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mercoledì 24 novembre 2010

Novembre 2010

Soffermati sull'arida sponda,
Vòlti i guardi alla Via Mecenate,
Tutti assorti nel novo programma,
Certi in cor dell'antica canzon,
Han giurato: Non fia che quest'onda
Scorra più nell'italico cielo;
Non fia loco ove possasi udire
di Cacaglia il tartaglio, mai più!

L'han giurato: altri forti a quel giuro
Rispondean dalla Rete e dal Coso,
Già brandendosi i telecomandi
Che or levati scintillano al sol.
Già le destre hanno stretto le destre;
Già le sacre parole son porte:
Non fia mai che Cacaglia tartagli
nuovamente sul primo* canal.

* licenza poetica. Chiedasi a Peppi Nocera

venerdì 12 novembre 2010

Grandi questioni filosofiche


Ma secondo voi il grafico del Corriere l'ha fatto apposta, di mettere la foto della Brambilla con la testa di un cavallo?

mercoledì 10 novembre 2010

Abbracci


Nei commenti del mio precedente post questo signore qua, uno che ha la passione per la Hit Parade, ha lasciato un commento al quale vale la pena di dar la rilevanza che merita.

Citando la mia frase "di quando ero giovane e pirla" egli ha ritenuto di aggiungere:
beh, complimenti per esserti conservato; per il primo aggettivo non so, ma per il secondo certamente

lunedì 8 novembre 2010

Enti inutili

A dar retta alla voce di wikipedia inglese sul brainstorming, sembrerebbe che la piaga degli enti inutili non sia un'esclusiva italiana.
Some governmental organisations (The Welsh Development Agency and the Department of Enterprise, Trade and Investment in Belfast) have reached the conclusion that the term 'brainstorming' is offensive to people with epilepsy and have suggested the alternative "thought-showers". However, research by the National Society for Epilepsy found of those affected by epilepsy questioned, 93% considered the term inoffensive. A specific comment states that changes need not be made since that could promote an undesirable image of epileptics being easily offended.

martedì 10 agosto 2010

Compiti per le vacanze

Oggi mi sono arrabbiato con Nichita, che alla fine della quinta elementare non è ancora in grado di scrivere due paginette senza piazzarci dentro otto errori d'ortografia: dalle doppie dimenticate, agli accenti omessi, alle maiuscole smarrite. Per non parlare di un paio di doppie "Z", tra le quali un orribile "grazzie", che mi hanno fatto rabbrividire e infuriare.
Per rilassarmi e farmene una ragione farò il maestrino dalla penna rossa commentando alcuni pezzi del mio giornale preferito, e per non sembrare troppo monotematico non nominerò né il foglio né i singoli autori.
Partiamo dall'inviato nel Nuovo Mondo, quello che si diletta a scrivere di tecnologie delle quali mastica, peraltro, solo qualche scarno rudimento. Costui, certo per essere oramai colà da troppo tempo, ha preso a parlare quel dialetto angloitaliano che sfoggiano i boss mafiosi e gli emigrati di terza generazione: e pertanto lo perdoniamo dal profondo del cuore per aver osato ammannirci la seguente frase: "Apple (che infatti ha patentato la definizione Apple Store)". Non è colpa sua, ma rivolgiamo una supplica al direttore Mauro affinché richiami il nostro in Patria prima mche sia troppo tardi e il nostro dimentichi, oltre che il lessico, persino le regole di coniugazione dei verbi regolari.
Veniamo ora all'inviata (così la definiscono) a Parigi, che si esibisce in un folgorante servizo sulle catacombe della capitale francese e sulle feste esclusive che vi si tengono. Tutto molto bello e interessante, per essere un articolo scritto nel mezzo dell'estate: peccato che a un certo punto l'inviata, volendo fare sfoggio di buone letture che evidentemente non le sono proprie, si lasci scappare questa frase: "Gli amanti delle catacombe, che non sono affatto perseguitati ma scelgono di esplorare il 'ventre di Parigi', così lo definiva Émile Zola." Il punto fermo è dell'autrice, non mio: e avrete quindi notato che la proposizione principale rimane lì, sospesa a mezz'aria, senza uno straccio di verbo che le dia una qualche ragion d'essere. Sarebbe un peccato veniale, che noi ben comprendiamo alla luce dello sforzo fatto dalla giornalista nel rivangare, in fondo ai meandri della memoria, una citazione così pregiata. Il punto, che fa arrotolare le viscere a chi abbia avuto la fortuna di leggere qualche scritto del noto autore, è che il Ventre di Parigi non erano mica le catacombe, bensì il mercato delle Halles, dove fino a non moltissimo tempo fa giungevano da tutta la Francia le derrate alimentari destinate a nutrire l'enorme popolazione della capitale.

giovedì 29 luglio 2010

Disturbo della quiete pubblica

Il mio riposo diurno, qui in ufficio, è gravemente disturbato da un gruppuscolo di ragazzetti (saranno un paio di centinaia, attorniati da altrettanti poliziotti e carabinieri).
Essi, che hanno un'insana passione per una squadretta di calcio milanese, attendono che i giocatori si appalesino qui nei pressi. A quanto ho capito c'è un nuovo sponsor, degli arabi o giù di lì, e bisogna fare una comparsata promozionale.
Il grido che risuona di più, lo dico per la cronaca, è il seguente: «un presidente, vogliamo un presidente».
Persone ben informate mi dicono che il loro precedente presidente abbia lasciato la carica per andare a far danni altrove: almeno su questo punto mi sento di dar loro ragione.

venerdì 9 luglio 2010

Litigiosità sui socialcosi

Comincio a capire perché il tasso di litigiosità presente sui socialcosi si sia bruscamente impennato.
Dopo una settimana nel corso della quale ho preso la metropolitana in ora di punta, sarei ora pronto a prendere a calci un bambino focomelico già a terra svenuto.
Poi la sindaca blatera di incrementare il trasporto pubblico.

mercoledì 30 giugno 2010

La maledizione della Vittoria

Nel post precedente si ipotizzava che il Portogallo fosse destinato a sicura sconfitta, dato che il suo maggior giocatore, Cristiano ronaldo, era l'ultimo protagonista del famigerato spottone Nike a non aver ancora dovuto far la valigia.
Così è stato, e a dirla tutta l'eroe della parte finale del filmato, il cui nome viene spesso associato alla locuzione "uno dei migliori giocatori del mondo" ha fatto una ben magra figura: almeno Messi non segna perché marcato, ma s'ingegna e procura gol ai compagni di squadra, mentre del Ronaldo portoghese non si può dir neppure che sia altruista.
Quello che non mi attendevo è che la maledizione colpisse anche Federer, che compare in una sequenza nella quale viene umiliato da Rooney in una partita di ping pong.
Sequanza brevissima, certo, ma che è stata più che sufficiente a portargli la giusta dose di sfiga e farlo uscire da Wimbledon.
La prossima capace che tocca alla Spagna, rea di aver tre giocatori che si vedono per un paio di secondi in tutto.

lunedì 28 giugno 2010

Perché Spagna-Portogallo merita un "1" fisso.

Drogba, Cannavaro, Rooney, Ribery: cacciati dal mondiale, e non tutti con onore.
Ronaldinho manco lo hanno convocato.
Fossi in Cristiano Ronaldo, comincierei a preoccuparmi sul serio: perché è evidente che lo spottone di Nike porta una gran dose di sfiga.

giovedì 17 giugno 2010

Milano è proprio un paesone

Sul suo blog oggi Gilioli richiama un articolo del collega De Feo apparso sull'Espresso.
In sostanza De Feo dice che la bomba che nel '93 scoppiò davanti al PAC era anomala, non essendo tale museo un obiettivo di rilevanza tale da giustificare la decisione della mafia di colpirlo: e su ciò possiamo anche concordare.
Si sarebbe quindi trattato di uno sbaglio, e il De Feo ventila alcune ipotesi alternative nelle vicinanze, e precisamente nel raggio di 500 metri: la questura (obiettivo però assai difficile, dato il livello di sorveglianza di via Fatebenefratelli); il palazzo della stampa (obiettivo plausibile, ma da escludere in quanto a quell'ora una bomba avrebbe fatto un fottìo di morti, il che non rientrava nelle strategie mafiose del momento); la biblioteca di Marcello dell'Utri.
Tale articolo viene ripreso del Gilioli, il quale nel riassumerlo sintetizza che vi erano solo due possibili obiettivi, e dovendone eslcudere uno rimane solo l'ufficio-biblioteca di Dell'Utri. Ed ecco dimostrato il legame tra le bombe del '93 e Dell'Utri (e, aggiungiamo noi con audace salto logico, Berlusconi: notorio amico e sòdale del bibliofilo siciliano).

Ora, io ci avrei due cose da dire. La prima, che di solito se uno è il mandante di un attentato bombarolo, di regola è difficile che la bomba se la faccia scoppiare proprio sotto il portone di casa: e pertanto il rapporto tra Dell'Utri e l'attentato sarebbe, al limite, più come vittima che come mandante.
La seconda, che a 500 metri da via Palestro vi sono: il consolato americano; la sede del Milan; il grattacielo svizzero; il museo del Risorgimento; il palazzo delle tasse. E, se vogliamo essere puntigliosi, perfino le sedi di Krizia, Versace e Armani. Tutti obiettivi che, alla stregua del ragionamento dell'Espresso, sono ugualmente plausibili e perfino un po' più noti, allora, della biblioteca di Dell'Utri.

lunedì 10 maggio 2010

Undici per cento


Poi però, quando domani fa - 8%, non è che ci stracciamo le vesti e gridiamo al disastro, eh?

venerdì 7 maggio 2010

Micropterus salmoides

Come avrete letto, ieri c'è stato un po' di casino sulle borse mondiali, perché un operatore ha piazzato un cospicuo ordine di vendita. L'ordine è partito, ha provocato un crollo dei prezzi che ha causato una reazione a catena, dovuta al fatto che gran parte delle transazioni sono controllate da software programmati per vendere titoli al raggiungimento di determinate soglie di perdita (cd. stop loss).

A sua volta questo ordine di vendita ha potuto causare quel crollo perché l'operatore di trading ha digitato una "B", che sta per "Billion" al posto di una "M", che sta per "Million". Il che ben si spiega, considerato che le due lettere sulla tastiera sono molto vicine.

Non so quanti di voi hanno mai provato la sgradevole sensazione di andare al bancomat e cercare di ritirare un paio di centinaia di euri che non avevate sul conto corrente, o che vi farebbero superare il limite di fido. Il bancomat quei duecento euri non ve li dà, perché è programmato per non farlo.

O magari sotto natale avete fatto un po' di spese con la carta di credito, e senza accorgervene avete superato il limite mensile. Il negoziante vi guarda, scuotendo la testa, e vi dice «mi spiace, non mi autorizza la transazione».

Il pesce dell'illustrazione là sopra è un Micropterus salmoides, pesce di lago gustoso detto colloquialmente Persico Trota o anche Boccalone. C'è chi pensa che voi somigliate a quel pesce.

giovedì 6 maggio 2010

Trova l'omofobo

C'è chi sul socialcoso continua a pensare che io sia un pericoloso omofobo pronto a mandare al rogo tutti coloro che, essendo dello stesso sesso, si trovino anche solo a sfiorarsi i mignoli: ma è solo una sua ossessione.
Io invece non riesco a spiegarmi perché una foto che ritrae due calciatori che parlano e si stringono l'uno all'altro non possa essere interpretata come un gesto di solidarietà di uno dei due personaggi nei confronti dell'altro, e si debba andare a cercare la relazione gay.
Ibrahimovic non ha certo passato dei bei momenti nelle ultime settimane, ed è del tutto naturale pensare che possa aver avuto qualche momento di sconforto. Come pure è naturale pensare che un collega e amico possa, in tale momento di sconforto, consolarlo.
Vedere una relazione omosessuale dove non c'è, o almeno non c'è alcuna prova concreta che ci sia, quello secondo me è essere ossessionati dall'omosessualità: avercela in testa sempre e comunque.
E allora, forse, gli omofobi sono coloro che vedono cose che non ci sono. Siete d'accordo?

lunedì 3 maggio 2010

Scagli la prima pietra

Chi non a mai scritto un refuso.

mercoledì 28 aprile 2010

Una modesta proposta per risolvere il problema del deficit previdenziale

Giacomo Ramoino fu incaricato dell’Ufficio di Commissario della Legge quasi un secolo fa: il 9 marzo 1912, e mantenne l’alto incarico sino alla data della morte, avvenuta a Genova il 30 marzo 1970. Un periodo lunghissimo, intervallato soltanto dalla parentesi del primo conflitto mondiale – nel corso del quale servì in armi l’esercito italiano – che lo vide sempre riconfermato dal Consiglio Grande e Generale quasi sempre senza necessità di ricorrere a votazioni formali, ma per unanime acclamazione.

Oltre un cinquantennio di zelante servizio durante il quale il settore della Giustizia sammarinese poté giovarsi della Sua scienza, della Sua intelligenza, del Suo acume. Attraverso la Sua meritevole opera, Giacomo Ramoino seppe ridare vita al diritto comune, seppe rinnovare e valorizzare le decisioni dei Tribunali di riferimento, seppe infondere nuova linfa e moderna interpretazione ai vetusti scritti dei vari Giureconsulti.

Con Giacomo Ramoino rifiorì a nuova vita il diritto comune, quel diritto che distingue e caratterizza la Repubblica di San Marino, che ancora costituisce norma vigente di carattere generale e che si pone in sinergia con le singole discipline speciali, e con esse forma sistema. Giacomo Ramoino fu interprete unico e irripetibile di quel diritto comune che, come definì mirabilmente Francesco Viroli: “È VANTO DI QUESTA REPUBBLICA E PERLA DELLA CORONA DI SOVRANITÀ CHE NE SORMONTA LO STEMMA”.

(link)

Scrivere (un po' troppo) fiorito

Le conclusioni della presente Relazione - posta la sua ontologica finalità di affrescare esattamente i contorni ed i contenuti della proposta di Concordato, in sostanza funzionale a ragguagliare i creditori sulla "fattibilità esecutiva" dell'accordo transattivo avanzato dalle Società istanti, in guisa da fornire al plesso creditorio gli strumenti cognitivi sulla cui base poter coscientemente svolgere e manifestare le rispettive determinazioni in ordine all'approvazione o meno del Concordato di specie - hanno dunque sbocco naturale in un riepilogo di massima dei rilievi mossi e delle criticità segnalate. Ancora premettendo la sostanziale insussistenza di diverse prospettive in ordine alla cessione degli assets delle Società istanti.

no, non l'ho scritto io

giovedì 25 marzo 2010

Minuetti, o della sopravvivenza delle buone maniere.

Egr. Dott. Fisk,
La ringrazio per l'ordine che ci ha assegnato e che verrà gestito con il numero di job in oggetto.
Le confermo che la traduzione in lingua inglese sarà pronta entro martedì 30 marzo.
Se desidera fornirmi altre precisazioni La prego di contattarmi al numero qui di seguito indicato.
Cordiali saluti

Comprendo bene che la lettera inviatavi sia tutt'altro che semplice da tradurre, e che un lavoro di qualità in linea con i vostri standard richieda un certo lasso di tempo.
Speravo che fosse possibile abbreviare i termini consentendomi di inviare la comunicazione, se non venerdì, almeno lunedì prossimo. Se ciò fosse possibile, a condizione di non sminuire la qualità del prodotto finale, ve ne sarei veramente grato.

Egr. Dott. Fisk,
La ringrazio per la risposta e comprendo le Sue motivazioni.
Purtroppo, trovandoci in periodo di vicinanza con le vacanze pasquali, non abbiamo massima disponibilità dei traduttori.
Ciononostante, Le posso garantire che abbiamo avvisato il traduttore della Sua necessità, sia di tempistica, sia qualitativa, e faremo il possibile per anticipare alla giornata di lunedì la consegna.
La ringrazio.

Grazie a Lei

martedì 9 marzo 2010

Ogni tanto (di rado) rispondo al telefono

- Buonasera, il signor m.fisk?
- sì, sono io.
- sono Franca, della società <XXX>: la chiamo per segnalarle un'interessante pro...
- mi perdoni se la interrompo: devo pensare che Lei stia disturbando il mio riposo per vendermi qualcosa?
- be', veramente... si tratta di una promozione che... ecco...
- ho capito. La ringrazio e torno a riposare.
- grazie e lei e mi scusi per il disturbo.
- La prego. Buonasera.

martedì 12 gennaio 2010

La fée carabine

Chi ha letto La fée carabine rammenterà forse che Julie in uno dei suoi viaggi avventurosi si era operata da sola di appendicite, in uno dei suoi viaggi in Africa o forse in Sud America.
Roba letteraria, con la quale Pennac ci dimostrava l'incredibile tempra della ragazza.
Be', sembra che ci sia chi l'ha fatto, per davvero.

martedì 29 dicembre 2009

Siamo la coppia più ??? del mondo


Questo scorcio di 2009 continua a riservare sorprese. Mentre negli affari personali le cose vanno a gonfie vele, da un punto di vista generale si vedono sempre più segni di un'imminente fine del mondo contro la quale sarebbe vano qualunque tentativo di resistenza.
Da qui il relativo silenzio del blog: ogni volta che mi viene in mente che potrei scriverci qualcosa, dopo pochi secondi le buone intenzioni sono vinte dalla pulsione a coltivare il mio giardinetto.

E a proposito di giardini, non può stupire che in questo clima di fine millennio (per quanto in effetti ci troviamo all'inizio del secolo, non alla fine) facciano la loro comparsa sugli schermi televisivi nientepopodimeno che Luca Sardella e Janira Majello, indimenticati protagonisti di Verdemattina, della Vecchia Fattoria e di tanti altri programmi enogastrobotanici.
Poco da dire su Mister CappelloMonello, mentre Miss Sorriso ha turbato i sogni di molti adolescenti e anche di qualche ragazzo un po' più grandicello, con il suo inimitabile e indecodificabile accento.
Ci viene spontaneo chiederci se i due, inseparabili sullo schermo, facciano coppia fissa anche nella vita; se abbiano magari coltivato dei bambini; se abitino in una fattoria, come viene spontaneo pensare, o al contrario in un lussuoso appartamento ai Parioli rallegrato da piante finte e fiori di carta.
Soprattutto, ci viene spontaneo di chiederci: «ma chi sono coloro che compereranno l'Agenda 2010 di Luca e Janira con i consigli per vivere in armonia con la natura»?

 

legalese
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