mercoledì 3 giugno 2009

Cartasì reloaded

(segue da qui)
Spettabile
Servizio clienti Cartasì
fax 02/xxxxxxxx

e p.c.
Onorevole Autorità Garante per
la protezione dei dati personali
fax 06.yyyyyyyy

Egregi signori,
lo scorso 27 maggio, a seguito della ricezione notturna di vostri messaggi pubblicitari indesiderati vi ho inviato a mezzo telefax la lettera che per comodità vostra e per conoscenza dell' Autorità Garante per la protezione dei dati personali, che ora sono costretto a interessare al tema, qui allego.
Per sovrappiù nella stessa data avevo contattato telefonicamente il vostro servizio clienti, presso il quale un operatore cortese e all'apparenza efficiente mi aveva detto che sul Vostro sistema informativo risultava una mia autorizzazione all'invio di messaggi di tal fatta (autorizzazione che io recisamente nego di aver mai fornito) e che avrebbe provveduto seduta stante a revocarla.
Potete bene immaginare il mio stupore quando nella serata del 1° giugno, assorto nelle mie riflessioni sui parallelismi e aporie della prova ontologica di Sant'Anselmo d'Aosta e dei Prolegomeni ad ogni metafisica futura che vorrà presentarsi come scienza, sono stato nuovamente distratto e turbato da un nuovo messaggio con il quale voi promuovevate una nuova e non meno insulsa promozione, sempre con grande sciupìo di dozzinali punti esclamativi.
Capite bene che con questo siamo passati dal campo della mera distrazione a quello della conclamata fesseria. Ragioniamo: quanti saranno i vostri clienti che, indignati per la vostra precedente campagna, si saranno presi la briga di scrivere una lettera ampollosa per intimarvi di non permettervi di disturbarli più, minacciandovi espressamente di notificare il Garante qualora ciò fosse nuovamente accaduto? Vogliamo dire 10? o anche 20? o addirittura 50? Be', fossi stato in voi, avrei posto la più scrupolosa attenzione per far sì che costoro, dimostratisi particolarmente attenti alla tutela della propria sfera privata, (o, secondo una lectio facilior, semplicemente più litigiosi) non potessero mai ricevere in futuro alcun tipo di ulteriore nocumento alla propria quiete.
Anche perché, signori miei, anche solo l'ipotizzare che un'organizzazione come la vostra, che detiene i dati personali di milioni di cittadini e utenti, possa rispettare men che scrupolosamente le normative sulla protezione dei medesimi, è come immaginare che l'Esselunga possa vendere carote senza battere i relativi scontrini: sono cose che non si fanno, mai e poi mai, perché le conseguenze possono essere molto ma molto gravi, e certo non commisurate al minimo vantaggio ricevutone.
Pertanto, questa volta vi avverto chiamando a testimone l'Autorità Garante per la protezione dei dati personali: smettetela di inviarmi le vostre promozioni. Non le voglio, non mi interessano se non come spunto di riflessione sull'inanità dell'umana natura. Mi intristisce il pensiero che vi siano persone, le quali in altri tempi si sarebbero stentatamente guadagnate un sudato pane con il duro lavoro dei campi, che possano ora condurre vite decorose o financo agiate semplicemente affastellando l'un l'altra parole e segni d'interpunzione tratti casualmente da uno scadente vocabolario della nostra bella e ricca lingua.
Non permettetevi di farlo, mai più.
Sperando di essere stato più chiaro e comunque più incisivo della volta precedente, vi invio i miei saluti.

6 commenti:

ilcomiziante ha detto...

Puoi risparmiarti il fax. So con certezza che al Garante della Privacy leggono le mail, che sono molto più economiche. (Ma metti sempre un recapito telefonico nella firma.)

Per il resto, nonostante siano molto belle e gradevoli le tue lettere ampollose, non credo siano apprezzate a Cartasì. Penso che una maggiore sintesi sia più efficace con i servizi clienti.

.mau. ha detto...

nemmeno io credo che a CartaSì ci sia qualcuno che abbia voglia di leggersi tutti quei pipponi, e soprattutto che riesca a evincere che NON DEVONO PIÙ INVIARE TALI COMUNICAZIONI. Io inizierei così.

scorfano ha detto...

E invece non è impossibile che rimangano affascinati dalla citazione di sant'Anselmo d'Aosta, dico io. Che non sappiamo chi è finito a lavorare per Cartasì: magari un laureato in filosofia, che non sapeva cosa farsene delle sue competenze metafisiche.

mfisk ha detto...

@comiziante e @.mau.: sì, ma volete mettere il divertimento?

lapiccolacuoca ha detto...

@a tutti: lui si diverte facendo i pipponi. per favore rispetto. quoto scorfano: che ne sapete a chi arriva. magari arriva proprio a un laureato in filosofia. vuoi mettere il brivido di eccitazione e di commozione di questo qua? (poi ti chiama e inizia a far conversazione mandadoti in merda, che secondo me hai fatto lo sborone. come al solito)

mfisk ha detto...

@giovanna: si potrebbe anche affermare che mi diverto con poco ;-)))

 

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