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domenica 18 gennaio 2009

Sbattezziamoci

Solo i cretini e le persone in malafede non cambiano mai idea e continano a ripetere come un disco rotto gli stessi pensieri.
Riguardo all'UAAR, ho già espresso nei post precedenti dapprima le mie idee su quanto io reputi illogico, da un punto di vista filosofico, propagandare l'inesistenza di un Dio, e successivamente la mia stima e riconoscimento verso l'organizzazione, che ha con il suo comportamento dimostrato con i fatti una volta di più quanto questo Stato sia tuttora sottomesso alla Chiesa.

Quanto alla campagna per lo sbattezzamento, altro suo punto di forza, l'ho sempre considerata una solenne sciocchezza. A qual fine muovere un solo dito per far sì che un'organizzazione che non si riconosce non ci riconosca?
Io sono stato battezzato, per conformismo, e da decine d'anni non ho più alcuna relazione con la Chiesa cattolica. Non chiedo niente a lei e pretendo che lei non chieda nulla a me; questo però non significa che senta il bisogno di fare qualcosa per farmi sentire come estraneo. E' un po' come la tessera di Blockbuster: non ci vado da lustri, ma non mi sono mai sognato di andare a restituirla e a farmi cancellare: semplicemente mi sono dimenticato di loro. Ecco, la stessa cosa io la considero riguardo al mio status di battezzato.

Fino ad oggi.
Perché oggi su Repubblica, quella di carta (e anche sulla Busiarda: grazie Ipazia), c'è un servizio sul Cardinale di Torino, tale sig. Severino Poletto, il quale ha ammonito gli amministratori della sua città e dei comuni circonvicini affinché badino a che "a fianco dei campanili non sorgano i minareti delle moschee". Il presule, bontà sua, aggiunge che chiunque ha diritto di avere luoghi in cui pregare, ma "un conto è trovare dei saloni, altro è renderli visibili nel panorama delle nostre città facendo sorgere i minareti di fianco ai campanili".
L'articolista, stranamente lucido considerato il giornale su cui scrive, si chiede come mai, se campanili e minareti convivono in molte città del mondo, a Torino ciò non dovrebbe accadere; ed ecco la risposta del prelato: "a Torino l'85% della popolazione è battezzata".
Ecco: se io abitassi a Torino, quel signore avrebbe parlato in mia vece, esprimendo per il solo fatto del mio battesimo una convinzione che non mi sfiora minimamente. In un paese normale, dovrebbero essere le istituzioni che udivano il discorso, e la stampa che ne riferisce, a spiegare al canuto chierico che egli non ha alcun diritto di esprimere il presunto pensiero di altri che non gli hanno dato alcun mandato in tal senso, né gli hanno minimamente comunicato le proprie idee.
Ma questo non è un paese normale; e anzi i segni di questi tempi dimostrano che anche quel poco di normalità conquistata nel corso degli scorsi decenni sta rapidamente scemando.
E quindi ormai anche lo sbattezzamento acquista, purtroppo, un senso di civiltà che speravamo non dovesse avere.

sabato 17 gennaio 2009

Ateismo reloaded /2

Giusto un cenno per dire che, al di là dei motivi logico-filosofici che mi spingevano a non apprezzare l'iniziativa dell'UAAR (o, meglio, il suo lettering), e preso atto che, come giustamente osservato, non si è mai vista una campagna di queste dimensioni a costo 0 o addirittura inferiore, l'UAAR meriterebbe un monumento per aver inconfutabilmente dimostrato che, all'alba del 2009, viviamo in uno stato talmente laico da impedire di esprimere le proprie opinioni in tema di religione.
Non è del tutto secondario rilevare che è ancora in vigore un articolo della Costituzione (il 21) che garantisce ad ognuno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Carta straccia, ormai.

mercoledì 14 gennaio 2009

Ateismo reloaded

Il giovane Sofri insiste nel cercare di convincerci che la propaganda dell'ateismo è cosa legittima: ciò, con un carpiato salto logico, mi fa sentire autorizzato a spendere ancora due parole sul tema.
Mai ho pensato che fare proselitismo in favore dell'ateismo sia illegittimo: se così fosse sarebbero evidentemente (evidentemente secondo me, ma anche secondo il buon senso) illegittimi anche il proselitismo a favore del cattolicesimo, del vegetarianesimo e persino del comunismo.

Diverso è il tema della sostenibilità logica di tale tipo di proselitismo. Un credente può dire ciò che vuole, in quanto secondo la sua visione del mondo (potremmo forse dire il suo sistema assiomatico) tutte le seguenti proposizioni sono vere: Dio esiste; Dio si è incarnato nel Figlio; il Figlio ha dato disposizioni affinché i suoi seguaci annuncino la buona novella (i.e.: facciano proselitismo).
Un ateo/agnostico non può costruire razionalmente una dimostrazione della non esistenza di Dio. Egli potrà ben affermare che non vi è alcuna prova del fatto che egli possa esistere, in quanto tutti i fenomeni naturali osservati sono spiegabili senza l'intervento di Dio; ma non può dimostrare la non esistenza di Dio se non in un sistema assiomatico in cui tale non esistenza sia costituita come assioma.
E' lo stesso principio per cui si può anche provare tentativo per tentativo che il Teorema di Fermat vale per tutti i numeri da 3 a 20.000.000; ma così facendo non lo si è ancora dimostrato, dato che la dimostrazione deve consentire di affermare che esso è vero per qualunque numero.
Fra l'altro, in questo caso la prova è ancor più diabolica: quand'anche tutti i fenomeni osservabili fossero dimostrabili senza un Dio, ciononostante ciò non proverebbe la non esistenza del medesimo, ma al più la sua indole estremamente riservata.

Per carità, nulla impedisce che uno creda nella non-esistenza di Dio: è una posizione accettabilissima esattamente come quella del più bigotto frate laico; e nulla impedisce che tale ateo si senta investito della missione di annunciare al bondo tale buona (per lui) novella.
Ma un'organizzazione che si definisce "Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti" a parer mio non se lo può permettere.

Per inciso: per scrivere questo post ero partito da un assunto sbagliato: vale a dire che l'UAAR fosse un'organizzazione che si proponeva proprio la propaganda dell'ateismo: una cosa da mettere allo stesso livello del neopaganesimo, con il quale ho una vecchia ruggine dai tempi in cui contribuivo a it-wiki.
Dato che sono solito verificare prima di scrivere, a differenza del giornalista medio, sono andato a documentarmi sul sito e ho visto che in effetti l'UAAR è un'organizzazione meritoria, che si propone di
tutelare i diritti civili dei milioni di cittadini (in aumento) che non appartengono a una religione: la loro è senza dubbio la visione del mondo più diffusa dopo quella cattolica, ma godono di pochissima visibilità e subiscono concrete discriminazioni;
difendere e affermare la laicità dello Stato: un principio costituzionale messo seriamente a rischio dall’ingerenza ecclesiastica, che non trova più alcuna opposizione da parte del mondo politico;

Un'organizzazione che, per sua stessa ammissione, afferma: In un Paese migliore, l’UAAR non dovrebbe nemmeno esistere..
E che definisce il proprio essere razionalista così:
L’aggettivo “razionalisti”, riferito sia agli atei sia agli agnostici, intende esprimere la scelta dell’approccio razionale e dell’esercizio del ragionamento a-fideistico quali principî fondanti la ricerca e l’elaborazione.

Questa organizzazione, quella pubblicità non avrebbe dovuto pensarla.

martedì 13 gennaio 2009

Autobus ateo

Pieno e incondizionato apprezzamento per questo post di LaQuartaBozza riguardante la campagna pro-ateistica dell'UAAR sugli autobus genovesi.
Lo slogan è ben diverso da quello inglese, che recita: “There’s probably no God. Now stop worrying and enjoy your life”. In italiano manca il “probabilmente”, che fa un mondo di differenza in termini teorici, pratici e metodologici.
Messa così sembra proselitismo, in uno stile indistinguibile da quello di certe réclame cattoliche o dei testimoni di geova. E sembra spocchioso e saccente; mentre io non ci tengo a convincere nessuno che dio non esiste, perché non è questo il punto.
Messa così è una contrapposizione sterile tra “dio non esiste” e “dio esiste”, dogmatismo puro da ambo le parti che non sposta di una virgola le convinzioni personali di nessuno. Come io non sono toccata minimamente dai proclami papali per cui dio c’è e ci ama e amiamolo o andremo all’inferno (ed è così perché è così e basta), analogamente non riesco a immaginarmi un credente che legge questa roba sul bus e risponde qualcosa di diverso da: “E invece secondo me esiste”.

(via Manteblog)

 

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