venerdì 22 gennaio 2010

Mail aperta a M.S. Gelmini

Gentile Ministro,
mio figlio frequenta la quinta elementare in una scuola milanese. E' una scuola di antica storia, situata in un quartiere di un certo prestigio nel quale ho la fortuna di abitare: ragion per la quale la gran parte delle famiglie degli alunni condividono una condizione economica e sociale privilegiata, se non addirittura agiata.
Stamane, aprendo la posta, ho trovato un messaggio del presidente dell'assemblea dei genitori, diretto ai rappresentanti di classe, che qui in parte Le ritrascrivo:
ciao M.,intanto buon anno,purtroppo abbiamo la televisione dell'aula video che ha dei problemi, ho parlato con il tecnico il quale vuole dalla scuola 100 euro per l'uscita.
Ho riferito del problema a R. la nostra dirigente amministratrice, lei mi ha risposto che la scuola non ha soldi, cosi' abbiamo convenuto di appellarci a te come presidente dei genitori affinchè ci possiate aiutare se non economicamente, trovare qualcuno esperto che possa controllare la televisione.
Veda, gentile Ministro: a me non interessa polemizzare; non mi interessa disquisire sui buoni scuola per gli alunni delle scuole private, sugli insegnanti di religione, sulla qualità dell'offerta didattica né sui salti mortali che la direttrice ha dovuto compiere per mettere insieme un orario scolastico dopo il taglio di un certo numero di insegnanti a seguito delle recenti Sue riforme.
Non mi interessa neppure sollecitarLa affinché invii 100 euri alla scuola di mio figlio per consentire la riparazione della televisione, dato che, come poc'anzi Le illustravo, siamo genitori benestanti e quindi faremo tra noi la solita colletta o vendita di torte benefiche, raccoglieremo i soldi e faremo sì che i nostri bambini abbiano, nell'aula video, un apparecchio videoriproduttore: ché rimirare uno schermo nero può essere un'esperienza d'interesse per il filosofo, ma forse un po' straniante per fanciulli di dieci anni.
Non mi interessa tutto ciò, Le dicevo.
Le ho scritto solo per dirle che stamane mi sento triste, ecco. E mi piacerebbe che si sentisse un pochino triste anche Lei.

Le mando un saluto, assicurandoLe che la mia stima nei Suoi confronti resta immutata.
Mr. Fisk

11 commenti:

.mau. ha detto...

»assicurandoLe che la mia stima nei Suoi confronti resta immutata

Lei è un uomo perfido, dottor Fisk.

m.fisk ha detto...

Lei mi conosce da fin troppo tempo, dottor .mau.

Niki ha detto...

È una bella lettera.
Forse qualche genitore più benestante di altri potrà anche pensare di donarla lui una nuova tv alla scuola. In fondo, bastano 200 euro o poco più.
E le altre scuole? Quelle che non hanno il privilegio di trovarsi in quartieri di prestigio con abitanti benestanti?
Ecco, il punto è proprio questo: far diventare ciò che è normale un privilegio per chi può permetterselo.
Mi scuserai la parola, ma io non mi sento triste di fronte a tutto questo, mi sento incazzata. Tanto.

m.fisk ha detto...

Difatti: è proprio quello, il problema.
Quanto al sentimento, ho giurato a me stesso una ventina d'anni fa di non incazzarmi più, e cerco di mantenere la promessa.

Niki ha detto...

Ehmm, ho capito che non era "quel tipo" di lettera.
Tante cose tendono a sfuggirmi ultimamente, specialmente dopo aver letto perle di questo genere: "forse è meglio di stare a scaldare il banco. Io penso che l'istruzione te la devi meritare" a proposito dell'abbassamento dell'obbligo scolastico.
Quanti la pensano così, anche tra gli insegnanti...

m.fisk ha detto...

Comunque aspettiamo di vedere se risponde, chissà.

Ipazia Sognatrice ha detto...

Condivido la tua tristezza. E la tua lettera finirà in coda a quella dei dirigenti scolastici che non hanno più soldi per i corsi di recupero, a quella dei genitori di ragazzi disabili che devono pagare di tasca loro l'insegnante di sostegno durante la gita di istruzione ...
Purtroppo.

scorfano ha detto...

La ministra Gelmini fa finta di non sapere nemmeno di cosa parli, caro mfisk. Fai bene a non arrabbiarti, non ne vale la pena. Fate la colletta e speriamo che tuo figlio e i suoi compagni ci possano guardare qualcosa di intelligente su quello schermo. Qualcosa che la ministra non ha visto mai.


Detto sommessamente, io sono uno di quegli insegnanti che pensano che l'istruzione uno debba meritarsela... Studiando, per esempio.

Anonimo ha detto...

Colpa tua che mandi tuo figlio ad una scuola pubblica...
"nell’anno scolastico 2008/2009 ben l’80% dei fondi regionali per il diritto allo studio è stato destinato in via esclusiva agli studenti delle scuole private, frequentate però soltanto dal 9% degli studenti"(rapporto sul finanziamento pubblico alla scuola privata in Lombardia)
P.s. Io non riesco a non arrabbiarmi.
Silvia

LaProf ha detto...

Io non so se l'istruzione uno se la deve "meritare". Tenderei a pensare di sì. O perlomeno, mi piacerebbe si pensasse che è una cosa talmente bella e importante che uno se la debba meritare.
Detto questo, io l'istruzione la voglio picchiare in testa anche a chi non se la merita.
Almeno fino a una certa età, l'istruzione è un obbligo (non solo nel senso statal-gelminiano), ma anche in senso morale: se mi vivi a fianco, devi essere abbastanza istruito da non danneggiarmi, anzi, da migliorare il contesto in cui vivo.

Sul tema del post, be', sono arrivata a pensare che sono almeno sette o otto anni che la scuola pubblica mette le pezze alle magagne delle decisioni dei ministri. I nostri genitori non si sono quasi accorti della diminuzione di ore (abbiamo sempre offerto tre pomeriggi di laboratori, opzionali, facoltativi, diversificati, e il 98% degli alunni vi si è iscritta), della mancanza di insegnanti (abbiamo piano piano coperto tutti i pensionamenti e i tagli), della mancanza di fondi (abbiamo portato noi i gessi, i fogli per le fotocopie, ecc.), della mancanza di ore per offerte formative qualificate (le abbiamo qualificate spesso con ore e ore in più a casa, per offrire qualcosa di meglio della semplice lezione frontale, per trovare esperti che venissero gratis, per portarli a costo zero di qui e di là).
Adesso basta. Basta pezze. Basta volontariato (che è richiesto, e approvato, perché tanto, come ci disse all'inizio dell'anno il nostro provveditore: "tutta l'Italia si regge sul volontariato"...).
Perché i genitori non devono sapere che dall'anno scorso non ci sono stati né rimborsi di spesa, né impegni per la spesa corrente? Perchè i genitori non si devono accorgere che da qualche anno la scuola pubblica sta crollando? Perché devono credere a tutto quello che sentono dire dall'ineffabile ministra (tutto va ben, madama la marchesa, meno quantità, più qualità, viva i voti e il grembiulino)?

m.fisk ha detto...

Ti assicuro, cara Proffa, che molti genitori se ne rendono conto. Molti altri, purtroppo, credono alle fòle raccontate dalla ministra (o comunque dal ministro di turno: non è certo tutto imputabile alla Gelmini, lo sfascio; né alla sola destra). Ma pian piano, a forza di vedersi sottrarre proposte e richiedere saponette, l'equilibrio tra consapevoli e ignari si sta modificando.

 

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