lunedì 31 gennaio 2011

Decidetevi

Nello stesso articolo:
«forse antrace»
«allerta antrace»
«All'interno c'era della polvere, probabilmente antrace»
«Sono in corso verifiche per accertare con esattezza se si tratti di antrace»
«Non sembrava né borotalco né farina»

Il tutto a ridosso del carnevale. Ai miei tempi si comperavano le fialette puzzolenti e la polvere pruriginosa, a carnevale.

Fact cieching

«Prendi i batteri e mettili in un videogioco con tanto di joystick per il controllo. L' idea è venuta ai ricercatori di Stanford che con batteri unicellulari hanno creato otto videogiochi molto semplici, del genere in voga negli anni Ottanta. I «giochi biotici», come li chiamano loro, permettono agli individui, ricercatori e non, di interagire realmente con gli organismi viventi attraverso la gestione di processi biologici. Come funzionano? I parameci (protozoi molto usati in biologia) nuotano in una camera liquida sulla quale è puntata una videocamera che invia le immagini a un monitor. Qui, sullo schermo, le immagini dei microrganismi in movimento vengono unite alla tecnologia. Un microprocessore segue il movimento dei parameci e mantiene il punteggio.»
Questo articolo comparso sul Corriere, e che io riproduco anche se sotto c'è scritto "riproduzione riservata" merita di spendere dieci minuti dell'intervallo per il pranzo.
In primo luogo, perché quanto a senso generale non si capisce un cazzo, ma proprio un cazzo un cazzo un cazzo.
Poi per il fatto che ci sono delle espressioni che sembrano fatte apposta per stupire il lettore, e che invece gli fanno cascare le palle. Le immagini che vengono unite alla tecnologia, ad esempio: mi piacerebbe che l'autrice mi spiegasse sotto l'effetto di quali funghi allucinogeni si riesca ad unire immagini e tecnologia, e darmi una rappresentazione anche sommaria di quale aborto venga fuori. Quanto al microprocessore che segue il movimento e mantiene il punteggio, dev'essere un po' come faceva Filini a casa del Cavalier Conte Diego Catellani: e pertanto siamo certi che Motorola avrà prodotto un chip con le lenti spesse.
A parte ciò, è interessante notare che i parameci sono, come la stessa autrice del pezzo riferisce, dei protozoi*; e i protozoi sono degli organismi unicellulari eucarioti laddove, di contro, i batteri sono organismi procarioti.
Eucarioti e Procarioti sono un po' come interisti e milanisti: o si è l'uno o si è l'altro: non è come, chessò, Milan e Palermo, che uno le può tifare entrambe salvo che nello scontro diretto. O sei eucariota o sei procariota, non ci son cazzi. E quindi se sei un paramecio, non sei un batterio, rassegnati.

Chissenefrega, direte voi. Ma se una giornalista ha la laurea in chimica e il master in comunicazione scientifica, la differenza dovrebbe conoscerla. Salvo che non si sia confusa per aver mangiato troppe arance anticancro.


* che poi anche la classificazione dei Protozoi è roba superata: ma passi, non facciamo la punta agli stronzi.

Poi non dite che non vi avevo avvertito

«Contrariamente alle ipotesi della vigilia, la consigliera del Pdl non si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Assistita dall'avvocato Daria Pesce, ha risposto a tutte le domande dei pm della procura»
Contrariamente alle ipotesi della vigilia?!?

domenica 30 gennaio 2011

L'Apocalisse

Dato che il prossimo 2 febbraio finiranno tutti gli indirizzi internet, volevo portarmi avanti e salutare gli amici.
Mi sta un po' sul cazzo il fatto che accadrà alle 4 del mattino, dato che io sono un tipo che non può fare a meno delle sue otto ore di sonno: vorrà dire che mi perderò lo spettacolo.
Del resto non si può essere sempre fortunati, come l'altra volta che è finito il mondo: rammentate? aerei caduti, treni deragliati, navi affondate. Era una decina di anni fa, e successe a mezzanotte: ma io non ero ancora andato a dormire dato che era capodanno.

sabato 29 gennaio 2011

Metilparaben, esci da quel corpo!

L'Innominabile ha scritto l'ennesima lettera. oramai non fa nemmeno finda di dare un senso alle sue lettere: si limita a buttar giù sostantivi, aggettivi e avverbi, rispettando con cura le regole della sintassi. Ogni tanto butta lì anche il nome di qualche sconosciuto che ha scritto un libro, o qualche località d'Italia più o meno sperduta.

giovedì 27 gennaio 2011

La svolta?

Qualche giorno fa, commentando gli articoli di Colaprico e d'Avanzo, avevo segnalato una notevole inesattezza. I due cronisti di Repubblica infatti avevano fatto una confusione tra i due commi dell'art. 600-bis c.p.
Il secondo, per il quale è indagato Berlusconi, punisce gli atti sessuali con prostitute minorenni mentre il primo, per il quale è indagata la Minetti, punisce l'induzione alla prostituzione di una minorenne.
Per reato di cui al secondo comma non si applica, contrariamente a quanto riportato da Rep., l'art. 4-bis dell'Ordinamento penitenziario, che limita la concessione di benefici (affidamento in prova ai servizi sociali, semilibertà, lavoro all'esterno etc.) ai soli detenuti che collaborino con la giustizia. Qualora per avventura Berlusconi fosse condannato (e la pena non potrebbe essere superiore a tre anni) quindi non si farebbe comunque un giorno di galera.

Da quanto emerge nel nuovo giro di intercettazioni, tuttavia, si sta delineando una situazione che rischia, questa volta sì, di essere assai pericolosa per il PresConsMin. Nicole Minetti, infatti, è indagata proprio ai sensi dell'art. 600-bis comma primo, che prevede una pena da sei a dodici anni. La Minetti avrà tanti difetti, ma non è certo scema, e a quanto pare ha perfettamente capito che, quand'anche fosse condannata con tutte le possibili attenuanti, rischia davvero di farsi un bel periodo di galera, stante la lettera della legge. Salvo che non collabori con i magistrati.
E se la Minetti decidesse di cominciare a vuotare il sacco, credo proprio che di pistole fumanti ed esplodenti ne verrebbero fuori a iosa; e chissà che non possano venire in ballo rivelazioni anche sui dodici e passa chili di cocaina che, di riffa o di raffa, sembrano pure riconducibili al suo entourage.
Insomma: la cosa si sta facendo molto molto seria per B.: e certo non l'ha tranquillizzato il fatto che la Minetti non sia intervenuta alla riunione che, sempre secondo le ultime intercettazioni, sarebbe stata convocata ad Arcore dopo l'invio del primo faldone alla Camera. Ciò, fra l'altro potrebbe spiegare anche l'assurda telefonata fatta a Gad Lerner: che voleva essere una difesa della pupilla ma che, dati i toni e il coinvolgimento emotivo di Berlusconi, ha avuto un effetto del tutto controproducente.

Extra! Extra!

La Boccassini ha cercato di trombarsi Bondi ma lui, fedele alla linea, l'ha respinta in malo modo.

mercoledì 26 gennaio 2011

La coerenza delle proprie idee

Vero è che Pippo Civati e Matteo Renzi da un po' di tempo non vanno più d'amore e d'accordo come quando sembravano due gemelli siamesi dietro allo stesso Mac; ma ciascuno di noi ricorda quei giorni felici, con i due rottamatori che sembravano dover diventare l'uno il presidente e l'alto il segretario del Partito Democratico; e dato che andavano così d'accordo l'un con l'altro, eravamo tutti certi che per non farsi reciprocamente torto si sarebbero scambiati i ruoli a giorni alterni.
Triste ricordare il tempo felice nella miseria: ma noi abbiamo memoria lunga.
Ricordiamo bene, ad esempio, che quando Matteo Renzi vinse le primarie a Firenze lo fece con l'appoggio determinante degli elettori di centrodestra: e non fu un caso, bensì una scelta programmatica.
Non rammentiamo, invece, che allora il giovane Civati si sia scagliato contro colui che presto sarebbe divenuto suo sodale; forse la nostra memoria è corta, ma consideriamo più probabile che in effetti egli non si sia proprio scagliato per nulla.
Ed è per questo che oggi, leggendo quel che Civati ha scritto sul Post a proposito di Cozzolino, abbiamo fatto qualche riflessione tra noi e noi; e ci siamo riconfermati nella nostra impressione: che questo Civati sia un gran cialtrone.

martedì 25 gennaio 2011

Consolazioni

Una delle più gran consolazioni di questa vita è l'amicizia; e una delle consolazioni dell'amicizia è quell'avere a cui narrare un fatto curioso o condividere un sondaggio.
Quanto a fatti curiosi, al tempo d'oggi ne accadono ogni giorno: e perfino quando, certo non tra molto, il pivello dovesse precarizzarsi, pivellizzando così la precaria resa inamovibile dalla sindrome di Tourette che l'affligge e dal buon cuore del signor Ferruccio, siamo certi che le cronache politiche ci darebbero comunque spunti d'interesse.
Quanto al condividere un sondaggio, è da tempo che in ufficio ci facciamo scrupolo di rispondere a quelli proposti da Il Giornale: sono infatti pezzi graziosissimi nella loro costruzione, direttamente mediata dal famoso motto fordista "chiedetela del colore che preferite, purché sia nero" o dal più prosaico "sei scemo o mangi i sassi?".
Penso di far cosa gradita a condividerne un paio con voi, giusto per farvi ammirare lo stile della casa.


Il quizzone di NNSA /2

Se si va avanti così tra poco a casa nostra comanderanno loro e si faranno le leggi che vogliono.E qualcuno - aggiunge - pensa pure di dargli il voto
Pure i cinesi erano in coda. Se c´è una sola ombra, meglio intervenire subito
La bandiera cinese su Via Sarpi è una sfida che raccoglieremo: mai più bandiere etniche straniere sul sacro suolo della nostra patria

Il candidato, senza rivolgersi al Grande Oracolo della Rete, attribuisca ciascuna dichiarazione al politico che la ha pronunciata.

Prolegomeni sulla superiorità del metodo deduttivo in politologia

(premessa maggiore) - Tutte le volte che d'Avanzo ha scritto un decalogo B. l'ha sfangata in scioltezza;
(premessa minore) - Anche questa volta d'Avanzo ha scritto un decalogo;
(conclusione) - Anche questa volta B. la sfangherà in scioltezza.

Prova un po' a girare il rubinetto


C'è gente che scopre l'acqua calda, e ci sono giornali che ne danno notizia strabuzzando gli occhi.

lunedì 24 gennaio 2011

Uccidete la democrazia!

Come tutti ben ricordano, nel 2006 la coalizione guidata da Romano Prodi vinse le elezioni, ma giusto di un pelo: al punto che la maggioranza in Senato era garantita da una graziosa signora allora non ancora centenaria.
Poco tempo dopo, Enrico Deaglio (giornalista per molti versi non disprezzabile) si laciò cascare in una delle più ridicole bufale che la storia del nostro giornalismo rammenti: quella secondo cui il voto sarebbe stato falsificato da sistematici brogli compiuti attribuendo alla coalizione di destra molte delle schede lasciate bianche*.
Molti elettori dell'Unione (o come diavolo si chiamava) credettero in quella fola: rammento una sera in cui cercavo di spiegare a una tavolata di una quindicina di conoscenti che la ricostruzione era una colossale minchiata: ma costoro, tutta gente di livello, credevano a Deaglio e non a me: non solo perché lui era lui e io non ero un cazzo, ma soprattutto perché «Berlusconi sarebbe capace di tutto pur di mettercelo in culo».
Attorno a quella stessa tavola si è parlato molto di primarie: e non ho mai mancato di rappresentare il mio disprezzo per un sistema che consente a quelli che pensano nero di scegliere il campione di chi pensa bianco: un po' come se l'amministratore del mio condominio potesse essere scelto da chi un un determinato giorno va a fare la spesa all'Esselunga vicino casa. Mi fu replicato, varie volte, che quando si vota alle primarie "si sottoscrive un documento con cui si attesta la propria adesione agli ideali del PD". E 'STI CAZZI!
Le stesse persone che ritenevano Berlusconi capace di porre in essere una colossale truffa informatica per falsificare il risultato del voto politico, malgrado tutti i complessi controlli che comporta la macchina elettorale e che coinvolgono polizia, carabinieri, Tribunali, Corti d'Appello, Cassazione e Ministero dell'Interno; quelle stesse persone riescono impunemente a credere che la firma di un pezzo di carta igienica sia sufficiente a garantire la regolarità di un voto che non viene controllato da quel fottio di apparato, basandosi invece su di un'organizzazione talmente flebile** da aver molto da invidiare, quanto a sicurezza, alla punzonatura dei partecipanti alla Coppa Cobram.
Bene: oggi il PD si risveglia e scopre che ci sono persone brutte e cattive che si approfittano di quel meccanismo del cazzo: e si stupisce. Mi piacerebbe irridere, ma dato che oggi mi sento buono darò invece ai suoi dirigenti qualche utile consiglio, frutto della mia ultraquarantennale esperienza in questo mondo, che ho scoperto non essere perfetto fin da quando alcuni compagni di classe mi hanno rubato le figurine Panini (si vede che Veltroni era raccomandato, e non gliele toccavano mai):
* se andate in stazione, sarebbe meglio tenere la valigia vicino a voi invece di lasciarla in un cantuccio mentre andate al ristoro per un panino;
* quando parcheggiate l'automobile in istrada, non lasciate le chiavi nel quadro: stanno meglio nella vostra tasca;
* è Ferragosto e voi, che abitate al primo piano, andate in vacanza per una settimana: sarebbe opportuno chiudere le finestre e bloccare le tapparelle, specie delle finestre che danno sul cortile;
* siete proprio sicuri che quel signore venuto a casa vostra per verificare se le banconote che avete nel cassetto sono vere o false sia davvero un funzionario della Banca d'Italia?



* a supporto di tale strampalata tesi fu anche portata la dimostrazione di un informatico americano che diede una dimostrazione pratica di come oh!!!, somma sorpresa si possono cambiare dei dati in un database. Deaglio non fece il minimo sforzo per documentarsi, e questa è una irredimibile macchia sul suo curriculum: chiunque abbia fatto lo scrutatore o il segretario di seggio sa bene che i verbali sono cartacei; e per un giornalista degno di questo nome sarebbe bastato uno sguardo alla carta geografica per verificare che l'Italia non è l'America, ed è da idioti pensare che quel che si fa in America sia fatto, paro paro, in Italia.
Ma forse Deaglio aveva telefonato a Veltroni.
** Leggera: come il partito che l'ha inventata

domenica 23 gennaio 2011

Primarie dei cachi

"Abbiamo avuto modo di verificare che in alcuni seggi a Scampia, a Barra e nel quartiere San Carlo all'Arena personaggi estranei al Partito democratico condizionano il voto portando a votare persone in cambio di banconote"
Dunque, prima si inventano le primarie perché laggente, e bisogna essere vicini all'elettore, e il congresso è vecchiume, e il partito dev'essere leggero, e vorrei mica che il candidato lo scelga solo chi ha la tessere, e che democrazia sarebbe, e facciamole addirittura per legge, 'ste primarie.
Poi, guarda un po', a Napoli ti va a votare gente "estranea al Partito Democratico". E allora non è che uno si renda conto che la cagata è a prescindere, no. Si grida all'illecito, alla grave irregolarità.
Ma guarda un po': fai i gazebo perché ci possano andare cani e porci; e quando, oh! sorpresa, ti si appalesa qualche porco, ti stupisci. Sì, sto parlando proprio a te: cretino.

sabato 22 gennaio 2011

Roma per Toma

In questo post la prendo un po' alla lontana, visto che è sabato.
Come (pochi) sanno, qualche anno fa le banche e le società quotate hanno dovuto cominciare a redigere i bilanci secondo la nuova normativa IAS. In quel tempo io ero responsabile della conversione contabile al nuovo sistema, e dovetti affrontare, come si può ben immaginare, una certa qual serie di problemi.
Tra questi c'era il fatto che la banca per la quale lavoro doveva adeguarsi, in molte materie, alle specifiche della capogruppo: perché fino ad allora talvolta noi adottavamo certe soluzioni e loro delle altre, ma da lì in poi ciò non sarebbe più stato possibile.
In certi casi noi ritenevamo che le nostre soluzioni fossero le uniche possibili, alla luce delle disposizioni vigenti: e rammento perfettamente che in un'occasione il Gran Capo a Dodici Stelle Della Contabilità e Bilancio del Gruppo Bancario mi fece pervenire una nota nella quale illustrava, virgolettando gli articoli del Codice, come e qualmente avessimo torto.
Vedete, per fare il giurista uno deve conoscere il senso generale del Codice Civile, e sapere come trovare la norma che serve, quando serve; ma non è che si debbano conoscere tutti gli articoli a memoria. E quindi leggendo quei virgolettati, le prime volte impallidii e mi chiesi come fosse stato possibile che fino ad allora avessimo agito in un certo modo, dato che il Codice diceva esplicitamente che quello che facevamo era vietato.
Il fatto è che quel signore lì, nella sua nota, aveva riportato il testo degli articoli che ci interessavano, ma qua e là aveva aggiunto qualche avverbio, cambiato qualche congiunzione o addirittura mutato il soggetto.
E così l'art. 1194 c.c., che recita "Il debitore non può imputare il pagamento al capitale, piuttosto che agli interessi e alle spese, senza il consenso del creditore." era divenuto, nel virgolettato del Gran Capo, "Il creditore non può imputare il pagamento al capitale, piuttosto che agli interessi e alle spese."
E' da allora che mi faccio scrupolo, ogni volta che vedo dei virgolettati, di andare a verificare di persona.

Giovedi scorso l'iscritto all'Ordine dei giornalisti Marco Travaglio*, che notoriamente è sempre obiettivo e sincero, aveva incentrato il suo pistolotto sul fatto che "il Tribunale dei Ministri, per legge, giudica i reati dei ministri del Governo nell'esercizio delle funzioni e connessi all'interesse dello Stato" ma, purtroppo per lui, la parte che ho riportato in corsivo è una mera invenzione del noto imbrattacarte, dato che né la Costituzione, né alcuna altra legge né, infine, la giurisprudenza, riportano quel concetto. Diciamo che Travaglio ha voluto infiocchettare ad uso dei telespettatori: i quali, purtroppo per lui, spesso si abbeverano acriticamente a tale fonte del sapere.
Oggi poi Repubblica propone ai lettori un articolo nel quale spiega perché la Procura di Milano ha ragione, e Berlusconi torto, nell'affermare che la competenza per il reato di concussione del quale è accusato il PresConsMin sia del giudice ordinario e non già del cosiddetto "Tribunale dei Ministri". Secondo Repubblica, la sera del 27 maggio il Cavaliere avrebbe abusato della sua qualità (qualità, non funzione) di Presidente del Consiglio nell'intervenire sui funzionari della Questura: e pertanto il suo non sarebbe un reato "ministeriale" in quanto, sempre secondo il noto tabloid, ben due sentenze di Cassazione affermano che "i reati ministeriali sono solo quelli commessi dai ministri nell'esercizio delle loro funzioni".
Purtroppo le cose stanno in modo assai diverso da come pretenderebbero Travaglio e Repubblica, e ve lo vado a spiegare, se avete avuto la pazienza di giungere fin qui.
Secondo le due sentenze che cita Repubblica, "si è sempre affermato che con l'espressione "esercizio delle funzioni", il legislatore ha inteso far riferimento alla competenza funzionale dell'autore del fatto, sicché il rapporto di strumentale connessione sussiste tutte le volte in cui l'atto o la condotta siano comunque riferibili alla competenza funzionale del soggetto. Da ciò discende che, così come il nesso di mera occasionalità con l'esercizio delle funzioni non può essere equiparato ad un rapporto di oggettiva connessione, altrettanto arbitrario sarebbe arricchire quel rapporto di ulteriori elementi qualificanti, come l'abuso dei poteri o delle funzioni, o la violazione dei doveri di ufficio, non richiesti dalla legge, ne' suggeriti da una corretta interpretazione".
Insomma, vedete bene che, se proprio si vuol fare il campionato del tiramento di giacchette, tutti possono vincere il premio, dato che la Cassazione dice che il reato ministeriale deve essere semplicemente "connesso" alla competenza funzionale ma non necessariamente comportare l'"abuso" delle funzioni medesime: che è un po' una notte in cui tutti i gatti sono bigi, salvo che per i cronisti di Repubblica, che devono essere abituati alla logica binaria e non conoscono le sfumature di grigio (Travaglio non lo citiamo neppure, ché abbiamo fatto colazione da poco).
Siamo quindi daccapo, ad affermare che non vi sono certezze e che quindi Ghedini può aver ragione ma anche torto? No.
No perché, e questo è il punto qualificante, l'accusa mossa dalla Procura nei confronti di Berlusconi non è di corruzione, come nei due casi segnalati, bensì di concussione. La corruzione è un reato che può essere commesso da qualunque privato cittadino e quindi può benissimo essere compiuta da una persona che rivesta per qualche motivo la qualifica di pubblico ufficiale, ma senza alcuna connessione con tale sua qualità.
La concussione invece è un reato proprio, che è necessariamente connesso con la qualifica di Pubblico Ufficiale: e quindi se questa è l'accusa, automaticamente ne discende la connessione e, di conseguenza, in base alle sentenze richiamate, l'attrazione della competenza in capo al "Tribunale dei Ministri".
Ci si potrebbe chiedere allora perché la Procura, che certo qualche ragionamento deve averlo fatto al riguardo, abbia formulato l'accusa di concussione anziché corruzione: in tal modo si sarebbe potuto dire che B. agì quale privato cittadino, con buona pace della competenza del giudice ordinario. Ma ciò non era possibile, in quanto per la corruzione occorre che il corruttore dia o prometta qualcosa, il che non fu; mentre per aversi concussione basta che il concussore, forte del suo ruolo, incuta timore nel concusso.

* francamente non me la sento di definirlo "giornalista", dato che ne conosco qualcuno che sa fare quel mestiere con etica professionale

venerdì 21 gennaio 2011

Be bold

Ovvero: come stroncare uno scambio di mail arrivato al quarantesimo messaggio (il quale quarantesimo messaggio naturalmente riporta integralmente l'intero testo dei trentanove messaggi precedenti) ed avente l'unico scopo di fissare una noiosa riunione.

«Direi che prima di fissare la data dovremmo vedere se per allora potrò riuscire a fare il lavoro: e non posso sapere se vi riuscirò fino a quando non avrò ricevuto i dati, i quali dovranno essermi inviati da colui al quale debbo richiederli, cosa che non mi sarà possibile finché qualcuno di voi spettabili colleghi non avrà fatto lo sforzo di comunicarmene il nome.»

Un distaccato commento

Dato che Dagospia avanza l'ipotesi che a questo punto B. possa essere incriminato ai sensi dell'art. 600-ter c.p. (per aver organizzato spettacoli pornografici con minori), sono andato a leggermi il commentario, dove ho trovato questa simpatica notarella:
«In realtà, chiudendo un occhio sull'ormai commovente disinvoltura con cui il moderno legislatore conduce la sua annosa campagna nei confronti della sintassi elementare, per tacere del consolidato ostracismo alla tecnica di redazione delle fattispecie penali, l'ermeneutica suggerisce che anche alla fattispecie del delitto p.e p. dal primo co. siano bastevoli conoscenza e volontà degli elementi che la norma descrive»

giovedì 20 gennaio 2011

Non si finisce ma d'imparare

Mi turbo scoprendo solo oggi che per consolidato orientamento giurisprudenziale l'ipoteca giudiziale iscritta in forza di decreto ingiuntivo opposto non è opponibile alla massa dei creditori se il fallimento viene dichiarato prima della definizione del giudizio di opposizione.

Dignità

Ieri ho ripreso, senza commenti, un comunicato delle donne del PD che blaterava* di dignità femminile e dimissioni del presidente del consiglio.
Per come l'ho letto io, quel comunicato pretendeva le dimissioni di B. sulla base di due motivi, equipotenti: (i) la mancanza di una sua etica pubblica e (ii) il suo disprezzo per le donne e la figura femminile.
Si tratta di una cazzata* talmente sesquipedale* che mi è venuto da chiedermi quale sia la compagnia* di giro* d'avanspettacolo* che scriva quei testi**: il malaffare di quasi vent'anni di berlusconismo viene messo sullo stesso piano, morale e politico, del fatto che B. vada a troie. Roba che dimostra una carenza di senso del ridicolo e di capacità di vedere al di là del proprio utero degne di una talpa isterectomizzata.
Altri amici socialcosisti non l'hanno vista nel mio stesso modo, ed è nato un interessante dibattito proprio sul tema della dignità femminile e del suo rapporto con quanto emerso in questi giorni: non sto a riassumerlo, anche perché non mi permetterei di sunteggiare e probabilmente travisare le opinioni altrui, e vi rimando al thread, che è pubblico.
Qui vorrei però sviluppare un pochino l'argomento: in fondo il blog è fatto proprio per esprimere opinioni un po' più meditate**** e svilupparle in uno spazio un po' maggiore: perché il mondo è complesso e non ci sta tutto in una pagina A4.

Uno dei riflessi condizionati che si portano dietro coloro che sono e perfino che sono stati di sinistra, specie se di una certa età, è che la donna è bella e giusta mentre l'uomo è brutto e malvagio. Certo, le cose non venivano dette proprio così, crudamente: c'erano i discorsi della debolezza sociale, dell'emancipazione, del lavoro di cura, dello sfruttamento domestico, della titolarità del reddito e delle decisioni di spesa e d'investimento; ma alla fine, scavando fino in fondo, il risultato era sempre che il maschio è uno stronzo, con la notevole eccezione dei compagni presenti, eccezione spiegata dal fatto che costoro, per loro fortuna erano "vicini all'universo femminile".
E quando abbiamo scoperto con stupore che c'era anche un fottìo di stronze, la cosa è stata liquidata con la spiegazione che si trattava di donne che inseguivano modelli maschili. Come vedete si tratta di un sistema totalmente autoreferenziale e tautologico, e perciostesso consistente: se l'attribuzione del genere ha luogo non sulla base di considerazioni anatomiche bensì di qualità etiche, è chiaro che poi esisterà una correlazione perfetta tra generi ed etiche, dato che sono due semi che esprimono il medesimo concetto.
Quel comunicato delle donne del PD, sempre secondo il mio punto di vista, è direttamente figlio di quell'ideologia: quella per cui tutto il mondo debba essere visto con il filtro polarizzante del genere cui si appartiene, purché tale genere sia quello con le puppe.
E invece le cose non stanno così: ci sono al mondo tanti stronzi e approfittatori quante stronze e approfittatrici: bisogna farsene una ragione e ammettere che la donna non è portatrice di qualità morali ed etiche più spiccate rispetto all'uomo; che l'etica è distribuita prescindendo dalle gonadi.

Una volta accettato questo punto di vista, possiamo accettare il fatto che con i suoi comportamenti B. non abbia mancato di rispetto alla dignità femminile, bensì alla dignità dell'uomo in genere e, se proprio vogliamo andare a spaccare il capello in quattro, più precisamente alla dignità maschile: dato che le azioni che venivano poste in essere dai vari B, Fede e Mora gettano discredito in primo luogo su loro stessi e, per estensione, sul genere cui essi appartengono.
Certo che anche le donne hanno buone ragioni per sentirsi offese ma, e questo è il punto, da chi sono state offese? L'offesa viene da chi sceglie tra venti manze, ne saggia le polpe con dito esperto e seleziona alla fine la sua compagna per la notte, esattamente come il bravo massaio che al mercato scruta l'occhio dei branzini per acquistare il più fresco e sodo? O non viene forse da chi ha scientemente deciso di partecipare a quello squallido mercato, ben sapendo che alla fine comunque ne sarebbe uscita con una busta più o meno gonfia?
Perché, e spero che chiunque abbia l'onestà intellettuale di ammetterlo, i branzini non hanno scelto loro di essere lì; le bianche tratte non avevano scelto loro di essere condotte avanti il sultano; ma le ragazze di Arcore non solo hanno scelto loro di percorrere quella strada; ma hanno anche combattuto contro delle rivali per arrivarvi.
Intendiamoci -ed è un punto che ci tengo a chiarire- io non ho alcun pregiudizio nei confronti di chi decide di vendere la propria fregna anziché le proprie braccia o la propria capacità di analisi. Credo che chiunque abbia diritto di scegliere se fare la puttana, l'operaia alla FIAT, l'attrice porno o la sistemista UNIX. Se c'è una cosa che imputo alle Arcorine non è di averla data via per danaro, bensì di essere andate a elemosinare di darla via. Per come la vedo io, se una decide di fare le marchette è solo un problema suo: in fondo, come dice Claudia Cardinale a Cheyenne, basta un bagno caldo per tornare come nuova, e certo è un mestiere più conveniente (e fors'anche meno defatigante) che stare in catena con due cacciaviti a vibrazione ad avvitare scocche.
L'operaia FIAT perde dignità a stare in lastratura? non credo proprio: e pertanto non ne perde la marchettara. Ma che dire, se l'operaia andasse a lavorare le sue otto ore e alla fine giornata si presentasse a Marchionne, con il cappello in mano, attendendo una busta nella quale potrebbero esserci 20, 50 o 100 euri? Ecco: la dignità sta proprio lì: nella differenza tra un corrispettivo e un'elemosina.
Fare un pompino per 50 euri, o assemblare un fanale per 1.300 euri al mese è una cosa. Fare un pompino o assemblare un fanale per farsi benvolere e sperare nella banconota di premio è un'altra cosa. Pretty Woman si regge tutto sulla scena dei tremila dollari: perché lei avrebbe sì accettato per 2000, ma ne intasca 3000: perché sta lavorando e ha contrattato la propria paga.
Lavare i vetri delle macchine in un autosalone è una cosa; lavare i vetri delle macchine ai semafori è un'altra cosa. Che può avere la dignità della sopravvivenza, se sei un polacco appena giunto in Italia all'inizio degli anni '90, e vuoi trovare un modo per mangiare senza rubare, ma che non è dignitoso né accettabile se invece il tuo progetto di vita è quello di conquistare quel semaforo e farne il tuo luogo lavoro per vent'anni. Umberto D. ci ha insegnato che chiedere l'elemosina nel momento dell'assoluto bisogno non solo non fa perdere, ma anzi fa guadagnare in dignità; chiedere l'elemosina perché non si ha tempo e voglia di andare a cercarsi un lavoro onesto è un'altra cosa.
E chiedere l'elemosina facendosi tastare il culo è, secondo il mio spassionato parere, un po' meno dignitoso che farlo lavando vetri agli incroci.

Se le cose stanno così (e per me stanno così), allora l'artefice della perdita di dignità dell'universo femminile non va cercato tanto nel Drago, come la stampa ha ribattezzato B., bensì in coloro che, in piena consapevolezza di ciò che stavano andando a fare, ha accettato di andare in quella casa e sottostare a quei rituali, non in forza di un accordo, bensì sperando nella magnanimità e generosità del potente.
Sono quelle ragazze che hanno gettato merda sulle donne, ed è ben comprensibile che altre donne, chiuse nel loro piccolo mondo fermo a quarant'anni fa, che non ammette che nella donna possa esserci un po' di male o perlomeno un po' di merda, non riescono ad accettare la realtà: e attribuiscono a Berlusconi la colpa non solo dei mali del Paese, ma anche dello schifo che provano nei confronti di quelle ragazze.



* qui non siamo su wikipedia, e questo è il _mio_ punto di vista. Nei commenti avete tutto il diritto di esprimere il vostro.
** fate pure conto che da qui in avanti sia tutto asteriscato, così allungo la vita della tastiera e risparmio entropia.
**** LOL

mercoledì 19 gennaio 2011

Finalmente la spallata definitiva

E ora Berlusconi non può che dimettersi! Fossi in Ghedini, comincerei a preparare le valigie.
«Il PD promuove oggi alle 17,30 un sit-in di mobilitazione davanti a Palazzo Chigi (lato Galleria Alberto Sordi) per esigere il rispetto della dignità femminile e le dimissioni del presidente del consiglio. Invitiamo tutte le donne e tutti gli uomini a mobilitarsi e a partecipare alla nostra azione di protesta per esprimere il dissenso verso un premier che non ha alcun rispetto dell’etica pubblica e dimostra il suo disprezzo per le donne, svilendo la figura femminile. Le donne non sono disposte ad accettarlo. Mentre le donne italiane studiano, lavorano, si impegnano per tenere in equilibrio impegni professionali e famiglia, il messaggio che Berlusconi propone alle nuove generazioni con il suo esempio è devastante. Le donne, le ragazze di questo Paese, sono invece talento, lavoro, fatica, bellezza, cuore, passione, dignità e serietà. Il premier ci deve rispettare.»
(dal sito del piddì)

 

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