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domenica 4 ottobre 2015

Lettera all'altro operatore telefonico




Spettabile
Servizio Clienti $operatoreADSL

e p.c.
Spettabile
Servizio Clienti $operatoreDelCavoMetallico

e p.c.
Spettabile
Servizio Clienti $operatoreDelFiloTrasparente




Vostra Fattura XXXXXXXX
Gentile Operatore telefonico,
ho ricevuto la pregiata Vostra in data X/X/2015, contenente la fattura n. XXXXXXX, scad. X/X/2015, relativa ai canoni per il servizio ADSL sulla mia linea 02/XXXXXXX per i mesi di luglio e agosto 2015.
Si tratta, purtroppo, di un disguido.
Già dallo scorso mese di febbraio ho richiesto al Vostro cugino $operatoreDelFiloTrasparente, qui in copia, il trasferimento della mia linea sulla propria piattaforma, con conseguente disdetta degli altri contratti in corso.  L’operazione è stata eseguita dal punto di vista tecnico nello scorso marzo, ma per qualche motivo, che tuttora non sono riuscito a comprendere, solo nei primi giorni di giugno 2015 ho potuto ottenere il passaggio del mio numero telefonico sulla nuova linea.  In conseguenza di ciò ho continuato a pagare i canoni sia a Voi sia a $operatoreDelCavoMetallico, ciascuno per quanto di propria competenza, tanto che alla fine $operatoreDelFiloTrasparente mi ha persin risarcito per questa seccatura accreditandomi una piccola sommetta.
Pensavo quindi di essere ormai libero da pesi e obblighi, ma una volta ricevuta la sullodata fattura ho dovuto rendermi conto che gli Operatori telefonici hanno per la propria clientela un affetto -vorrei dire una passione- persin superiore a quella che Adele, la figlia del grande scrittore francese Hugo, provava per il tenente Pinson e che fu mirabilmente immortalata da François Truffaut.
Ho quindi chiamato il Vostro servizio clienti, presso il quale una giovane operatrice mi ha molto cortesemente spiegato che, di tale mio sopravvenuto disinteresse per il Vostro servizio, non vi era giunta notizia alcuna, e che pertanto, secondo le Vostre evidenze, Voi stareste continuando a erogarmi l’accesso alle rete Internet.
Mi chiedo come ciò sia possibile, dato che dalla mia presa telefonica non esce più quel segnale che noi profani della tecnologia chiamiamo “TUTUUU TUTUU” e che credo nel Vostro linguaggio iniziatico venga denominato “portante”; sta di fatto che non solo ciò mi ha impedito di fruire del Vostro accesso, ma financo di rendermi conto che Voi pensavate di fornirmelo: un bel pasticcio!
La Vostra operatrice mi ha anche chiesto se avessi inviato alla Vostra attenzione qualche lettera raccomandata, il che non ho fatto.  Io, vedete, sono un signore di una certa età digiuno di queste cose: i signori di $operatoreDelFiloTrasparente mi hanno detto che avrebbero pensato a tutto loro, e quindi ero certo di esser nel giusto.  Che poi siano stati loro a dimenticare di avvertirvi, o che loro abbiano avvertito $operatoreDelCavoMetallico e questa abbia scordato di dirvelo, francamente non ne ho alcuna idea: e non ci tengo a farmela perché già mi scoppia la testa.
Sapete, immagino che il mondo degli operatori telefonici sia non troppo dissimile da quello del recupero crediti, attività che svolgo da quasi venticinque anni e che mi permette di provvedere la mia famiglia di cibo, riparo e calore in modo onesto e rispettato dalla società civile: noi, nel nostro ambiente, ci conosciamo un po’ tutti, abbiamo i rispettivi numeri di cellulare e talvolta organizziamo perfino delle cene in comune.
Immagino che pure Voi operatori telefonici abbiate dei rapporti di convivialità: probabilmente organizzate delle grigliate la domenica e forse andate anche al mare insieme perché i Vostri figli hanno stretto amicizia (Luca l’estate scorsa stava per fidanzarsi con Patrizia!).  Di certo per l’ormai prossimo Natale organizzerete una serata con scambio di strenne.
Ecco, vorrei rivolgerVi un invito per tale imminente occasione: parlatevi, chiaritevi, non lasciatvi tutto dentro a macerare.  Chi doveva fare, e non ha fatto, lo dica agli altri, che -anche grazie al clima festoso e intriso di bontà- di certo lo perdoneranno e anzi chiameranno ad alta voce un brindisi per festeggiare la ritrovata armonia.
Chiaritevi, dicevo, ma non tiratemi in mezzo: perché io in questa storia non c’entro. Per nulla.  E quindi non chiedete a me dei soldi, che non vi darò; anche perché io a quelle grigliate e a quelle feste non sono mai stato invitato, e sono un po’ geloso per il fatto che ogni volta che mi avete scritto non sia stato per farmi gli auguri, ma solo per addebitarmi somme.

Con osservanza,

Fisk


giovedì 27 agosto 2015

Letterina al mio operatore telefonico

Spettabile
$OperatoreTelefonico

e p.c.
Pregiatissimo
Comitato Regionale per le Comunicazioni Lombardia
fax xxxxxxxxx

e p.c.
Onorevole
Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
fax xxxxxxx

e p.c.
Onorevole
Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
fax xxxxxxxxxxx

Vs. Sollecito di pagamento prot. 2015-xxxxxxxxxx

Egregi signori,
Ho ricevuto la pregiata Vostra in data 17/082015 con la quale mi sollecitate il pagamento della fattura RZxxxxxxxxxxxxx emessa in data 8/7/2015, dell'ammontare di € 31,34, avente come giustificativo la voce "Costo disattivazione linea".

Come certamente a Voi noto il D.L. 31 gennaio 2007 n. 7, convertito con modificazioni con L. 2 aprile 2007, n. 40, statuisce che "I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia (...) devono  prevedere  la  facoltà  del contraente  di recedere dal contratto o di trasferire le utenze presso altro operatore  senza  vincoli  temporali  o  ritardi  non giustificati  e senza spese non giustificate da costi dell'operatore".

Chiaro è il senso della norma: il consumatore non può e non deve essere soggetto a penali se decide di interrompere il contratto con il proprio operatore telefonico, dal momento che ciò avrebbe l’effetto di indurre il consumatore a non adottare una decisione di natura commerciale che, in mancanza di tale balzello e quindi nel pieno della propria autonomia negoziale, avrebbe liberamente assunto. E’ pertanto è illegittimo imporre il pagamento di somme a fronte dell'intervenuto recesso dal rapporto contrattuale, salvo che dette somme siano a ristoro di costi vivi sopportati dall'operatore.

Di tali costi vivi, nella Vostra fattura, non vi è alcuna traccia: e la cosa ha destato in me profondo stupore in quanto, nella mia pratica professionale, ogni volta che richiedo a un cliente il ristoro di un costo sostenuto mi perito di fornire un dettagliato giustificativo del medesimo: e ciò sia per ovvie ragioni di correntezza commerciale che per scrupolo di buona creanza. Sospetto che, avendo io disdettato il vostro servizio, non abbiate a cuore il tema della correntezza commerciale.

Ma vi è di più: come certo ben saprete, essendo Voi il principale fornitore italiano di accesso a Internet, è opinione condivisa da parte della stragrande maggioranza dei consumatori che tali –Vostri e dei Vostri concorrenti- cosiddetti “costi” altro non siano che un’etichetta di comodo applicata a quelle che un tempo venivano chiamate “penali”: come col Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio (CJC can. 1213), così il nuovo sostantivo sarebbe stato introdotto al solo fine di rendere legittimo, di purificare insomma, ciò che il Parlamento aveva deciso non essere tale.

Tale tesi potrebbe essere frutto di maldicenza, ma viene spontaneo chiedersi quali mai possano essere questi Vostri costi vivi, considerato che al giorno d’oggi il distacco delle linee viene effettuato non già da tecnici con tuta blu ed elmetto, bensì da elaboratori che parlano con altri elaboratori.  Nel dubbio, ho deciso di approfondire la questione: e sono andato a consultare il Vostro foglio di trasparenza tariffaria, scaricato in data 27/8/2105 dall’indirizzo xxxxxxx e qui allegato per Vostro pronto riscontro.

Ohibò! Quella medesima somma che nella Vostra fattura viene chiamata "Costo disattivazione linea", nel foglio di trasparenza è denominata “Penali per il cliente per rescissione anticipata del contratto”.  Capite bene che per ritenere tale denominazione il mero frutto di un mero lapsus calami sia necessaria una dose di sospensione dell’incredulità ben maggiore di quella necessaria per spaventarsi nel buio della sala di fronte ai rettili animati di Jurassic Park.

Al proposito mi sovviene un aneddoto: un mio cugino possedeva una A112 un po’ scassata, che aveva ribattezzato “Porsche Cayenne”, e con tanto di targhetta incollata sul portellone; in guisa che quando andava in discoteca poteva proporre a una qualsiasi delle compagne di ballo: “ti riaccompagno a casa con il Cayenne”.  Sarà che fosse belloccio, sarà che le ragazze apprezzassero lo spirito, sta di fatto che una volta su due salivano sull’utilitaria.  Ma quello era, come affettuosamente lo definivamo, un “trucco bacucco per il cucco”.  Ribattezzare “costo” una “penale” è, di contro, una pratica commerciale contraria a buona fede.

La buona fede si presume, come insegna il Codice civile: e pertanto Vi confermo l'intenzione di ristorarVi dei costi da Voi sostenuti per la disattivazione della linea.  Resta in capo a Voi l’onere di dimostrarmi che si tratti di effettivi costi vivi (non riterrei rimborsabile, ad esempio, il danno biologico da me apportato ai Vostri dirigenti, discendente dalla intensa sofferenza provata quando questi hanno appreso di aver perso un prezioso cliente quale certo sono stato considerato in tutti questi anni di felice e sereno rapporto contrattuale), e a tal fine Vi invito a trasmettermi un resoconto analitico, esaustivo e in forma comprensibile, talché possa esercitare il mio diritto preciso diritto di verifica ed eventuale contestazione delle voci di costo che intendete io Vi risarcisca.


In tale attesa, sono lieto di esprimere i sensi della mia migliore considerazione.

martedì 19 ottobre 2010

Combattere lo spam in qualunque forma!

Onorevole Autorità
Garante per la protezione
dei dati personali

Reclamo ex art. 141 lett. a) del Codice in materia di protezione dei dati personali
Onorevole Autorità,
ai sensi dell'art. 141 lett. a) del Codice in materia di protezione dei dati personali Vi rappresento quanto segue.
In data 15 ottobre 2010, alle ore 19:58, sono stato disturbato nella mia tranquillità domestica in quanto ho ricevuto sul telefono fisso, al numero 02/********, una comunicazione registrata proveniente da un apparecchio automatico senza intervento di operatore che pubblicizzava l'apertura straordinaria dello "Spaccio di fabbrica Z****" di Milano.  Nel messaggio in questione non veniva precisato se il medesimo provenisse direttamente dalla Società V***** Z***** S.p.A. (apparentemente titolare dei marchi in questione), da terzi rivenditori o da altri soggetti quali agenzie di pubblicità e simili.
Non ho mai prestato alcun consenso alla ricezione di messaggi automatizzati senza intervento di operatore, né alla Società V***** Z****** S.p.A. né, a quanto mi consta, ad alcun altro operatore pubblicitario o commerciale: ritengo pertanto che quanto accaduto configuri una violazione dell'art. 130 c.1 del Codice in materia di protezione dei dati personali, ed in relazione a ciò sporgo formale reclamo a codesta Onorevole Autorità Garante, autorizzando fin d'ora, ove riteniate di dar seguito al procedimento, il controllo del traffico telefonico avvenuto sulla mia utenza nella predetta data, anche al fine di meglio individuare l'effettivo soggetto mittente del messaggio automatizzato.
Per la ricezione di eventuali comunicazioni inerenti l'eventuale prosieguo del reclamo eleggo domicilio presso la mia abitazione in(omissis).
Con ossequio, m.Fisk

Note
Ai sensi dell'art. 130 Codice Privacy,
«1. L'uso di sistemi automatizzati di chiamata senza l'intervento di un operatore per l'invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale è consentito con il consenso dell'interessato.
2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche alle comunicazioni elettroniche, effettuate per le finalità ivi indicate, mediante posta elettronica, telefax, messaggi del tipo Mms (Multimedia Messaging Service) o Sms (Short Message Service) o di altro tipo.»
L'art. 167 Codice Privacy dispone che:
«1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 18, 19, 23, 123, 126 e 130, ovvero in applicazione dell'articolo 129, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi.»

martedì 1 giugno 2010

Combattiamo lo spam /3

Spettabile
Confederazione Generale Italiana del Lavoro
fax n. 06.XXXXXX

e p.c. Onorevole Autorità Garante per la protezione dei dati personali
fax 06.XXXXXX


Richiesta di accesso ai dati ex art. 7 D.Lgs. 196/2003

Egregi signori,
questa mattina, mentre godevo degli ultimi istanti di sonno prima di affrontare una giornata di duro lavoro, sono stato ridestato da un SMS recapitato sul mio terminale telefonico, apparentemente riveniente da "CGILnews" e recante il seguente testo: «2 Giugno per la Costituzione Manifestazione Nazionale ore 14 Porta Venezia a Milano con CGIL ACLI ANPI ARCI e altre associazioni, conclude G.Epifani.»
Ben potete immaginare lo stato d'ansia nel quale ora mi trovo: dovrò ricevere altrettanti messaggi anche da Acli, Anpi, Arci e, soprattutto, quante diavolo saranno quelle "altre associazioni"? E ciascuna di esse si sentirà legittimata a notiziarmi della sua presenza alla manifestazione, o forse tra di voi avete raggiunto un accordo per spartirvi le utenze nazionali, e assicurare che al povero titolare di un'utenza telefonica mobile siano rimestati i cabasisi una e una sola volta?
Più in generale, mi piacerebbe chiedere a quel sedicente comunicatore, che ha avuto la brillante idea di inviare il messaggio, quanto segue: A) pensa davvero egli che io, iscritto da quasi vent'anni alla CGIL, abbia difficoltà a rammentare che il 2 giugno si celebra la festa della Repubblica? B) crede davvero che un iscritto al sindacato non sappia che in tale occasione si svolgerà a Milano la manifestazione nazionale? C) crede egli che, qualora io, vivendo nella più abbruttente ignoranza, non fossi già a conoscenza dei due fatti sopra indicati, me ne potrebbe lontanamente fregare qualche cosa dei medesimi?
E, soprattutto: D) crede inoltre egli che qualunque anima candida abbia il diritto di svegliare un lavoratore nel pieno del suo sonno per comunicargli la prima bagattella che egli ritenga di una qual certa importanza? Perché se così fosse, allora vi intimo di comunicarmi subito i numeri personali del Segretario Generale Epifani e di tutti i componenti della segreteria. Dacché, vedete, tra poco il mio figliuolo riceverà la pagella, e i suoi voti sono per me così importanti che sento il bisogno, e il diritto, di comunicarli via SMS a tutta la Direzione del sindacato. Meglio se di notte.
Ma non credo che accondiscenderete a questa mia richiesta. E allora ai sensi dell'art. 7 D.Lgs. 196/2003 vi intimo di comunicarmi in forma intelligibile se nei vostri archivi siano presenti dati personali che mi riguardano, e in particolare se sia presente il mio numero di cellulare XXXXXXX. Ai sensi del comma 3 del medesimo articolo vi intimo di procedere senza indugio alla cancellazione del medesimo numero telefonico da qualunque base di dati, e in forza del comma 4 vi notifico formalmente la mia opposizione a qualunque ulteriore trattamento di tale dato.
Vi comunico inoltre che qualora in un futuro sia pur lontano dovessi ricevere sul mio cellulare un qualsiasi messaggio riveniente dalla Vostra organizzazione e che non abbia io preventivamente ed espressamente richiesto, avvierò presso l'Autorità Garante per la riservatezza dei dati personali il procedimento di reclamo previsto dagli artt. 142 ss. D.Lgs. 196/2003.
Distinti saluti.

giovedì 17 dicembre 2009

Impareranno mai?

Ho ricevuto un altro SMS pubblicitario (per i lettori non affezionati, rimando qui, qui e qui per far capire quanto queste cose mi infastidiscano).
Ho quindi scritto una letterina.
Spettabile
Servizio clienti $compagnia_telefonica
fax xxxxxxxxx

e p.c. Onorevole Autorità Garante per la protezione dei dati personali
fax yyyyyyyyy

Reclamo - messaggi pubblicitari indesiderati

Egregi signori,
in data odierna, mentre riflettevo sul problema della costruzione delle strutture narrative trattato dal Manzoni nella Lettre à M. C.*** sur l'unité de temps et de lieu dans la tragedie, sono stato distratto nei miei studi dalla ricezione sul mio cellulare di un SMS, che qui integralmente ritrascrivo.
"$compagnia_telefonica presenta la super offerta di Natale. Rispondi SI a questo sms per risparmiare fino a 276 euro in 6 mesi. La promozione Scade il 21/12/2009"
Tale messaggio riveniva dal numero +39xxxxxxxxx e, come confermatomi da un operatore del vostro servizio clienti, è stato effettivamente inviato dalla vostra società.
Non desidero qui soffermarmi sulla povertà lessicale del cosiddetto messaggio, che tale si può definire solo per grazia di una momentanea sospensione del giudizio dacché, come appare evidente anche al lettore meno smaliziato, il medesimo non veicola alcun contenuto.
Credete davvero che un soggetto senziente potrebbe accettare la vostra offerta dando fiducia alla promessa di risparmio ivi contenuta? Io non riesco a capacitarmene. Questo messaggio, che nel suo perentorio irrompere nel turbare la mia tranquillità posso senza dubbio definire villano, potrebbe essere accolto solo da un cliente un po' troppo affezionato che, avendo letto compulsivamente i Pensieri di Pascal, abbia perso il lume della ragione e confonda la Vostra società con il Sommo Bene.
Chiunque altro di fronte a un contenuto così povero di informazioni non potrebbe far altro che cancellare quelle vane parole e tornare al proprio operoso studio. Io, invece, ho interrotto lo studio e intrapreso la scrittura di questa lettera per esternare il mio sdegno.
Non riesco a capacitarmi di come abbiate mai potuto anche solo pensare di avere il diritto di disturbare la mia quiete per mandarmi non già un'offerta, bensì il simulacro della medesima. Non intendo neppure affrontare il tema dell'ingannevolezza di quanto da voi proposto: mi è sufficiente riflettere sul fatto che il supposto risparmio da voi ventilato equivale a quanto io spenda di telefono nel medesimo periodo, per capire che o voi siete diventati un Ente di beneficienza o qualcosa non quadra nella vostra proposta.
Mi indigno, invece, per il fatto che vi siate permessi di utilizzare il mio telefono cellulare in ispregio, prima ancora che alle norme a tutela della riservatezza e della tranquillità dei cittadini, alle regole più elementari della buona creanza.
Vi diffido pertanto dal disturbarmi nuovamente telefonandomi o inviandomi messaggi di qualunque tipo. Qualora proprio vogliate regalarmi dei danari, fate una donazione anonima ad un'istituzione benefica a vostra scelta, senza interessarmi al riguardo né chiedere il mio assenso o la mia approvazione. Qualora intendeste invece propormi vantaggiose offerte commerciali, sappiate che la mia fiducia in esse è pari a quella che Otello riponeva in Desdemona all'esito dei cattivi consigli di Iago: e non è detto che io, come Otello, abbia ragione nel dubitare di voi; ma ciononostante non solo respingerò le vostre profferte, ma mi adopererò per salvaguardare il mio riposo e la mia concentrazione dalle vostre pratiche commerciali invasive e ineducate.
Distinti saluti.

sabato 4 luglio 2009

C'è posta per te

I più sfaccendati dei miei lettori rammenteranno che qualche tempo fa sono stato turbato nel sonno da un sms indesiderato; il che mi ha fatto scrivere una letteraccia a Cartasì. Quando dopo pochi giorni l'episodio si è ripetuto ho scritto un'altra letteraccia, mandandola in copia al Garante per la protezione dei dati personali.
Infine, per non farmi mancare nulla, ho scritto un ulteriore post riguardante il perché di tale ultima lettera e gli effetti che mi aspettavo ne sortissero, che in buona sostanza si possono riassumere in "strizza di cxlo per quelli di Cartasì che si guarderanno bene dal rompermi ancora".

Il Garante, malgrado la seconda lettera fosse a lui diretta solo per conoscenza, deve aver preso la cosa sul serio: e difatti stamattina mi sono trovato nella casella una lettera indirizzata a Cartasì, e a me per conoscenza, nella quale il Garante chiede a Cartasì un fottìo di informazioni:
- modalità di raccolta dei miei dati;
- luogo ove gli stessi siano detenuti;
- come mi sia stata fornita la prescritta informativa, con copia della relativa documentazione;
- se Cartasì abbia raccolto il mio consenso al trattamento e in particolare alla ricezione di messaggi promozionali; consenso da documentare per iscritto;
- quali provvedimenti siano stati adottati per consentirmi di esercitare i miei diritti sui dati;
- quali ulteriori trattamenti siano previsti sui miei dati.

Si tratta di una procedura standard, che non volevo neppure attivare (infatti avevo inviato la mia per conoscenza), ma tant'è: adesso dovranno rispondere, e per quanto si tratti anche qui di procedure standard sono cose che comunque comportano un certo onere di lavoro.
Diciamo pure che il messaggino mandatomi è costato caro!

mercoledì 3 giugno 2009

Manuale di stile

Uso nel titolo il termine Manuale non perché mi sia montato la testa, bensì per assonanza con un Manuale ben più utile.
Ciò premesso, riprendo il tema del post di stamattina con il quale vi ho intrattenuto sul secondo fax mandato a Cartasì per far sì che smettesse di rompermi i santissimi con i propri messaggini (che confido anche voi riceviate, altrimenti significherebbe che mi hanno preso proprio di mira).
Penso sia apparso chiaro che, quando ho ricevuto il secondo messaggino mentre stavo cucinando il sugo con le polpette di salsiccia per i tre decenni affamanti, la reazione di stizza è stata solo momentanea, pensando alla possibilità che mi era stata offerta di scrivere un'altra letterina arguta (che poi ci sia riuscito o meno, non so), da pubblicare poi per il vostro sollazzo.
Del resto citare nello stesso contesto Sant'Anselmo e i Prolegomeni dovrebbe costituire un indizio sufficiente di registro ironico per chiunque abbia riminiscenze liceali sia su Sant'Anselmo che sui Prolegomeni, il che è tutt'altro che improbabile se consideriamo che fino a qualche tempo fa la responsabile delle pubbliche relazioni di una delle varie società cui fa capo il marchio Cartasì (con la quale ho avuto una fugace avventura al tempo di Usenet, ed ora bloggatrice di un certo seguito) è laureata in letteratura greca o in filosofia, non rammento bene, e citava Anassimandro con la leggerezza con la quale io cito Krugman.

Ma, a parte ciò, le letterone hanno anche un loro perché. Come potete ben immaginare, con il mestiere che faccio ho ricevuto tonnellate di lettere scritte nei più vari registri: dall'implorazione alla minaccia; dalla fredda enumerazione di fatti pertinenti alla ricostruzione delle sorti dell'economia mondiale; c'era chi attribuiva la responsabilità della propria inadempienza al vizio del giuoco e chi al complotto demoplutogiudaico o -recentemente- al signoraggio.
Talune di queste lettere sono state conservate perché sono il triste specchio dell'umana pazzia, o al contrario perché costituiscono dei piccoli gioielli letterari: ma questo prescinde dalla loro efficacia.
Per quanto riguarda specificamente quest'ultimo tema, è indubbio che quando si tratta di trattare operazioni da milioni di euri, l'asciuttezza e la precisione chirurgica siano essenziali: mai dire una parola meno o una parola più del dovuto; e nel dubbio meglio stare sul meno che sul più (e difatti al tavolo di negoziazione io, che di natura sono abbastanza loquace, resto praticamente muto per la più parte del tempo, e per giungere a tale risultato ho dovuto lavorare molto su me stesso: perché anche tacere è un'arte, che si impara con molta difficoltà).
Quando però si tratta di posizioni economicamente minime, il metro di giudizio è tutto diverso: tra una lettera di venti righe e una di cinque pagine, si presta maggiore attenzione a chi spedisce la lettera di cinque pagine: per un semplice motivo: è un rompicoglioni, e i rompicoglioni costano tantissimo.
Un rompicoglioni è capace di scriverti all'Ombudsman, all'Antitrust, alla Banca d'Italia, all'ISVAP, al Garante per la Privacy, al Presidente della Repubblica; per non parlare della locale Procura della Repubblica, che il discorso si complicherebbe.
E tutte queste autorità (salvo il Presidente della Repubblica, almeno nella mia personale esperienza) poi ti scrivono chiedendo spiegazioni, e dettagliate: perché è il loro mestiere farlo. Ovviamente, trattandosi di Autorità, questo provoca tutto un sommovimento all'interno dell'organizzazione, sia questa una Banca, una società di assicurazioni o quant'altro abbastanza faraonico per far sì che vi siano una sufficiente serie di gradini gerarchici tra il peone che gestisce l'operazione e il vertice aziendale: e quindi bozze di lettere, riunioni, revisioni di bozze, coinvolgimento di consulenti o legali, intervento dell'auditing interno... un incubo.
Un incubo costoso, poi: perché i consulenti si pagano, e comunque il tempo è denaro: ciò spiega perché il rompicoglioni debba essere blandito, coccolato, vezzeggiato: perlomeno finché non diventa un rompicoglioni così importante, in termini economici, da far sì che il coccolarlo e vezzeggiarlo diventi meno conveniente che il trattarlo male usando le maniere forti.
In conclusione: la nostra società è diventata così complessa che ciascuno di noi ha qualche piccola cartuccia da utilizzare per il proprio tornaconto, o semplicemente per la difesa dei propri interessi: basta conoscere i meccanismi.

Cartasì reloaded

(segue da qui)
Spettabile
Servizio clienti Cartasì
fax 02/xxxxxxxx

e p.c.
Onorevole Autorità Garante per
la protezione dei dati personali
fax 06.yyyyyyyy

Egregi signori,
lo scorso 27 maggio, a seguito della ricezione notturna di vostri messaggi pubblicitari indesiderati vi ho inviato a mezzo telefax la lettera che per comodità vostra e per conoscenza dell' Autorità Garante per la protezione dei dati personali, che ora sono costretto a interessare al tema, qui allego.
Per sovrappiù nella stessa data avevo contattato telefonicamente il vostro servizio clienti, presso il quale un operatore cortese e all'apparenza efficiente mi aveva detto che sul Vostro sistema informativo risultava una mia autorizzazione all'invio di messaggi di tal fatta (autorizzazione che io recisamente nego di aver mai fornito) e che avrebbe provveduto seduta stante a revocarla.
Potete bene immaginare il mio stupore quando nella serata del 1° giugno, assorto nelle mie riflessioni sui parallelismi e aporie della prova ontologica di Sant'Anselmo d'Aosta e dei Prolegomeni ad ogni metafisica futura che vorrà presentarsi come scienza, sono stato nuovamente distratto e turbato da un nuovo messaggio con il quale voi promuovevate una nuova e non meno insulsa promozione, sempre con grande sciupìo di dozzinali punti esclamativi.
Capite bene che con questo siamo passati dal campo della mera distrazione a quello della conclamata fesseria. Ragioniamo: quanti saranno i vostri clienti che, indignati per la vostra precedente campagna, si saranno presi la briga di scrivere una lettera ampollosa per intimarvi di non permettervi di disturbarli più, minacciandovi espressamente di notificare il Garante qualora ciò fosse nuovamente accaduto? Vogliamo dire 10? o anche 20? o addirittura 50? Be', fossi stato in voi, avrei posto la più scrupolosa attenzione per far sì che costoro, dimostratisi particolarmente attenti alla tutela della propria sfera privata, (o, secondo una lectio facilior, semplicemente più litigiosi) non potessero mai ricevere in futuro alcun tipo di ulteriore nocumento alla propria quiete.
Anche perché, signori miei, anche solo l'ipotizzare che un'organizzazione come la vostra, che detiene i dati personali di milioni di cittadini e utenti, possa rispettare men che scrupolosamente le normative sulla protezione dei medesimi, è come immaginare che l'Esselunga possa vendere carote senza battere i relativi scontrini: sono cose che non si fanno, mai e poi mai, perché le conseguenze possono essere molto ma molto gravi, e certo non commisurate al minimo vantaggio ricevutone.
Pertanto, questa volta vi avverto chiamando a testimone l'Autorità Garante per la protezione dei dati personali: smettetela di inviarmi le vostre promozioni. Non le voglio, non mi interessano se non come spunto di riflessione sull'inanità dell'umana natura. Mi intristisce il pensiero che vi siano persone, le quali in altri tempi si sarebbero stentatamente guadagnate un sudato pane con il duro lavoro dei campi, che possano ora condurre vite decorose o financo agiate semplicemente affastellando l'un l'altra parole e segni d'interpunzione tratti casualmente da uno scadente vocabolario della nostra bella e ricca lingua.
Non permettetevi di farlo, mai più.
Sperando di essere stato più chiaro e comunque più incisivo della volta precedente, vi invio i miei saluti.

martedì 26 maggio 2009

Cartasì (sono un po' alterato)

Egregi signori,
il mio riposo è stato turbato tra lunedì e martedì scorso, nel corso del primo e più saporito sonno, da due messaggi pubblicitari da voi inviatimi via SMS e giunti sul mio terminale telefonico nel cuor della notte.
Tali messaggi non sono stati da me richiesti; non vi ho mai autorizzato a inviarmeli; il loro contenuto è insulso, l'italiano nel quale sono scritti vacilla dal punto di vista sintattico e l'aggettivazione è squallidamente povera, lasciando trasparire sotto un velo di spensierata e ammiccante giocosità la triste sostanza della pesca di beneficienza patronale; il che ha esacerbato il mio malanimo.
Sono estremamente contrariato, e mi chiedo sulla base di quale bizzarro e impudente ragionamento il fatto che io utilizzi -pagandone un congruo corrispettivo- i vostri servizi possa anche solo lontanamente farvi ritenere di avere il permesso di disturbarmi.
Dal momento che sono una persona mite, per questa volta ritengo che la spiacevole vicenda sia frutto di mero disguido, e non procederò oltre.

Vi diffido tuttavia formalmente dall'utilizzare il mio terminale telefonico per spedirmi in futuro un qualsiasi tipo di messaggio pubblicitario di qualunque tipo. Quand'anche intendeste regalarmi dei danari, speditemeli, ma non comunicatelo con un messaggio; e se il messaggio fosse condizione per riceverli, sappiate fin d'ora che il mio riposo val più di qualunque allettante offerta voi possiate farmi.
Spero che abbiate bene inteso quanto intendo comunicarvi: per mero scrupolo vi notifico formalmente che se per avventura in un lontano passato avessi dovuto concedervi una qualsiasi autorizzazione all'utilizzo del mio numero telefonico per l'invio di promozioni o pubblicità, il che escludo, essendo mio fermo principio il negare sempre e comunque tale consenso, la medesima viene qui revocata a tutti gli effetti, e Vi invito a tener presente che in caso di reiterazione di tale comportamento prenderò in esame la prospettiva di rivolgermi all'Autorità Garante per la Protezione dei dati personali, salva la ripetizione dei danni.
Distinti saluti

aggiornamento qui

 

legalese
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