domenica 23 gennaio 2011

Primarie dei cachi

"Abbiamo avuto modo di verificare che in alcuni seggi a Scampia, a Barra e nel quartiere San Carlo all'Arena personaggi estranei al Partito democratico condizionano il voto portando a votare persone in cambio di banconote"
Dunque, prima si inventano le primarie perché laggente, e bisogna essere vicini all'elettore, e il congresso è vecchiume, e il partito dev'essere leggero, e vorrei mica che il candidato lo scelga solo chi ha la tessere, e che democrazia sarebbe, e facciamole addirittura per legge, 'ste primarie.
Poi, guarda un po', a Napoli ti va a votare gente "estranea al Partito Democratico". E allora non è che uno si renda conto che la cagata è a prescindere, no. Si grida all'illecito, alla grave irregolarità.
Ma guarda un po': fai i gazebo perché ci possano andare cani e porci; e quando, oh! sorpresa, ti si appalesa qualche porco, ti stupisci. Sì, sto parlando proprio a te: cretino.

7 commenti:

alesiro ha detto...

Il voto di scambio c'è a tutte le elezioni. Quello è il problema, non le Primarie.
Quei cani e quei porci votano a tutte le elezioni.

Diego ha detto...

già. perchè in Campania il congresso e la gestione delle tessere sono un modello di trasparenza. Mi spiace, ma non riesco a razionalizzare un'opinione sulla Campania che non sconfini nel leghismo da elmetto con le corna. E me ne vergogno, quindi sto zitto.

ilcomizietto ha detto...

Io ne deduco invece che c'è un discreto numero di persone che non ha nessun senso civico. E che questo gruppo di persone è capace di influenzare i candidati di qualunque partito a prescindere dalle primarie. (Cosa ci vuole a infiltrarsi in un partito? Nulla.)

m.fisk ha detto...

Certo, se il partito raccoglile le iscrizioni su internet, non ci vuole nulla. Una volta bisognava essere presentati. E accettati.

alesiro ha detto...

"Accettati". Un'idea moderna e innovativa di politica. Aperta a tutti.

Ma per piacere...

m.fisk ha detto...

sì, accettati. Perché entrare in un partito, così come in una bocciofila, non è un diritto. E un partito, che è un'associazione privata di cittadini, ha diritto di scegliere chi sono i propri membri.

Lele ha detto...

Che un partito sia un'associazione di cittadini mi sembra abbastanza consolidato.
Del fatto che sia definibile semplicemente come un'associazione "privata", non ho riscontri.

Per il resto, sul topic sono pienamente d'accordo.

 

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