martedì 15 marzo 2011

Piccole differenze

Questo è un articolo chiaro e documentato che spiega (uno dei) pericoli che stiamo correndo.

Questa è un'ignobile cialtronata in cui si fa fatica a trovare un capoverso privo di cazzate. Le camicie di grafite, il tappo che salta per la pressione del vapore, i 30 cm d'acqua, le pastiglie di isotopi radioattivi che vanno a zonzo, e via discorrendo.
Fortuna che, come dice l'imbrattacarte, «è la Rete, ancora una volta, a fornire sprazzi di verità». Ma l'imbrattacarte è talmente scemo che nella riga dopo scrive «I blog e i tweet raccolgono voci e indiscrezioni».

Ecco, vorrei che fosse chiara una cosa: i blog e i tweet non sono modi corretti per informarsi sul funzionamento di una centrale nucleare e sui rischi che si corrono in caso di mancato raffreddamento del nucleo e di liquefazione del combustibile del nocciolo. In rete ciascuno può trovare, a costo di tempo, fatica e applicazione personale, le informazioni necessarie a farsi una prima idea; ma pensare di trovare la pappa già fatta è una sciocchezza, dato che quella pappa può averla cucinata chiunque. Farsi un'idea di ciò che sta succedendo nelle centrali giapponesi attraverso i blog degli italiani che vivono a Tokio è un po' come comprendere il signoraggio attraverso gli scritti del Marra.
Compito del giornalista dovrebbe essere quello di fare l'esame delle fonti per conto del lettore, e fornire un quadro comprensibile dello stato dei fatti, alla luce delle conoscenze raccolte completato, se necessario, dalle informazioni che appaiono contradditorie o incomplete e che quindi potrebbero far sospettare che qualche fonte sia inaffidabile.
Scrivere un pezzo in cui si parla di camicie di grafite che si sciolgono, e di nubi cariche di iodio e cesio, non è accettabile in alcun modo, neppure sotto la spinta della concitazione del momento e della confusione delle fonti. Scrivere di grafite, cesio e iodio significa una sola cosa: che il cosiddetto inviato ha preso un pezzo del 1987 (a Chernobil c'era grafite, e c'erano nubi cariche di iodio e di cesio) e lo ha diligentemente ricopiato.
Non molto tempo fa Repubblica lodava il ministro zu Guttenberg per aver presentato le dimissioni dopo che si era scoperto che aveva copiato la tesi di laurea, e paragonava tale gesto, a fronte di uno scandalo tutto sommato minimo, con il vezzo del permanere attaccati alla poltrona dei politici di casa nostra.
Se Daniele Mastrogiacomo avesse un minimo di dignità dovrebbe dire ai lettori: «Sì, è vero: non capivo niente, avevo il jet lag, non so nulla di centrali, mi hanno mandato lì di punto in bianco, avevo mangiato pesante. Ho scopiazzato un articolo di venti e passa anni fa, scusatemi, ecco le mie dimissioni».
Non lo farà, statene sicuri. Nel frattempo quel paio di migliaia di lettori di Repubblica si saranno fatti l'idea che quello che sta succedendo in Giappone sia l'esatta replica di quello che successe in Ucraina.

4 commenti:

Marco F ha detto...

Repubblica e la scienza sono mutualmente esclusive. Non puoi pensare di trovare informazioni corrette su quel giornale. Mai. In nessun campo della scienza. Lascia stare e leggi il NYT o il blog di Nature.

Licia ha detto...

Facciamogli vedere questo video: http://www.youtube.com/user/periodicvideos#p/u/0/-bcrLiATLq0
(spiegazione incredibilmente semplice ma molto efficace)

mf ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mf ha detto...

E continuando con la confusione tra fissione e fusione, su Repubblica parlano di bomba H a Hiroshima [http://bit.ly/hW3gbD]

 

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