Per chi eventualmente se lo stesse chiedendo, vi segnalo che al reclamo spedito ieri, con un fax il cui testo avevo postato qui, TIM ha risposto oggi riaccreditandomi i soldi che mi erano stati scalati.
Mi sembra doveroso segnalarlo.
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martedì 19 maggio 2009
domenica 17 maggio 2009
Reclamo (ma guarda un po' che mi tocca a fa')
Spettabile
Servizio clienti TIM
C/O Centro Servizi Datel
fax 800 600 199
Reclamo - Utenza 339/xxxxxxx
Egregi Signori,
in data 17 maggio 2009 ho ricevuto sul mio terminale un messaggio che mi informava dell'avvenuto rinnovo dell'opzione MAXXI ALICE 100.
Irritato, ho immediatamente chiamato il servizio clienti 119 che -con mio grande stupore- mi ha informato che la mia utenza risultava abbonata a datto servizio dallo scorso 25 gennaio. L'operatrice mi ha altresì informato del fatto che nella stessa data, anzi esattamente due minuti dopo l'attivazione dell'opzione, l'utenza era stata bloccata, e successivamente riattivata a valere su nuova SIM.
Tale informazione mi ha consentito di ricostruire la vicenda: il 25 gennaio scorso infatti il mio terminale telefonico è stato rubato ed il ladro ha evidentemente attivato l'opzione MAXXI ALICE 100, subito prima che io operassi il blocco dell'utenza mediante chiamata da telefono fisso.
Rammento bene che in occasione del blocco avevo chiesto esplicitamente all'operatore di servizio se, nel periodo in cui il mio telefono era stato attivo nelle mani del trafugatore, questi avesse generato traffico consumando credito; l'operatore mi aveva risposto che l'informazione non era in quel momento disponibile e mi aveva suggerito di consultare, dopo la riattivazione, il riepilogo dei consumi disponibile via internet.
Pertanto, né sono stato informato dall'operatore dell'attivazione dell'opzione, malgrado la stessa fosse stata attivata solo DUE minuti prima la mia richiesta di blocco, né ho potuto appurarlo tramite il riepilogo del traffico dal quale, come ho ancor oggi verificato, non appare il credito scalato per l'attivazione (o il rinnovo) dell'opzione.
Né infine, fino ad oggi, sono mai stato informato tramite SMS dell'avvenuta sottrazione di danaro dal mio conto ricaricabile: circostanza della quale sono assolutamente certo in quanto leggo scrupolosamente ogni messaggio di servizio proprio al fine di evitare che, come già avvenuto in passato, mi siano addebitati importo o attivate offerte da me non richieste.
Il recente rinnovo è quindi il quinto pagamento che eseguo per un'opzione che non solo non ho mai attivato, ma neppure ho utilizzato, dal momento che il mio terminale non ha mai generato neppure un byte di traffico dati; e tutto ciò, mi ripeto, senza che a tutt'oggi mi sia pervenuta la sia pur minima informazione al riguardo, né che l'estratto conto consultabile su internet abbia mai riportato l'ammontare degli importi scalati, né che mi sia stato inviato alcun SMS di avvertimento né, infine, che il Vostro Servizio Clienti mi abbia chiamato per approfondire la curiosa circostanza -certo rilevata dai vostri sistemi di CRM- di un'utente che sottoscrive un oneroso abbonamento per usufruire di un traffico dati che non è poi stato mai utilizzato, neppure per isbaglio.
A seguito del colloquio telefonico odierno l'operatrice di servizio ha proceduto alla disattivazione del rinnovo automatico dell'opzione, informandomi del fatto che il riaccredito degli importi relativi sia al corrente mese, che non ho alcuna intenzione di sfruttare, sia ai mesi precedenti, non richiesti né utilizzati, avrebbe dovuto avvenire tramite richiesta scritta a codesto Centro Servizi.
Vi invito pertanto a riaccreditare sulla mia utenza l'importo corrispondente ai cinque utilizzi dell'opzione MAXXI ALICE 100 (pari, salvo errore o variazioni tariffarie nel tempo succedutesi, a €100,-).
In attesa di Vostra cortese conferma mi è gradita l'occasione per porgere distinti saluti.
aggiornamento
In sole 24 ore TIM mi ha restituito i soldini che mi erano stati scalati. Mi sembra doveroso darne atto, anche per l'efficienza.
Servizio clienti TIM
C/O Centro Servizi Datel
fax 800 600 199
Reclamo - Utenza 339/xxxxxxx
Egregi Signori,
in data 17 maggio 2009 ho ricevuto sul mio terminale un messaggio che mi informava dell'avvenuto rinnovo dell'opzione MAXXI ALICE 100.
Irritato, ho immediatamente chiamato il servizio clienti 119 che -con mio grande stupore- mi ha informato che la mia utenza risultava abbonata a datto servizio dallo scorso 25 gennaio. L'operatrice mi ha altresì informato del fatto che nella stessa data, anzi esattamente due minuti dopo l'attivazione dell'opzione, l'utenza era stata bloccata, e successivamente riattivata a valere su nuova SIM.
Tale informazione mi ha consentito di ricostruire la vicenda: il 25 gennaio scorso infatti il mio terminale telefonico è stato rubato ed il ladro ha evidentemente attivato l'opzione MAXXI ALICE 100, subito prima che io operassi il blocco dell'utenza mediante chiamata da telefono fisso.
Rammento bene che in occasione del blocco avevo chiesto esplicitamente all'operatore di servizio se, nel periodo in cui il mio telefono era stato attivo nelle mani del trafugatore, questi avesse generato traffico consumando credito; l'operatore mi aveva risposto che l'informazione non era in quel momento disponibile e mi aveva suggerito di consultare, dopo la riattivazione, il riepilogo dei consumi disponibile via internet.
Pertanto, né sono stato informato dall'operatore dell'attivazione dell'opzione, malgrado la stessa fosse stata attivata solo DUE minuti prima la mia richiesta di blocco, né ho potuto appurarlo tramite il riepilogo del traffico dal quale, come ho ancor oggi verificato, non appare il credito scalato per l'attivazione (o il rinnovo) dell'opzione.
Né infine, fino ad oggi, sono mai stato informato tramite SMS dell'avvenuta sottrazione di danaro dal mio conto ricaricabile: circostanza della quale sono assolutamente certo in quanto leggo scrupolosamente ogni messaggio di servizio proprio al fine di evitare che, come già avvenuto in passato, mi siano addebitati importo o attivate offerte da me non richieste.
Il recente rinnovo è quindi il quinto pagamento che eseguo per un'opzione che non solo non ho mai attivato, ma neppure ho utilizzato, dal momento che il mio terminale non ha mai generato neppure un byte di traffico dati; e tutto ciò, mi ripeto, senza che a tutt'oggi mi sia pervenuta la sia pur minima informazione al riguardo, né che l'estratto conto consultabile su internet abbia mai riportato l'ammontare degli importi scalati, né che mi sia stato inviato alcun SMS di avvertimento né, infine, che il Vostro Servizio Clienti mi abbia chiamato per approfondire la curiosa circostanza -certo rilevata dai vostri sistemi di CRM- di un'utente che sottoscrive un oneroso abbonamento per usufruire di un traffico dati che non è poi stato mai utilizzato, neppure per isbaglio.
A seguito del colloquio telefonico odierno l'operatrice di servizio ha proceduto alla disattivazione del rinnovo automatico dell'opzione, informandomi del fatto che il riaccredito degli importi relativi sia al corrente mese, che non ho alcuna intenzione di sfruttare, sia ai mesi precedenti, non richiesti né utilizzati, avrebbe dovuto avvenire tramite richiesta scritta a codesto Centro Servizi.
Vi invito pertanto a riaccreditare sulla mia utenza l'importo corrispondente ai cinque utilizzi dell'opzione MAXXI ALICE 100 (pari, salvo errore o variazioni tariffarie nel tempo succedutesi, a €100,-).
In attesa di Vostra cortese conferma mi è gradita l'occasione per porgere distinti saluti.
aggiornamento
In sole 24 ore TIM mi ha restituito i soldini che mi erano stati scalati. Mi sembra doveroso darne atto, anche per l'efficienza.
venerdì 29 agosto 2008
Callcenter girl
(post lunghetto che parla a suo modo di etica)
Qualche settimana fa ricevo il famigerato SMS di TIM che mi informa che la mia tariffa sarà aumentata. Faccio due calcoli, e soprattutto vedo che TIM non ha più in catalogo nessun tipo dell'unica tariffa che interessa a me, vale a dire quella che mi fa pagare esattamente quanto parlo: niente scatti alla risposta, niente scatti anticipati. Niente di niente, voglio: solo una banale formula matematica: $quello_che_paghi = $secondi * $prezzo_secondo.
Pochi giorni dopo ricevo un altro SMS che in informa che TIM mi ha attivato una fantastica e convenientissima promozione. Io odio le promozioni: parto sempre dal concetto che l'operatore vuole i miei soldi, e qualunque cosa faccia, la fa a tal fine; mentre io del mio denaro voglio fargliene avere il meno possibile. Chiamalo conflitto di interessi, se vuoi; sta di fatto che voglio essere artefice perlomeno della mia tariffa, non potendo esserlo del mio destino.
Fortunatamente, so già come vanno 'ste cose: TIM ti attiva la tariffa aggratis, e se tu non fai nulla te la disattiva, e amici come prima. Non perdi niente, ma mi girano lo stesso gli zebedei dato che l'SMS mi fa lo stesso effetto del testimone di Geova che mi citofona la domenica mattina.
Decido che dopo dieci anni TIM non è più il mio operatore; mi informo su come fare il passaggio a Wind e mi ricordo, in quella circostanza, che la mia SIM è ancora intestata a mia madre, che me l'aveva regalata: pertanto prima di fare il passaggio devo intestarmi la SIM. Vado quindi in un centro TIM, scoprendo che rubare il numero telefonico altrui è la cosa più semplice del mondo, dato che nessuno ti controlla niente; dopodiché il mio numero di telefono è veramente mio.
La sera, telefono al 119 per verificare che la modifica di intestazione sia stata inserita a sistema; la signorina cordiale (chiamiamola Alessandra) mi conferma la cosa e mi chiede un minuto per descrivermi la fantastica promozione, e convenientissima. Io, che non solo ho visto Tutta la vita davanti, ma addirittura ho anche fatto eoni fa l'intervistatore, mi faccio gentilmente descrivere la tariffa, senza nemmeno ascoltare, e poi saluto caramente.
Qualche giorno dopo mi arriva l'ennesimo SMS che mi dice: "occhio, tra due giorni ti si rinnova la promozione: se vuoi disattivarla fai questo e quello". La cosa mi fa incazzare come una belva: io non ho alcuna intenzione di passare anche un solo secondo della mia vita a pararmi il culo per evitare che la TIM mi freghi anche un solo euro. Avrei potuto essere all'estero, avrei potuto essere in ospedale; potrebbero avermi amputato le mani impedendomi di mandare SMS di disattivazione a destra e a manca. E poi mi viene fuori l'anima da giurista, che sa che nessun soggetto può stipulare un contratto con il silenzio-assenso.
Telefono quindi al 119, veramente incazzato, e scopro che avrei dato il mio consenso. Faccio uno più uno e capisco che la simpatica signorina della volta precedente, Alessandra, non solo mi ha descritto la tariffa, ma me l'ha anche venduta.
La nuova signorina mi chiede se voglio aprire un reclamo. Ha una sfumatura di voce dalla quale colgo un invito a fare tarallucci e vino e non pensarci più, per non mettere nei casini l'operatrice che aveva fatto l'attivazione; io sto un po' sospeso e poi le chiedo di aprire il reclamo
Non sarebbe cambiato niente se io quel reclamo non l'avessi aperto: non avevo ancora pagato nulla e la cosa sarebbe finita lì. Ora invece Alessandra, nell'ordine: andrà nei casini, verrà cazziata, perderà il premio, verrà licenziata, perderà la casa, le toglieranno la figlia e si suiciderà col gas, facendo esplodere l'intera palazzina (tragico bilancio di 25 morti e 87 feriti).
Però, Alessandra si è approfittata di me; e tramite suo (e di centinaia di ragazze nelle sua condizioni) la TIM si approfitta del fatto che per uno che si incazza ce ne sono 500 che si fanno succhiare i tre euri senza accorgersene; e 50 che se ne accorgono ma stanno zitti, per non far andare nei casini una povera signorina.
So bene che la colpa non è di Alessandra, ma del modello produttivo che TIM ha potuto mettere in piedi (grazie a Biagi e Ichino, to'); e so altrettanto bene che la mia reazione non colpirà TIM: ne farà le spese solo Alessandra, che è l'ultima ruota del carro che nessuno tutela.
Forse ho fatto la cosa giusta: nessuno in fondo obbligava Alessandra ad essere connivente con quel modello; ma è anche vero che quando si versa nel bisogno non si può andar tanto per il sottile, ed è per questo che non la sento colpevole. Allo stesso modo avverto fortissimamente la colpevolezza di TIM, e mi sento inadeguato per il fatto di potermi rivalere solo su Alessandra.
Qualche settimana fa ricevo il famigerato SMS di TIM che mi informa che la mia tariffa sarà aumentata. Faccio due calcoli, e soprattutto vedo che TIM non ha più in catalogo nessun tipo dell'unica tariffa che interessa a me, vale a dire quella che mi fa pagare esattamente quanto parlo: niente scatti alla risposta, niente scatti anticipati. Niente di niente, voglio: solo una banale formula matematica: $quello_che_paghi = $secondi * $prezzo_secondo.
Pochi giorni dopo ricevo un altro SMS che in informa che TIM mi ha attivato una fantastica e convenientissima promozione. Io odio le promozioni: parto sempre dal concetto che l'operatore vuole i miei soldi, e qualunque cosa faccia, la fa a tal fine; mentre io del mio denaro voglio fargliene avere il meno possibile. Chiamalo conflitto di interessi, se vuoi; sta di fatto che voglio essere artefice perlomeno della mia tariffa, non potendo esserlo del mio destino.
Fortunatamente, so già come vanno 'ste cose: TIM ti attiva la tariffa aggratis, e se tu non fai nulla te la disattiva, e amici come prima. Non perdi niente, ma mi girano lo stesso gli zebedei dato che l'SMS mi fa lo stesso effetto del testimone di Geova che mi citofona la domenica mattina.
Decido che dopo dieci anni TIM non è più il mio operatore; mi informo su come fare il passaggio a Wind e mi ricordo, in quella circostanza, che la mia SIM è ancora intestata a mia madre, che me l'aveva regalata: pertanto prima di fare il passaggio devo intestarmi la SIM. Vado quindi in un centro TIM, scoprendo che rubare il numero telefonico altrui è la cosa più semplice del mondo, dato che nessuno ti controlla niente; dopodiché il mio numero di telefono è veramente mio.
La sera, telefono al 119 per verificare che la modifica di intestazione sia stata inserita a sistema; la signorina cordiale (chiamiamola Alessandra) mi conferma la cosa e mi chiede un minuto per descrivermi la fantastica promozione, e convenientissima. Io, che non solo ho visto Tutta la vita davanti, ma addirittura ho anche fatto eoni fa l'intervistatore, mi faccio gentilmente descrivere la tariffa, senza nemmeno ascoltare, e poi saluto caramente.
Qualche giorno dopo mi arriva l'ennesimo SMS che mi dice: "occhio, tra due giorni ti si rinnova la promozione: se vuoi disattivarla fai questo e quello". La cosa mi fa incazzare come una belva: io non ho alcuna intenzione di passare anche un solo secondo della mia vita a pararmi il culo per evitare che la TIM mi freghi anche un solo euro. Avrei potuto essere all'estero, avrei potuto essere in ospedale; potrebbero avermi amputato le mani impedendomi di mandare SMS di disattivazione a destra e a manca. E poi mi viene fuori l'anima da giurista, che sa che nessun soggetto può stipulare un contratto con il silenzio-assenso.
Telefono quindi al 119, veramente incazzato, e scopro che avrei dato il mio consenso. Faccio uno più uno e capisco che la simpatica signorina della volta precedente, Alessandra, non solo mi ha descritto la tariffa, ma me l'ha anche venduta.
La nuova signorina mi chiede se voglio aprire un reclamo. Ha una sfumatura di voce dalla quale colgo un invito a fare tarallucci e vino e non pensarci più, per non mettere nei casini l'operatrice che aveva fatto l'attivazione; io sto un po' sospeso e poi le chiedo di aprire il reclamo
Non sarebbe cambiato niente se io quel reclamo non l'avessi aperto: non avevo ancora pagato nulla e la cosa sarebbe finita lì. Ora invece Alessandra, nell'ordine: andrà nei casini, verrà cazziata, perderà il premio, verrà licenziata, perderà la casa, le toglieranno la figlia e si suiciderà col gas, facendo esplodere l'intera palazzina (tragico bilancio di 25 morti e 87 feriti).
Però, Alessandra si è approfittata di me; e tramite suo (e di centinaia di ragazze nelle sua condizioni) la TIM si approfitta del fatto che per uno che si incazza ce ne sono 500 che si fanno succhiare i tre euri senza accorgersene; e 50 che se ne accorgono ma stanno zitti, per non far andare nei casini una povera signorina.
So bene che la colpa non è di Alessandra, ma del modello produttivo che TIM ha potuto mettere in piedi (grazie a Biagi e Ichino, to'); e so altrettanto bene che la mia reazione non colpirà TIM: ne farà le spese solo Alessandra, che è l'ultima ruota del carro che nessuno tutela.
Forse ho fatto la cosa giusta: nessuno in fondo obbligava Alessandra ad essere connivente con quel modello; ma è anche vero che quando si versa nel bisogno non si può andar tanto per il sottile, ed è per questo che non la sento colpevole. Allo stesso modo avverto fortissimamente la colpevolezza di TIM, e mi sento inadeguato per il fatto di potermi rivalere solo su Alessandra.
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