
Io mi domando e dico:
ma come diavolo è possibile che i giornalisti in generale e i giornalisti economici in particolare non abbiano ancora capito che qualche giorno di borsa in rialzo non basta a dire che la crisi è finita?
Persino il Sole 24 ore di domenica aveva in prima pagina un articolo pieno di ottimismo sul recupero delle quotazioni: cosa scriveranno domani?
Non è che mi ci diverta, a fare la Cassandra: e capisco anche che i giornali hanno una certa responsabilità morale nel cercare di far ripartire un po' di fiducia: in tal senso qualche notarella ottimistica, e anche qualche tacere di troppo sulle notizie meno liete non può fare che del bene.
Invece cantare un giorno vittoria e l'altro dopo tragedia; raccontare un giorno di miliardi bruciati e il giorno successivo di miliardi magicamente reintegrati; dare l'impressione di un mondo altalenante nel quale nulla è certo e tutto in balìa del momento come viaggiatori sulla scialuppa in un mare in tempesta: bene, questo è il miglior modo per iniettare sfiducia e spingere qualunque consumatore, scafato o meno che sia, a tenere i propri euri sotto il materasso rimandando l'acquisto di qualunque cosa: anche solo di una cintura del Dottor Gibaud.
Ne parlavo qui, ormai sei mesi fa. Sei mesi, sono passati da quando le prime pagine dei giornali facevano le montagne russe, e a distanza di sei mesi continuano a fare gli stessi saliscendi, come prima: come se non avessero ancora imparato nulla.

