Troppo bello per essere vero!
Uno dei due blogger citati in questo post ha subito riequilibrato le cose scrivendo una cosa sulla quale non sono d'accordo in alcun modo.
Segnalo, di contro, la segnalazione di Knut Wicksell.
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venerdì 9 ottobre 2009
martedì 20 gennaio 2009
Cinico blog

Lo so, che fa tanto cinico o "mi si nota di più".
E, giuro, non volevo scriverlo; ma alla fine non ci sono riuscito: le dita si muovono da sole sulla tastiera.
Oggi per gli statunitensi è un giorno eccezionale, di quelli capitano una manciata di volte nel corso di un secolo; e dato che gli USA sono la prima potenza mondiale, è un giorno eccezionale anche per il resto del mondo.
E' però opportuno tener fin d'ora presente che di giorni eccezionali ne sono capitati in passato e ne capiteranno in futuro. Del futuro possono parlare solo gli astrologi, mentre per il passato sento il bisogno di sommessamente evidenziare che, passata l'eccezionalità di quei giorni, il mondo è andato sempre allo stesso modo, magari un po' peggio o un po' meglio di prima, ma mica poi tanto.
Certo, qualche uomo che ha cambiato il corso della storia c'è stato, almeno nell'orizzonte temporale della sua generazione; ma di regola, se ci pensate bene, costoro l'hanno cambiata in peggio. Io non so quali siano le motivazioni: può essere qualcosa collegato al concetto di entropia: il fatto che sia molto più facile distruggere che costruire; può essere che l'uomo sia intrinsecamente malvagio; può essere che il bene necessiti di una coralità e il male di un prim'attore.
Sta di fatto che un singolo uomo non può far molto di più che dare il La, e sperare che tutti a catena facciano il loro massimo verso il meglio.
Tanto per rendermi definitivamente odioso ai più, lasciatemi infine ricordare che Barack Obama è un signore che parla molto bene e ha delle gran belle idee. Tra fare grandi discorsi e fare grandi cose, tuttavia, c'è un abisso. Speriamo che le cose, di là dell'Atlantico, vadano meglio che di qua.
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giovedì 6 novembre 2008
Piedi per terra
Io ho molta stima per Luca Sofri (così come per il padre, detto per inciso) e seguo con attenzione il suo blog.
E' proprio in forza di questa stima che posso tranquillamente affermare che si è lasciato prendere un po' troppo la mano
Io sono vecchio (sono quasi coetaneo di Sofri e di Obama) e cinico, lo so. E credo quando si vola così alto, poi si cade: e ci si fa del male, ma tanto.
E' proprio in forza di questa stima che posso tranquillamente affermare che si è lasciato prendere un po' troppo la mano
La vittoria di Barack Obama è la prima grande gioia storica della generazione dei trentenni. Gli osservatori tradizionali nel circo italiano la possono paragonare a quando videro cadere il muro, a quando gli uomini andarono sulla luna, persino – e non sono pochissimi – a quando finì la guerra mondiale.
La vittoria di Barack Obama è di quelli che hanno l’età di Barack Obama, e di quelli che ci hanno investito tutte le speranze e gli altruismi che finora non avevano mai avuto l’occasione di usare [...] Obama è uno di loro, e uno dei migliori. Hanno messo piede sulla luna, finalmente. Ed è tutta un’altra luna.
Io sono vecchio (sono quasi coetaneo di Sofri e di Obama) e cinico, lo so. E credo quando si vola così alto, poi si cade: e ci si fa del male, ma tanto.
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mercoledì 5 novembre 2008
Elezioni
Due commenti.
Il primo di Paul Krugman:
Il secondo mio:
L'elezione di Barack Obama è un avvenimento che segna il giro di boa di un'epoca, negli Stati Uniti d'America. Le ricadute che questo evento potrà avere in Europa non solo non sono scontate, ma anzi sono tutt'altro che chiare.
Certo, ci sarà un forte cambiamento dal punto di vista della politica internazionale e in particolare del quadro strategico militare (leggi Irak e compagnia cantante), e probabilmente una drastica riduzione delle issues relative alla sicurezza con le quali ci hanno martellato i coglioni per sette anni.
Dal punto di vista economico le prospettive sono positive: nel presupposto che la promessa di chiudere l'avventura irachena possa essere mantenuta, è prevedibile una forte liberazione di risorse per il rilancio dell'economia interna e a ruota dell'economia globale. Come si ricomporranno gli equilibri di forze tra gli attori internazionali è però ancora un mistero.
Ci sarà anche un forte cambiamento dello spirito del tempo, per dirla hegelianamente; ma a mio modesto parere le previsioni qui si fermano, dato che il modo in cui lo Zeitgeist sarà recepito qui, dall'altra parte dell'Atlantico, mi sfugge completamente (se qualcuno ha la palla di vetro, ben venga).
Ciononostante, mi faccio prendere lo stesso da un moderato entusiasmo; perché l'idea di un presidente della principale potenza militare mondiale ultrasettantenne e cardiopatico potevo anche sopportarla: ma il suo sostituto era roba da togliere il sonno.
Il primo di Paul Krugman:
Obama proudly stood up for progressive values and the superiority of progressive policies; John McCain, in return, denounced him as a socialist, a redistributor. And the American people rendered their verdict.
Now the work begins.
Il secondo mio:
L'elezione di Barack Obama è un avvenimento che segna il giro di boa di un'epoca, negli Stati Uniti d'America. Le ricadute che questo evento potrà avere in Europa non solo non sono scontate, ma anzi sono tutt'altro che chiare.
Certo, ci sarà un forte cambiamento dal punto di vista della politica internazionale e in particolare del quadro strategico militare (leggi Irak e compagnia cantante), e probabilmente una drastica riduzione delle issues relative alla sicurezza con le quali ci hanno martellato i coglioni per sette anni.
Dal punto di vista economico le prospettive sono positive: nel presupposto che la promessa di chiudere l'avventura irachena possa essere mantenuta, è prevedibile una forte liberazione di risorse per il rilancio dell'economia interna e a ruota dell'economia globale. Come si ricomporranno gli equilibri di forze tra gli attori internazionali è però ancora un mistero.
Ci sarà anche un forte cambiamento dello spirito del tempo, per dirla hegelianamente; ma a mio modesto parere le previsioni qui si fermano, dato che il modo in cui lo Zeitgeist sarà recepito qui, dall'altra parte dell'Atlantico, mi sfugge completamente (se qualcuno ha la palla di vetro, ben venga).
Ciononostante, mi faccio prendere lo stesso da un moderato entusiasmo; perché l'idea di un presidente della principale potenza militare mondiale ultrasettantenne e cardiopatico potevo anche sopportarla: ma il suo sostituto era roba da togliere il sonno.
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martedì 21 ottobre 2008
A pensar male si fa peccato
E così Barak Obama sospende la campagna elettorale per andare a salutare la "nonna bianca" che starebbe morendo.
Io, come credo chiunque, mi dispiaccio del fatto che la vecchina stia per lasciarci: del resto c'est la vie e all'alba degli 86 anni sono cose che si mettono in conto.
Quello che proprio non riesco a togliermi dalla testa è il dubbio che il viaggio alle Hawaii sia stato pianificato non per salutare la "nonna bianca", quanto per imprimere bene nella mente degli americani, con articoli e fotografie, che i nonni di Barak Obama sono e hanno nomi "bianchi".
Io, come credo chiunque, mi dispiaccio del fatto che la vecchina stia per lasciarci: del resto c'est la vie e all'alba degli 86 anni sono cose che si mettono in conto.
Quello che proprio non riesco a togliermi dalla testa è il dubbio che il viaggio alle Hawaii sia stato pianificato non per salutare la "nonna bianca", quanto per imprimere bene nella mente degli americani, con articoli e fotografie, che i nonni di Barak Obama sono e hanno nomi "bianchi".
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