto per la disavventura che ti è toccata.
Confida su di me per qualunque necessità e scrivimi tosto, cosicché io possa aiutarti subitaneamente.
Non farmi stare in ansia e se necessario telefonami pure con addebito al destinatario.
A presto,
M.
Grazie per la risposta. Non ho l'accesso al telefono, attualmente sto usando una macchinetta pubblica.
A causa della mancanza di fondo ho dovuto lasciare l'albergo.
Si prega di individuare la Western Union più vicino (www.westernunion.it) e mi aiuta a mandare i soldi. Puoi trovare l'ufficio della Western Union in qualsiasi banca o ufficio postale vicino a voi. Non è necessario un conto per inviare denaro tramite Western Union, Tutto quello che serve è il mio nome e il mio indirizzo qui sotto.
Ecco le informazioni necessarie per la Western Union.
Western Union indirizzo: 28 Fitzroy Street Cambridge, Cambridge CB1 1EW. Regno Unito
Nome del destinatario: Antonio Pileggi
mi faccia sapere per quanto veloce possa essere. Apprezzo il sostegno e spero che il tuo messaggio ...
Un saluto,
A. P.
Caro amico,
ti ho appena mandato 999 euro tramite western union online, presso la filiale di Fitzroy Street.
Il codice MCTN del versamento, enunciando il quale potrai ritirare la somma, è: # 9187769246
Fammi sapere non appena ti sarai rimesso in ordine!
M.
Vi preghiamo gentilmente di inviarmi un allegato della ricevuta di pagamento.
Un saluto,
A. P.
Scusa, Antonio caro, mi hai scambiato per un cliente? E tu, mio
dolce, ti senti forse un fornitore? "ricevuta di pagamento", dici?
Come se tu mi avessi reso dei servizi venali, e io ti retribuissi per ciò?
Mio caro, quello che c'è stato tra noi non ha prezzo. Mille, e mille,
e mille volte io ti manderei il mio denaro: e non per compensare le
tue inestimabili prestazioni, ma per l'amicizia profonda che viene dal
tuo cuore.
Avverto che il momento è per te drammatico, e credo che questo ti
abbia fatto perdere la necessaria lucidità. Non preoccuparti, mio
caro: ti sono vicino e non appena arriverai a Milano verrò a prenderti
all'aereoporto.
Adesso vai all'agenzia di Western Union, ritira il denaro che ti ho
inviato e torna presto a casa!
M.
Grazie, ho bisogno della ricevuta unione occidentale per raccogliere il denaro.
Come ti ho detto, Antonio, ho fatto il versamento online, quindi non ho una ricevuta. Il sito web mi ha detto che è sufficiente il numero di transazione che ti ho fornito.
Per la riscossione devi solo dare il mio nome completo e il mio indirizzo (ho usato quello di casa, non quello dell'ufficio!)
Ti aspetto!
M.
Ok, Vi prego di inviarmi la pagina di conferma in linea di Western Union.
Un saluto,
A. P.
E come faccio? Mica l'ho stampata, e poi adesso sono al lavoro. Ma
vai all'ufficio, corri, così da poter prendere il primo aereo e
tornare qui tra le mie braccia.
Copia e incolla il messaggio di conferma.
Oh, ma ti sei bevuto il cervello? Ma sei ubriaco, o ti droghi? Ma che cazzo stai a dire?
Come minchia faccio a copiare quel fottutissimo messaggio di conferma SE TI DICO CHE SONO QUI IN QUESTO CAZZO DI LAVORO???!!!???
Ma porca puttana, credi che mi diverta a starmene qui a scassarmi i marroni mentre tu sei in quella fottutissima cambridge a divertirti? Che se ci penso bene, chissà quanti cazzi ti sei preso in culo.
E io che mi sono innamorato di te, brutto stronzo che non sei altro.
Ma vaffanculo va'. Pigliati quei cazzo di soldi, torna qui e RICORDA CHE IO E TE DOBBIAMO PARLARE PER BENINO E A LUNGO. Inteso???
Vi prego di inviarmi la pagina di conferma in linea di Western Union.
O mantenere i vostri soldi.
Un saluto,
A. P.
Ma va' a cagare, pezzo di merda.
PRENDITI QUEI FOTTUTISSIMI SOLDI E NON FARTI MAI PIU' RIVEDERE. VAFFANCULO.
L'ambasciata è disposto ad aiutarmi con avermi fatto prendere un volo senza il mio passaporto, solo che io devo pagare per il biglietto e l'albergo. Per il mio sgomento, non posso accedere ai miei fondi senza carte di credito, e il contatto con la mia banca, ma hanno bisogno di più tempo per elaborare e così mi ottenere una nuova.
In questa spiacevole situazione ho pensato di chiedere un prestito di giorno di paga che posso ridare appena torno. Ho bisogno di circa € 1500 per coprire le mie spese. Ridarò tutto al mio ritorno. Devo prendere il prossimo volo.
Se è possibile inviare i fondi tramite Western Union che è piu comodo e facile, perché è l'opzione migliore e fastetst che ho adesso. Mi dispiace per ogni inconveniente causato voi. Posso inviarvi i dettagli su come fare.
Aspetto con ansia la tua risposta.
Un saluto,
A. P.
Accipicchia, amico carissimo!
Sono veramente dispiaciuto per la disavventura che ti è toccata.
Confida su di me per qualunque necessità e scrivimi tosto, cosicché io possa aiutarti subitaneamente.
Non farmi stare in ansia e se necessario telefonami pure con addebito al destinatario.
A presto,
M.
Grazie per la risposta. Non ho l'accesso al telefono, attualmente sto usando una macchinetta pubblica.
A causa della mancanza di fondo ho dovuto lasciare l'albergo.
Si prega di individuare la Western Union più vicino (www.westernunion.it) e mi aiuta a mandare i soldi. Puoi trovare l'ufficio della Western Union in qualsiasi banca o ufficio postale vicino a voi. Non è necessario un conto per inviare denaro tramite Western Union, Tutto quello che serve è il mio nome e il mio indirizzo qui sotto.
Ecco le informazioni necessarie per la Western Union.
Western Union indirizzo: 28 Fitzroy Street Cambridge, Cambridge CB1 1EW. Regno Unito
Nome del destinatario: Antonio Pileggi
mi faccia sapere per quanto veloce possa essere. Apprezzo il sostegno e spero che il tuo messaggio ...
Un saluto,
A. P.
Caro amico,
ti ho appena mandato 999 euro tramite western union online, presso la filiale di Fitzroy Street.
Il codice MCTN del versamento, enunciando il quale potrai ritirare la somma, è: # 9187769246
Fammi sapere non appena ti sarai rimesso in ordine!
M.
Vi preghiamo gentilmente di inviarmi un allegato della ricevuta di pagamento.
Un saluto,
A. P.
Scusa, Antonio caro, mi hai scambiato per un cliente? E tu, mio
dolce, ti senti forse un fornitore? "ricevuta di pagamento", dici?
Come se tu mi avessi reso dei servizi venali, e io ti retribuissi per ciò?
Mio caro, quello che c'è stato tra noi non ha prezzo. Mille, e mille,
e mille volte io ti manderei il mio denaro: e non per compensare le
tue inestimabili prestazioni, ma per l'amicizia profonda che viene dal
tuo cuore.
Avverto che il momento è per te drammatico, e credo che questo ti
abbia fatto perdere la necessaria lucidità. Non preoccuparti, mio
caro: ti sono vicino e non appena arriverai a Milano verrò a prenderti
all'aereoporto.
Adesso vai all'agenzia di Western Union, ritira il denaro che ti ho
inviato e torna presto a casa!
M.
Grazie, ho bisogno della ricevuta unione occidentale per raccogliere il denaro.
Come ti ho detto, Antonio, ho fatto il versamento online, quindi non ho una ricevuta. Il sito web mi ha detto che è sufficiente il numero di transazione che ti ho fornito.
Per la riscossione devi solo dare il mio nome completo e il mio indirizzo (ho usato quello di casa, non quello dell'ufficio!)
Ti aspetto!
M.
Ok, Vi prego di inviarmi la pagina di conferma in linea di Western Union.
Un saluto,
A. P.
E come faccio? Mica l'ho stampata, e poi adesso sono al lavoro. Ma
vai all'ufficio, corri, così da poter prendere il primo aereo e
tornare qui tra le mie braccia.
Copia e incolla il messaggio di conferma.
Oh, ma ti sei bevuto il cervello? Ma sei ubriaco, o ti droghi? Ma che cazzo stai a dire?
Come minchia faccio a copiare quel fottutissimo messaggio di conferma SE TI DICO CHE SONO QUI IN QUESTO CAZZO DI LAVORO???!!!???
Ma porca puttana, credi che mi diverta a starmene qui a scassarmi i marroni mentre tu sei in quella fottutissima cambridge a divertirti? Che se ci penso bene, chissà quanti cazzi ti sei preso in culo.
E io che mi sono innamorato di te, brutto stronzo che non sei altro.
Ma vaffanculo va'. Pigliati quei cazzo di soldi, torna qui e RICORDA CHE IO E TE DOBBIAMO PARLARE PER BENINO E A LUNGO. Inteso???
Vi prego di inviarmi la pagina di conferma in linea di Western Union.
O mantenere i vostri soldi.
Un saluto,
A. P.
Ma va' a cagare, pezzo di merda.
PRENDITI QUEI FOTTUTISSIMI SOLDI E NON FARTI MAI PIU' RIVEDERE. VAFFANCULO.
lunedì 15 luglio 2013
Se la cantano e se la suonano
La stampa italiana propone modelli sempre innovativi e molto interessanti per chi voglia perdere un po' di tempo nello studio dei meccanismi che alimentano la creazione della notizia.
Dopo la scopiazzatura da siti stranieri, spesso operata da personale con scarsa dimestichezza delle lingue di partenza, e dopo la serie infinita di "notizie che non lo erano" (absit iniuria verbis), in questi giorni stiamo assistendo allo sviluppo di un meccanismo ancor più sofisticato: l'autofertilizzazione.
Come nei reattori nucleari di un certo tipo il processo produttivo crea più materiale fissile di quanto ne consumi, così il caso dell'ILVA e delle sigarette mostra come si possa propalare una notizia fasulla e poi coltivarne il seguito, lucrando anche sulle rettifiche di coloro a cui sono state attribuiti comportamenti e dichiarazioni falsi.
Partiamo dalla famosa relazione Bondi, che finalmente Repubblica si è degnata di pubblicare e che non dice da nessuna parte che le sigarette facciano peggio degli scarichi dell'ILVA.
Il lavoro su cui si discute è una risposta allo studio epidemiologico-statistico prodotto ai sensi della legge regionale pugliese e del relativo regolamento di attuazione: studio che ha attribuito all'ILVA la responsabilità di un certo numero di decessi.
La ILVA -che è l'accusata, e in Italia, se Dio vuole, c'è ancora il diritto di difendersi dalle accuse- produce una memoria che evidenzia come la metodologia dettata dal regolamento di attuazione non sia conforme ai principi che sono riconosciuti in letteratura. Io non sono un epidemiologo, ma basta leggere con calma (e magari con un dizionario a disposizione, per i termini più difficili) e il senso viene fuori da solo.
In particolare si fa notare che l'applicazione di un modello dose-risposta senza alcuna soglia minima di esposizione fa per forza emergere dei decessi attribuibili non solo all'ILVA, ma anche ad attività generalmente riconosciute come innocue, quali il passeggio nei boschi o la frequentazione di raduni di socialisti.
Solo che l'ILVA non è un blogger, e non lo può scrivere così, de plano; e quindi, per far capire meglio il senso dell'osservazione, scrive che un modello di quel tipo potrebbe dare risultati attendibili solo se si potesse essere certi di valutare correttamente tutte le esposizioni a tutti gli agenti inquinanti.
Nasce qui il capoverso sulle sigarette, che NON dice che il tabacco ha ammazzato i tarantini, bensì che non si può fare uno studio sul cancro al polmone se non si tiene conto, ad esempio, del fumo di sigaretta.
Sono cose ben diverse, vero?
Eppure i giornali hanno riportato la prima, non la seconda versione. Il che ha costretto l'ILVA a smentire la notizia, riportata col culo (se il culo non si offende troppo per il paragone).
E quei gran cari ragazzi di Repubblica che fanno? alla smentita di Bondi non rispondono "siamo dei cialtroni", no. Riportano, del tutto avulsa dal contesto, la partedella relazione update: di un ALLEGATO alla relazionein cui si parla del fumo, che così abilmente ritagliata in effetti fa pensare al lettore che Bondi sia due volte stronzo: una volta per averlo detto, e una volta per aver smentito di aver detto quello che si può leggere nero su bianco.
E invece quelli stronzi, ma molto, sono altri: dapprima i giornalisti che hanno creato la notizia dal nulla; dall'altra i loro colleghi che, di fronte alla smentita, anziché ammettere di aver fatto una cazzata costruiscono prove false a loro discolpa.
Ha ragione beppegrillo(tm): per una volta: tutti alle miniere di sale, e informazione dal basso per tutti. Tanto, se la professionalità viene impiegata non per controllare le notizie, ma per smentire i propri errori, allora tanto vale leggere direttamente le cazzate su Facebook.
Dopo la scopiazzatura da siti stranieri, spesso operata da personale con scarsa dimestichezza delle lingue di partenza, e dopo la serie infinita di "notizie che non lo erano" (absit iniuria verbis), in questi giorni stiamo assistendo allo sviluppo di un meccanismo ancor più sofisticato: l'autofertilizzazione.
Come nei reattori nucleari di un certo tipo il processo produttivo crea più materiale fissile di quanto ne consumi, così il caso dell'ILVA e delle sigarette mostra come si possa propalare una notizia fasulla e poi coltivarne il seguito, lucrando anche sulle rettifiche di coloro a cui sono state attribuiti comportamenti e dichiarazioni falsi.
Partiamo dalla famosa relazione Bondi, che finalmente Repubblica si è degnata di pubblicare e che non dice da nessuna parte che le sigarette facciano peggio degli scarichi dell'ILVA.
Il lavoro su cui si discute è una risposta allo studio epidemiologico-statistico prodotto ai sensi della legge regionale pugliese e del relativo regolamento di attuazione: studio che ha attribuito all'ILVA la responsabilità di un certo numero di decessi.
La ILVA -che è l'accusata, e in Italia, se Dio vuole, c'è ancora il diritto di difendersi dalle accuse- produce una memoria che evidenzia come la metodologia dettata dal regolamento di attuazione non sia conforme ai principi che sono riconosciuti in letteratura. Io non sono un epidemiologo, ma basta leggere con calma (e magari con un dizionario a disposizione, per i termini più difficili) e il senso viene fuori da solo.
In particolare si fa notare che l'applicazione di un modello dose-risposta senza alcuna soglia minima di esposizione fa per forza emergere dei decessi attribuibili non solo all'ILVA, ma anche ad attività generalmente riconosciute come innocue, quali il passeggio nei boschi o la frequentazione di raduni di socialisti.
Solo che l'ILVA non è un blogger, e non lo può scrivere così, de plano; e quindi, per far capire meglio il senso dell'osservazione, scrive che un modello di quel tipo potrebbe dare risultati attendibili solo se si potesse essere certi di valutare correttamente tutte le esposizioni a tutti gli agenti inquinanti.
Nasce qui il capoverso sulle sigarette, che NON dice che il tabacco ha ammazzato i tarantini, bensì che non si può fare uno studio sul cancro al polmone se non si tiene conto, ad esempio, del fumo di sigaretta.
Sono cose ben diverse, vero?
Eppure i giornali hanno riportato la prima, non la seconda versione. Il che ha costretto l'ILVA a smentire la notizia, riportata col culo (se il culo non si offende troppo per il paragone).
E quei gran cari ragazzi di Repubblica che fanno? alla smentita di Bondi non rispondono "siamo dei cialtroni", no. Riportano, del tutto avulsa dal contesto, la parte
E invece quelli stronzi, ma molto, sono altri: dapprima i giornalisti che hanno creato la notizia dal nulla; dall'altra i loro colleghi che, di fronte alla smentita, anziché ammettere di aver fatto una cazzata costruiscono prove false a loro discolpa.
Ha ragione beppegrillo(tm): per una volta: tutti alle miniere di sale, e informazione dal basso per tutti. Tanto, se la professionalità viene impiegata non per controllare le notizie, ma per smentire i propri errori, allora tanto vale leggere direttamente le cazzate su Facebook.
lunedì 17 giugno 2013
Aforismi
La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere!
(Crimi Vito, Roma, giugno 2013)
Il movimento 5 stelle è una lenta, graduale, progressiva e ineluttabile rivoluzione culturale che permea le istituzioni a tutti i livelli dal locale al nazionale… non si fermerà!
(Mussolini Benito, Roma, giugno 1940)
(Crimi Vito, Roma, giugno 2013)
Il movimento 5 stelle è una lenta, graduale, progressiva e ineluttabile rivoluzione culturale che permea le istituzioni a tutti i livelli dal locale al nazionale… non si fermerà!
(Mussolini Benito, Roma, giugno 1940)
Fare i compiti
Ammirabile, Giuseppe Tesorio del Corriere, che oggi se ne esce con un pezzo sullo spauracchio dei maturandi al Liceo Classico: la versione di latino.
L'austero giornalaioista ci racconta delle differenze tra i vari autori, della relativa facilità di Plinio il Vecchi e di Cicerone, e di contro delle ansie dei maturandi messi di fronte alla prospettiva che possa uscire il tremendo Tacito.
Peccato che a un tratto al nostro scappi una frase fuori contesto: «In fondo, Livio, Valerio Massimo, Sallustio, Quintiliano, Apuleio sono pur sempre candidabili a salire agli onori delle cronache scolastiche della maturità 2011».
Il lettore smaliziato ha già capito, e non serve googlare: basta andare nei link proposti a fianco dell'articolo per scoprire che il brano del pennivendolo altro non è che la ricopiatura, seppur diligente, del pezzo scritto due anni prima per la medesima occasione.
L'austero giornal
Peccato che a un tratto al nostro scappi una frase fuori contesto: «In fondo, Livio, Valerio Massimo, Sallustio, Quintiliano, Apuleio sono pur sempre candidabili a salire agli onori delle cronache scolastiche della maturità 2011».
Il lettore smaliziato ha già capito, e non serve googlare: basta andare nei link proposti a fianco dell'articolo per scoprire che il brano del pennivendolo altro non è che la ricopiatura, seppur diligente, del pezzo scritto due anni prima per la medesima occasione.
sabato 4 maggio 2013
Neanche gli Dei
Minecraft è un gioco dove puoi fare un po' tutto quello che vuoi; e anche scavare caverne. Ma a un certo punto, quando hai scavato troppo, cadi nel vuoto e muori.Nella vita, credi di aver raggiunto il fondo; ma tutti sappiamo che quando l'hai raggiunto, puoi sempre scavare. Ma, come in Minecraft, anche nella vita arriva il limite oltre il quale se scavi ti resta solo il suicidio.
Con la comprensione del testo e del paratesto, invece, non esiste limite alcuno. Quando credi che non si possa capire meno di un cazzo, ecco che ti arriva qualcuno che riesce a oltrepassare l'infinito negativo ed entrare nel dominio dei numeri complessi. Ci vorrebbe un matematico per spiegarlo per benino, dato che neppur io capisco come si possa capire meno di meno infinito; ma una cosa si può darla per certa: che se c'è qualcuno che può trascendere le leggi della logica in questo modo così inumano, questo qualcuno scrive sul Fatto Quotidiano.
Veniamo al dunque: c'è un parco giochi svedese che fa pubblicità. La pubblicità è quella che vedete lì sopra: dei bimbi che piangono perché andranno in vacanza, chi in Italia, chi a Maiorca, chi a Creta. Il messaggio è chiaro: il nostro parco è così bello da essere più bello dei posti più belli del mondo. Anche un paramecio, anche una giornalista scientifica precaria del Corriere, capirebbero che sostituendo all'Italia Duesseldorf, e a Creta Glasgow, la pubblicità sarebbe stata assai meno efficace. Certo, è questa una campagna originale quanto "Dixan lava più bianco del bianco"; un riadattamento dello spot con il gatto che mangia il cibo della scatoletta dal piatto di porcellana bordato d'oro. Una cosa che vorrebbe essere spiritosa riuscendoci appena, perché ci vuole un bello spirito per pubblicizzare un parco giochi per bambini in Svezia.
L'opinionista del Fatto Quotidiano, lei, è riuscita a capire tutto il contrario e un po' di meno ancora. Ha capito che quelle mete sono state scelte dagli svedesi per un senso di superiorità dei popoli nordici nei confronti di noi terroni d'Europa, anziché per il fatto che ogni svedese vorrebbe venire a godersi il nostro sole e il nostro mare. Sproloquia di sfruttamento dell'immagine dei bambini, quando è evidente che quei bambini esistono solo in un file di Photoshop. E non capisce neppure che per pubblicizzare un parco giochi per bambini non sarebbe punto adatta l'immagine di floride manzette vantenni, che magari frequentano altri luoghi di svago.
«E’ difficile convincere chiunque che un parco giochi svedese sia meglio della nostra bellissima Italia», scrive la nostra eroina. La verità è che è difficile spiegare le battute a chi non ha il cervello necessario per capirle. Probabilmente nella testa della graziosa bloggatrice vi è la convinzione che la pubblicità degli assorbenti dovrebbe essere fatta da baffuti muratori, altrimenti sarebbe sessista, e gli antipulci dovrebbero essere propagandati da scrivanie di mogano, pena l'accusa di specismo.
giovedì 2 maggio 2013
Del senso delle parole e del senso del ridicolo
Dato che la mia personale religione mi impedisce di vedere il concertone del primo maggio, è solo dalle parole del prof. Beccaria che ho appreso che un oscuro cantante di un'oscurissima banda musicale, proveniente da un'oscurerrima cittadina a cavaliere tra giogaie di monti, aveva -cito il prof- «recitato un comizietto satirico-blasfemo in cui ha fatto la parodia delle parole della consacrazione eucaristica elevando, al posto dell’ostia, un preservativo», il che ha scatenato da più parti fiumi di polemiche prontamente riprese dalla stampa nazionale.
Ha ben ragione il Prof. a dire che prendere per i fondelli i cristiani non è difficile, ma è anche vero che spesso sono i cristiani stessi a cercarsela, e spererei che acquisissero un po' di senso dell'ironia e imparassero finalmente a discernere tra le varie categorie di prendimento per i fondelli. Per me, ad esempio, la performance del sedicente artista francamente non è sembrata irriverente. La definirei poveramente scialba, rispecchiando in ciò l'espressione facciale del dicitore lancianese, la cui tetraggine è peraltro ben comprensibile a quei pochi di voi che, sfortunati come me, hanno visitato la sua cittadina.
Provate a guardare i primi secondi del video: se per avventura foste un fisico cinese in viaggio di lavoro a Parigi (uno, insomma, che nulla sa della storia e della dottrina della Chiesa cattolica) non vi trovereste neppure un cenno di provocazione o di blasfemia, e ciò quand'anche vi spiegassero che quel personaggio sul palco recita un copione ricalcato pedissequamente sulla formula pronunziata ogni giorno in ciascuna Chiesa.
Dove il problema, allora? Nel fatto che la Chiesa il preservativo lo condanna, mentre il recitante lo brandisce. E allora? Può forse la Chiesa vantare un monopolio sulla costruzione del periodo? Non lo credo, e quand'anche così fosse, non dimentichiamo che il il meschino vive in una città nella quale l'Eucarestia ha la stessa importanza delle gondole a Venezia e delle discoteche a Riccione, ragion per la quale la formula della consacrazione gli era servita in testa come su di un piatto d'argento.
E' morto qualcuno, o ci sono stati feriti? No. E' stato vilipeso qualcuno, o Qualcuno? No. E' stata fatta una cosa un po' alla buona, che poteva essere archiviata con un mezzo sorriso (o una mezza lagrima, vista la sullodata qualità del recitativo); e invece su questa minchiata si sono buttati a frotte quadri secondari della gerarchia ecclesiastica e radiotelevisiva e oscure organizzazioni di bacchettoni (tipo l'AIART, gente che, questa sì, con le proprie dichiarazioni, sempre limpidamente indirizzate alla più cristallina intolleranza, si rende quotidianamente responsabile del prendimento per il culo dei cattolici da parte di chi non lo è).
Si è persa, insomma, una buona occasione per stare zitti. Ciascuno potrà valutare, nel suo foro interno, chi l'abbia persa.
Ha ben ragione il Prof. a dire che prendere per i fondelli i cristiani non è difficile, ma è anche vero che spesso sono i cristiani stessi a cercarsela, e spererei che acquisissero un po' di senso dell'ironia e imparassero finalmente a discernere tra le varie categorie di prendimento per i fondelli. Per me, ad esempio, la performance del sedicente artista francamente non è sembrata irriverente. La definirei poveramente scialba, rispecchiando in ciò l'espressione facciale del dicitore lancianese, la cui tetraggine è peraltro ben comprensibile a quei pochi di voi che, sfortunati come me, hanno visitato la sua cittadina.
Provate a guardare i primi secondi del video: se per avventura foste un fisico cinese in viaggio di lavoro a Parigi (uno, insomma, che nulla sa della storia e della dottrina della Chiesa cattolica) non vi trovereste neppure un cenno di provocazione o di blasfemia, e ciò quand'anche vi spiegassero che quel personaggio sul palco recita un copione ricalcato pedissequamente sulla formula pronunziata ogni giorno in ciascuna Chiesa.
Dove il problema, allora? Nel fatto che la Chiesa il preservativo lo condanna, mentre il recitante lo brandisce. E allora? Può forse la Chiesa vantare un monopolio sulla costruzione del periodo? Non lo credo, e quand'anche così fosse, non dimentichiamo che il il meschino vive in una città nella quale l'Eucarestia ha la stessa importanza delle gondole a Venezia e delle discoteche a Riccione, ragion per la quale la formula della consacrazione gli era servita in testa come su di un piatto d'argento.
E' morto qualcuno, o ci sono stati feriti? No. E' stato vilipeso qualcuno, o Qualcuno? No. E' stata fatta una cosa un po' alla buona, che poteva essere archiviata con un mezzo sorriso (o una mezza lagrima, vista la sullodata qualità del recitativo); e invece su questa minchiata si sono buttati a frotte quadri secondari della gerarchia ecclesiastica e radiotelevisiva e oscure organizzazioni di bacchettoni (tipo l'AIART, gente che, questa sì, con le proprie dichiarazioni, sempre limpidamente indirizzate alla più cristallina intolleranza, si rende quotidianamente responsabile del prendimento per il culo dei cattolici da parte di chi non lo è).
Si è persa, insomma, una buona occasione per stare zitti. Ciascuno potrà valutare, nel suo foro interno, chi l'abbia persa.
mercoledì 17 aprile 2013
VaffanculoDay
Non è che serva a qualcosa, ma il fatto è che domani, quando si inizierà a votare per il Presidente della Repubblica, io ho l'appuntamento con la prof. di italiano di Nichita. E se a mezzogiorno devo essere in via Colonna, a Milano, difficilmente potrò essere dalle parti di Piazza Colonna, a Roma, a esprimere il mio pensiero.
Quindi, pur sapendo che non serve a un cazzo, volevo dire al segretario Bersani e ai duecento e briscola parlamentari che hanno votato di votare Marini, che essi hanno la mia disistima.
Articolo meglio, in modo da farmi comprendere con più agio: siete delle povere anime.
Valeva la pena di provarci; valeva la pena di fare una cosa giusta, anche se quella cosa era stata suggerita da persone sbagliate. Vedete, io i grullini non li sopporto tanto quanto voi, ma se un grullino mi dice di fermarmi al rosso, e un amico mi dice di passare, io mi fermo. Perché certe cose sono giuste in sé, a prescindere dalla qualità personale di chi le suggerisce.
Io odio i grullini, odio Grillo e credo che tutte le sue quirinalarie siano state un trucco e che i risultati siano quelli che grillo e casaleggio hanno voluto far uscire; ma nondimeno, il nome uscito è un gran nome, e le sue qualità non vengono meno per il fatto che essi l'hanno nominato. La calunnia è un venticello, e io non mi sento omofobo per il fatto che un cretino continua a scrivere ovunque che io lo sono. A maggior ragione, la stima è qualcosa di solido, che si mantiene anche quando chi stimi è stimato anche da chi disprezzi.
Avevate, voi parlamentari del PD, la possibilità di fare bene al Paese, e di far riprendere un po' il vostro stanco partito. Il Paese potrà sopportare tranquillamente anche una presidenza Marini; quel carrozzone che voi chiamate partito, con questa mossa è bello e sepolto.
Grillo voleva mandarvi tutti a casa; siete riusciti a farglielo fare: ma con le vostre mani. Eppure bastava un briciolo di fegato; ma non alla veneziana.
La procellosa e trepida
gioia d’un gran disegno,
l’ansia d’un cor che indocile
serve, pensando al regno
e il giunge, e tiene un premio
ch’era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria
la reggia e il tristo esiglio:
due volte nella polvere,
due volte sull’altar.
Quindi, pur sapendo che non serve a un cazzo, volevo dire al segretario Bersani e ai duecento e briscola parlamentari che hanno votato di votare Marini, che essi hanno la mia disistima.
Articolo meglio, in modo da farmi comprendere con più agio: siete delle povere anime.
Valeva la pena di provarci; valeva la pena di fare una cosa giusta, anche se quella cosa era stata suggerita da persone sbagliate. Vedete, io i grullini non li sopporto tanto quanto voi, ma se un grullino mi dice di fermarmi al rosso, e un amico mi dice di passare, io mi fermo. Perché certe cose sono giuste in sé, a prescindere dalla qualità personale di chi le suggerisce.
Io odio i grullini, odio Grillo e credo che tutte le sue quirinalarie siano state un trucco e che i risultati siano quelli che grillo e casaleggio hanno voluto far uscire; ma nondimeno, il nome uscito è un gran nome, e le sue qualità non vengono meno per il fatto che essi l'hanno nominato. La calunnia è un venticello, e io non mi sento omofobo per il fatto che un cretino continua a scrivere ovunque che io lo sono. A maggior ragione, la stima è qualcosa di solido, che si mantiene anche quando chi stimi è stimato anche da chi disprezzi.
Avevate, voi parlamentari del PD, la possibilità di fare bene al Paese, e di far riprendere un po' il vostro stanco partito. Il Paese potrà sopportare tranquillamente anche una presidenza Marini; quel carrozzone che voi chiamate partito, con questa mossa è bello e sepolto.
Grillo voleva mandarvi tutti a casa; siete riusciti a farglielo fare: ma con le vostre mani. Eppure bastava un briciolo di fegato; ma non alla veneziana.
La procellosa e trepida
gioia d’un gran disegno,
l’ansia d’un cor che indocile
serve, pensando al regno
e il giunge, e tiene un premio
ch’era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria
la reggia e il tristo esiglio:
due volte nella polvere,
due volte sull’altar.
giovedì 11 aprile 2013
La repubblica delle idee balzane
I troll di Repubblica oggi lanciano sul colonnino morboso una notizia che ha a che fare con il sesso, ma degli animali. ci raccontano che è italiano "il toro più macho al mondo", e ci propinano anche, seguendo il link, una fotografia del bestione, corredata da didascalia che ci educe: "Si chiama Zephir ed è ligure il toro più fecondo al mondo secondo Interbull, organizzazione di 34 paesi che si occupa di valutazioni genetiche nel settore bovino. Lo ha reso noto l'assessorato all'Agricoltura della Liguria. Zephir, di Rossiglione (Genova), ha 104 figlie. Si è piazzato davanti ai tori svizzeri, americani, austriaci e tedeschi. Sua madre si chiamava Athina, il padre Zeus"Peccato che forse manchi qualche zero per raggiungere un record vero: chiunque si sia mai occupato di tori (ebbene sì: ho fatto anche questo, e comincio a chiedermi di cosa non mi sono occupato nel mio mestiere) sa che l'ordine di grandezza per contare le figlie di un toro di valore non è nell'ambito delle centinaia, bensì delle centinaia di migliaia.
Il buon Startmore Rudolph ET (e vi assicuro che l'ho scelto a caso) è accreditato di 154.137 figlie. Delta Olympic ne ha fatte solo 80.453*, ma è più gYovine e ha tempo per recuperare.
Temo che il nostro Zephir abbia da mangiare ancora tante
* Notate che nel mondo dei tori contano solo le figlie femmine; ma non sento le signore della 27esima ora agitarsi per questa discriminazione sessista
martedì 9 aprile 2013
Gente che ha molto tempo da perdere
Aldo Cazzullo, sul Corriere, impiega 644 parole e 4165 caratteri (spazi compresi) per dire che le primarie sono una cosa buona, ma solo quando quelli che vanno a votare alle primarie votano il candidato che piace ad Aldo Cazzullo.
venerdì 29 marzo 2013
Può il Parlamento funzionare senza Governo? (lezioncina di educazione civica ad uso di bimbi di terza elementare e di parlamentari grillini)
La battutona di Grillo non è sbagliata. Tecnicamente, infatti, il potere esecutivo deve ricevere la fiducia dal Parlamento per entrare in carica nella pienezza dei poteri, e cominciare a lavorare; ma non è vero il contrario. Il potere legislativo non deve ricevere la fiducia da nessuno, se non dagli elettori nella gabina elettorale; e quindi una volta insediate le Camere, queste sono nella pienezza del proprio potere di fare e disfare le leggi.
Non è neppur vero che il Governo sia necessario perché senza di esso non è possibile presentare delle bozze di legge da approvare; se rammentiamo la tripartizione classica discendente dal dettato costituzionale (progetto di legge; disegno di legge; proposta di legge), l'assenza di un esecutivo toglie solo il secondo strumento, lasciando intatti gli altri due strumenti.
Quindi, ci ha ragione Grillo (e del resto beppegrillo(tm) ha ragione per definizione): il Parlamento può funzionare senza Governo.
Il film potrebbe fermarsi qui, ma per tirarlo in lungo la storia prevede che il manzo della gnocca si cali con una carrucola dentro la cabina di pilotaggio: una manovra spericolata e stupida, che mette a rischio la sua vita (dopo che altro più sfigato era precipitato rovinosamente). Un vero e proprio buco nella sceneggiatura di cui non si capisce la logica, dato che un aereo con pilota automatico inserito non ha bisogno di alcun pilota umano.
Non è neppur vero che il Governo sia necessario perché senza di esso non è possibile presentare delle bozze di legge da approvare; se rammentiamo la tripartizione classica discendente dal dettato costituzionale (progetto di legge; disegno di legge; proposta di legge), l'assenza di un esecutivo toglie solo il secondo strumento, lasciando intatti gli altri due strumenti.
Quindi, ci ha ragione Grillo (e del resto beppegrillo(tm) ha ragione per definizione): il Parlamento può funzionare senza Governo.
Airport '75 (sinossi)
Un Jumbo Jet collide in volo con un aereo da turismo, uccidendo copilota e pilota. Il comandante, assai malconcio, e accecato dai frammenti di vetro del parabrezza, riesce a far attivare il pilota automatico a una delle hostess, una bella gnocca.Il film potrebbe fermarsi qui, ma per tirarlo in lungo la storia prevede che il manzo della gnocca si cali con una carrucola dentro la cabina di pilotaggio: una manovra spericolata e stupida, che mette a rischio la sua vita (dopo che altro più sfigato era precipitato rovinosamente). Un vero e proprio buco nella sceneggiatura di cui non si capisce la logica, dato che un aereo con pilota automatico inserito non ha bisogno di alcun pilota umano.
giovedì 28 marzo 2013
Uno vale radice di meno e alla pigreco
Pensandoci bene, beppegrillo(tm) non è neppure originale: un altro comico prima di lui aveva teorizzato la linea politica poi assunta dal movimento pentastellato.
Ma Alberto era infinitamente più bravo, simpatico e generoso del saltimbanco genovese.
Ma Alberto era infinitamente più bravo, simpatico e generoso del saltimbanco genovese.
domenica 24 marzo 2013
Modà
Lo spread BTP-BUND
Le rapine in villa
I sassi gettati dal cavalcavia
Le stragi del sabato sera
L'influenza aviaria
L'apertura di Wall Street
I suicidi per Equitalia
Gli esercenti che non scontrinano
Le adolescenti che si ricaricano il cellofono mostrando la patata
I randagi assassini
L'essenza del giornalismo è scrivere di ciò di cui scrivono tutti gli altri, perché ciò è quanto il pubblico si aspetta di leggere.
Certi fuoriclasse riescono a fare giornalismo toccando temi nuovi, o anche vecchi ma da punti di vista nuovi: ma quelli sono, per l'appunto, fuoriclasse.
Una volta tolte le eccezioni, c'è il placido mestiere dell'arrivare alla fine della cartella compiacendo il caporedattore.
E' la vita, bellezza! E se oggi vanno i cani, il pezzo sarà sui cani.
Mode, che arrivano con la rapidità di un temporale estivo e inatteso, e se ne vanno altrettanto velocemente, come una nevicata marzolina.
Mode che, in un mondo di firme sempre più indistinguibili tra loro, riescono a far emergere il nome dell'ultimo della classe: quello che parla della Val di Susa quando ormai la TAV è morta all'attenzione pubblica; quello che scrive due righe sul negoziante evasore quando la pancia dell'editoria è passata al suicida per debiti.
I tempi stanno maturando, e presto anche la nostra stampa comincerà ad avvertire un certo disagio nel riportare dettagliatamente ogni qualunque singola puttanata che esca dalla bocca di beppegrillo(tm). Comincerà dapprima a selezionare, poi a obliterare.
Purtroppo ciò non avverrà molto presto né molto in fretta, in quanto, capito il meccanismo, il Vate pentastellato inventerà nuovi numeri e nuove rutilanti capriole semantiche; ma a un certo punto si dovrà fermare, perché quando hai fatto il quadruplo salto mortale carpiato, l'unico modo di spingerti in là è provare il quinto, che è quello che ti ammazza.
I giornali smetteranno allora di pubblicare quella faccia da monatto; il movimento tornerà a ritrovarsi su internet e nei meetup, morendo di morte lenta tra una discussione sulla ciclabile di Albenga e un'altra sulla minerale a chilometro uno, con quel paio di migliaia di attivisti duri e puri sfiancati da muri di testo in confronto ai quali il Bar di wikipedia è Ungaretti nella versione del Reader's Digest.
Dopo un po' di tempo rammenteremo dei 5 stelle con quel senso di nostalgia del passato che ci evocano oggi parole come Freedomland o Timberland; e il monatto ci tornerà simpatico.
(nell'immagine, la home page di corriere.it)
Le rapine in villa
I sassi gettati dal cavalcavia
Le stragi del sabato sera
L'influenza aviaria
L'apertura di Wall Street
I suicidi per Equitalia
Gli esercenti che non scontrinano
Le adolescenti che si ricaricano il cellofono mostrando la patata
I randagi assassini
L'essenza del giornalismo è scrivere di ciò di cui scrivono tutti gli altri, perché ciò è quanto il pubblico si aspetta di leggere.
Certi fuoriclasse riescono a fare giornalismo toccando temi nuovi, o anche vecchi ma da punti di vista nuovi: ma quelli sono, per l'appunto, fuoriclasse.
Una volta tolte le eccezioni, c'è il placido mestiere dell'arrivare alla fine della cartella compiacendo il caporedattore.
E' la vita, bellezza! E se oggi vanno i cani, il pezzo sarà sui cani.
Mode, che arrivano con la rapidità di un temporale estivo e inatteso, e se ne vanno altrettanto velocemente, come una nevicata marzolina.
Mode che, in un mondo di firme sempre più indistinguibili tra loro, riescono a far emergere il nome dell'ultimo della classe: quello che parla della Val di Susa quando ormai la TAV è morta all'attenzione pubblica; quello che scrive due righe sul negoziante evasore quando la pancia dell'editoria è passata al suicida per debiti.
I tempi stanno maturando, e presto anche la nostra stampa comincerà ad avvertire un certo disagio nel riportare dettagliatamente ogni qualunque singola puttanata che esca dalla bocca di beppegrillo(tm). Comincerà dapprima a selezionare, poi a obliterare.
Purtroppo ciò non avverrà molto presto né molto in fretta, in quanto, capito il meccanismo, il Vate pentastellato inventerà nuovi numeri e nuove rutilanti capriole semantiche; ma a un certo punto si dovrà fermare, perché quando hai fatto il quadruplo salto mortale carpiato, l'unico modo di spingerti in là è provare il quinto, che è quello che ti ammazza.
I giornali smetteranno allora di pubblicare quella faccia da monatto; il movimento tornerà a ritrovarsi su internet e nei meetup, morendo di morte lenta tra una discussione sulla ciclabile di Albenga e un'altra sulla minerale a chilometro uno, con quel paio di migliaia di attivisti duri e puri sfiancati da muri di testo in confronto ai quali il Bar di wikipedia è Ungaretti nella versione del Reader's Digest.
Dopo un po' di tempo rammenteremo dei 5 stelle con quel senso di nostalgia del passato che ci evocano oggi parole come Freedomland o Timberland; e il monatto ci tornerà simpatico.
(nell'immagine, la home page di corriere.it)
venerdì 22 marzo 2013
Cosa succederà se Bersani non riuscirà a formare un governo
C'è un certo rischio di nuovo governo tecnico all'orizzonte?
Non saprei valutarlo così, in soldoni, ma probabilmente sì.
I tecnici che stiamo per salutare, tuttavia, hanno avuto tutto il tempo di dimostrare la loro pochezza, e il destino ha voluto che il loro ultimo atto faccia assumere alla parola cialtroneria sfumature nuove e finora insospettabili.
Io una modesta proposta per una squadra di tecnici incomparabilmente più competente di quella uscente ce l'avrei:
Non saprei valutarlo così, in soldoni, ma probabilmente sì.
I tecnici che stiamo per salutare, tuttavia, hanno avuto tutto il tempo di dimostrare la loro pochezza, e il destino ha voluto che il loro ultimo atto faccia assumere alla parola cialtroneria sfumature nuove e finora insospettabili.
Io una modesta proposta per una squadra di tecnici incomparabilmente più competente di quella uscente ce l'avrei:
giovedì 21 marzo 2013
mercoledì 20 marzo 2013
Rottamiamo i dinosauri della stampa!
Grande giornata oggi, sul Fatto Quotidiano, con due pezzi del Direttore Antonio Tegamaro e del nume tutelare Marco PartoDoloroso*, i quali ci intrattengono con due temi freschi di giornata: i guai giudiziari del Caimano e l'inciucio**.
Caimano, inciucio. Parole portatrici di un senso distorto della realtà, ma funzionali a sorreggere l'immagine di un foglio che non si piega e non si spezza; che fa da baluardo a guardia della democrazia e del rispetto delle regole democratiche; e per il tramite di quest'immagine vende copie.
Caimano. Spersonalizzare l'avversario è un gioco fin troppo facile da porre in essere. Ma un bel gioco -lo sanno anche i bimbi- dura poco: il riso prima sfuma nell'indifferenza e poi nell'aperto fastidio.
Continuare a chiamare Silvio Berlusconi "Caimano" può servire solo a farne una sorta di Mefistofele, supremamente cattivo ma anche supremamente potente; e se un giorno vi sarà un'agiografia di Berlusconi, quest'aura di onnipotenza dell'inseguimento del Male occuperà il capitolo centrale.
Non è certo un problema dei il Direttore di un quotidiano che procede di forzatura in forzatura, senza il minimo senso della vergogna. Oltre alla smaccata bufala dell'ineleggibilità di Berlusconi (a supporto della quale, dal punto di vista giuridico, è stato trovato solo il parere di un presidente emerito della Corte Costituzionale, morto da 12 anni, viva la freschezza), il Direttore lascia trasparire, senza avere il fegato di affermarlo chiaramente, che lo status di senatore di Berlusconi impedisce la celebrazione*** dei processi per i quali rischia condanne (bufala) e che qualora non fosse parlamentare, verrebbe*** subito arrestato per l'affaire De Gregorio (bufala col fiocco, dato che i PM non hanno*** chiesto alcuna autorizzazione a misure nei suoi confronti). Tenerissima la sparata finale: cosa farà il Mostro di Cattiveria se non verrà accontentato nei suoi capricci? Imbraccerà il fucile? Creerà cellule di resistenza partigiana? No, signori: egli minaccia di mobilitare la piazza! Minaccia, cioé di fare la stessa cosa che minaccia di fare PFdA; ma quest'ultimo è buono perché la vuol mobilitare francescanamente mentre SB -è evidente- lo farà domenicanamente.
Inciucio. Enorme la messe di castronerie affastellate da Marco DilatazioneDellaCervice, e francamente il commentarle ci annoierebbe. Ma quella parola, che torna da anni, due parole di riscontro se le merita.
Perché è proprio dall'aver ribattezzato "inciucio" quello che un tempo si chiamava "compromesso", "accordo" o "transazione" che derivano molti mali della politica attuale.
L'inciucio è pessimo in sé, proprio come il Caimano è malvagio in sé; e quindi va evitato.
Ma la politica è fatta di compromessi, accordi, transazioni: alla ricerca di una maggioranza, il cui raggiungimento è il fulcro della democrazia.
Rifiutare l'accordo vuol dire teorizzare il raggiungimento del 100% come soglia per governare; vuol dire mandare a gestire il processo di formazione delle leggi (supremo momento dell'accordo tra interessi contrapposti) pattuglie di ragazzotti inesperti con un vincolo di mandato imperativo; vuol dire "o mi fate giocare centravanti o mi porto via il pallone".
Immaginate per un attimo di aver fatto un incidente stradale, e che il vostro liquidatore voglia darvi 1000 euri, mentre voi ne avete spesi 2000 per la riparazione. Vi sedete al suo tavolo, cominciate a parlare. Lui continua a dire 1000; voi continuate a dire 2000. Dopo cinque minuti (o cinque ore, o cinque anni) vi alzate con un nulla di fatto: voi non avrete i vostri soldi e lui non si sarà risparmiato una causa.
Che si fa nella realtà? ci si incontra, ci si parla, e alla fine capace che ve ne andiate via con 1700 euri: il liquidatore ha risparmiato una causa, e voi non siete riusciti a farvi pagare, visto che c'eravate, anche quel parafango che era un po' ammaccatello fin da prima. Avete fatto un inciucio? No: avete trovato un accordo, e siete contenti.
E se qualcuno vi dice che quell'accordo che avete raggiunto dovreste chiamarlo inciucio, lo mandate a cagare.
* il tenutario si scusa con i lettori abituali per essersi abbassato a scopiazzare i trucchetti retorici dei signori protagonisti del post.
** il tenutario si scusa con i lettori abituali per essersi abbassato a scopiazzare l'impostazione grafica degli articoli protagonisti del post.
*** il tenutario si scusa con i lettori abituali per essersi rotto i coglioni ed aver cominciato a grassettare situazionisticamente
Caimano, inciucio. Parole portatrici di un senso distorto della realtà, ma funzionali a sorreggere l'immagine di un foglio che non si piega e non si spezza; che fa da baluardo a guardia della democrazia e del rispetto delle regole democratiche; e per il tramite di quest'immagine vende copie.
Caimano. Spersonalizzare l'avversario è un gioco fin troppo facile da porre in essere. Ma un bel gioco -lo sanno anche i bimbi- dura poco: il riso prima sfuma nell'indifferenza e poi nell'aperto fastidio.
Continuare a chiamare Silvio Berlusconi "Caimano" può servire solo a farne una sorta di Mefistofele, supremamente cattivo ma anche supremamente potente; e se un giorno vi sarà un'agiografia di Berlusconi, quest'aura di onnipotenza dell'inseguimento del Male occuperà il capitolo centrale.
Non è certo un problema dei il Direttore di un quotidiano che procede di forzatura in forzatura, senza il minimo senso della vergogna. Oltre alla smaccata bufala dell'ineleggibilità di Berlusconi (a supporto della quale, dal punto di vista giuridico, è stato trovato solo il parere di un presidente emerito della Corte Costituzionale, morto da 12 anni, viva la freschezza), il Direttore lascia trasparire, senza avere il fegato di affermarlo chiaramente, che lo status di senatore di Berlusconi impedisce la celebrazione*** dei processi per i quali rischia condanne (bufala) e che qualora non fosse parlamentare, verrebbe*** subito arrestato per l'affaire De Gregorio (bufala col fiocco, dato che i PM non hanno*** chiesto alcuna autorizzazione a misure nei suoi confronti). Tenerissima la sparata finale: cosa farà il Mostro di Cattiveria se non verrà accontentato nei suoi capricci? Imbraccerà il fucile? Creerà cellule di resistenza partigiana? No, signori: egli minaccia di mobilitare la piazza! Minaccia, cioé di fare la stessa cosa che minaccia di fare PFdA; ma quest'ultimo è buono perché la vuol mobilitare francescanamente mentre SB -è evidente- lo farà domenicanamente.
Inciucio. Enorme la messe di castronerie affastellate da Marco DilatazioneDellaCervice, e francamente il commentarle ci annoierebbe. Ma quella parola, che torna da anni, due parole di riscontro se le merita.
Perché è proprio dall'aver ribattezzato "inciucio" quello che un tempo si chiamava "compromesso", "accordo" o "transazione" che derivano molti mali della politica attuale.
L'inciucio è pessimo in sé, proprio come il Caimano è malvagio in sé; e quindi va evitato.
Ma la politica è fatta di compromessi, accordi, transazioni: alla ricerca di una maggioranza, il cui raggiungimento è il fulcro della democrazia.
Rifiutare l'accordo vuol dire teorizzare il raggiungimento del 100% come soglia per governare; vuol dire mandare a gestire il processo di formazione delle leggi (supremo momento dell'accordo tra interessi contrapposti) pattuglie di ragazzotti inesperti con un vincolo di mandato imperativo; vuol dire "o mi fate giocare centravanti o mi porto via il pallone".
Immaginate per un attimo di aver fatto un incidente stradale, e che il vostro liquidatore voglia darvi 1000 euri, mentre voi ne avete spesi 2000 per la riparazione. Vi sedete al suo tavolo, cominciate a parlare. Lui continua a dire 1000; voi continuate a dire 2000. Dopo cinque minuti (o cinque ore, o cinque anni) vi alzate con un nulla di fatto: voi non avrete i vostri soldi e lui non si sarà risparmiato una causa.
Che si fa nella realtà? ci si incontra, ci si parla, e alla fine capace che ve ne andiate via con 1700 euri: il liquidatore ha risparmiato una causa, e voi non siete riusciti a farvi pagare, visto che c'eravate, anche quel parafango che era un po' ammaccatello fin da prima. Avete fatto un inciucio? No: avete trovato un accordo, e siete contenti.
E se qualcuno vi dice che quell'accordo che avete raggiunto dovreste chiamarlo inciucio, lo mandate a cagare.
* il tenutario si scusa con i lettori abituali per essersi abbassato a scopiazzare i trucchetti retorici dei signori protagonisti del post.
** il tenutario si scusa con i lettori abituali per essersi abbassato a scopiazzare l'impostazione grafica degli articoli protagonisti del post.
*** il tenutario si scusa con i lettori abituali per essersi rotto i coglioni ed aver cominciato a grassettare situazionisticamente
martedì 19 marzo 2013
Rottamiamo il vecchiume politico!

Uno dei motivi per leggere il Fatto Quotidiano online è che ogni tanto compare la fotografia di Paolo Flores d'Arcais: un signore che, in ispregio del più elementare buon senso, non si perita di aver scelto una sua immagine nella quale sembra il sosia di Walter Veltroni.
Come tanti altri fini pensatori (i grillini fra tutti), questo dinosauro della sinistra che odia crede che i problemi dell'Italia siano nella persona di Silvio Berlusconi, e che farlo uscire dal Parlamento porterebbe alla compiuta realizzazione della Costituzione e a una nuova scintillante vita delle nostre istituzioni: il tutto senza riuscire a comprendere che il problema non sono le persone, bensì le idee che queste esprimono e diffondono.
Togliere Silvio Berlusconi dal novero dei senatori sarebbe ben poca cosa, dato che resterebbero, in quella stessa Camera, i berlusconiani, che ovviamente risponderebbero sempre agli ordini del Capo. Ma inveleniti; e con essi invelenito sarebbe quel quarto abbondante di italiani che -per motivi che francamente mi sfuggono, ma questo è un problema mio- in Berlusconi e nella sua ideologia continuano a credere.
Vogliamo arrivare ad una guerra civile (ideologica, non combattuta, ma pur sempre guerra) per il piacere di apporre una bandierina sulla mappa, in corrispondenza di un formicaio che resiste da quasi vent'anni? Liberi di farlo; ma sappiamo che a conquistare i formicai non è detto che ci si riesca; e anche quando ci si riesce, i morti spesso non valgono la candela. E il berlusconismo si scioglierà come neve al sole, sì: ma quando l'anagrafe chiamerà il suo fondatore a cambiare dimora per sempre, non certo finché il nostro e i suoi soldi continueranno a stare in via dell'Umiltà, e da lì impartire direttive a Montecitorio e Palazzo Madama.
Ma, al di là di ciò, c'è anche un punto che ormai è il caso di far fuori una volta per tutte. Il famoso D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 dice all'art. 10:
"Non sono eleggibili inoltre: 1) coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l'obbligo di adempimenti specifici, l'osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta."E' abbastanza chiaro, no? Dice che per essere ineleggibile bisogna essere titolare di una concessione in proprio, o bisogna essere legali rappresentanti di una società che ha una concessione.
Silvio Berlusconi di concessioni a suo nome non ne ha. E le sue società hanno un legale rappresentante, il quale però non è lui.
Certo, si può discutere finché si vuole del fatto che Mediaset, Fininvest o chi diavolo sia il titolare della concessione siano società di o riconducibili a Silvio Berlusconi; ma la lettera della legge non dice "in qualità di rappresentanti legali o principali azionisti di società o di imprese private"; e trattandosi di una norma eccezionale (che deroga addirittura a un principio generale della Costituzione!), essa non è suscettibile di inerpretazione analogica o teleologica, bensì solo letterale (art. 14 prel).
La normativa in questione, insomma, "non si applica oltre i casi e i tempi in essa considerati"; e il caso del proprietario di una Società che ha una concessione, nel DPR che ci interessa, non è ricompreso, come ben vede chiunque voglia e sappia leggere il significato proprio delle parole secondo la connessione di esse.
Liberissimi, insomma, di ritenere che quella per l'ineleggibilità di Berlusconi sia una battaglia da vincere. Solo che è una battaglia vecchia di vent'anni, e bolsa. E non è che le battaglie per la conquista di un obiettivo bollito siano meno stupide se a portarle avanti sono i giovani grillini (PFdA probabilmente giovane non è mai stato).
sabato 16 marzo 2013
Chi di spada ferisce

Esquisse d'un tableau historique du niveau atteint dans la politique italianne par la merde, suivi d'un Fragment sur l'attitude de cette dernier à retourner directement sur le visage de ceux qui l'avaient naïvement tiré
giovedì 14 marzo 2013
Don't be stronzo
La chiusura di Google Reader dimostra che i motti delle aziende sono cogenti quanto le promesse elettorali dei partiti.
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