mercoledì 10 giugno 2009

Nomen Omen

Giusto per chiosare quanto detto nei post precedenti, vi prego di notare che la vendita di Chrysler a Fiat, al cui perfezionamento ormai non è frapposto alcun ostacolo, si è potuta concludere in circa quaranta giorni dalla presentazione della domanda di protezione ex Chapter 11 di Chrysler.
Sappiamo bene che si tratta di un termine nel quale di solito non si acquista neppure un box per l'auto: vero che Fiat aveva già studiato tutto, ma i creditori dissenzienti hanno ritenuto -non senza qualche ragione- che i tempi imposti alla procedura dal Giudice fossero talmente rapidi da far venir meno qualunque diritto alla difesa e al "giusto processo".
Il Giudice peraltro ha statuito che tale rapidità era essenziale in quanto altrimenti tutto sarebbe andato a catafascio, e quindi condurre la procedura ad una velocità prossima a quella della luce era nell'interesse dei creditori: anche di quelli dissenzienti.
Il fatto che il Giudice in questione si chiami Gonzales certo ha dato una mano ;-)

Una notarella anche sui fondi pensione dell'Indiana: non immaginatevi che le vecchine vedove dei poliziotti di Indianapolis o Evansville debbano perdere i risparmi di una vita: le obbligazioni di Chrysler detenute dai fondi pensione non sono state comprate a 100 o a 98* quando sono state emesse, come si comprerebbero titoli di Stato, no: i fondi le hanno comprate nello scorso luglio, quando ormai Chrysler era già in crisi antracite, al prezzo di 43, cioè meno della metà del valore nominale: un'operazione squisitamente speculativa, insomma. All'esito dell'accordo con Fiat le obbligazioni saranno pagate al prezzo di 29, e quindi la perdita per i fondi non sarà neppure enorme.
Come commentava Baseline Scenario: la differenza tra il comportamento dei fondi e la "speculazione" è che "speculazione" è qualcosa che fanno i cattivi; mentre quando la stessa cosa la fanno i fondi pensione, si chiama "investimento".


* a differenza che per le azioni, per le obbligazioni il prezzo è sempre espresso come rapporto tra il valore nominale di 100 e valore effettivo.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Posso chiedere dei chiarimenti, sperando di non divagare troppo dal tema di discussione?
Ho 23 anni, studio ingegneria e sto cercando di capire qualcosa di più di economia.
Ho trovato molto interessante la serie di articoli sulla bancarotta, ma alcune cose non mi sono chiare.
Quando si dice che in cambio di pagamenti l'azienda offre ai creditori azioni o obbligazioni, cosa significa esattamente? Nel caso delle azioni si va ad aumentare il capitale sociale a fronte dell'emissione di nuove azioni, giusto? Nel caso di obbligazioni in un certo senso si rimanda il pagamento, è corretto?
Nel caso di Chrysler cosa sta succedendo? Si vendono gli asset migliori a Fiat, si liquida il resto e si fa fallire la vecchia Chrysler lasciando debiti non saldati e ripartendo con una nuova Chrysler alleata Fiat senza più debiti che mantiener però gli asset buoni citati prima? In sostanza si paga il pagabile con le cose che si possono vendere, si tiene il buono e si cancellano in buona parte i vecchi debiti? Per lo più, se ho capito bene, i debiti verranno sanati facendo confluire i vecchi azionisti e debitori nella nuova società, con la possibilità di restituire il dovuto non si sa quando e se.
In tal caso il passaggio per gli azionisti della vecchia Chrysler come avviene?
E GM? Lo stesso? I creditori vanno a finire fra gli azionisti o fra i creditori tramite obbligazioni? Se l'azienda si riprende dalla crisi i debiti verranno saldati completamente o in parte? Se ho capito bene se si ricevono obbligazioni e l'azienda si riprende il debito verrà ripagato completamente, se invece si ricevono azioni il rimborso sarà legato all'andamento delle azioni e potrà essere minore o maggiore del dovuto.
Grazie mille e complimenti per gli articoli.

Vittorio

mfisk ha detto...

Vediamo di rispondere un pezzo alla volta.
La conversione di crediti in azioni comporta l'emissione di nuove azioni che si aggiungono -o sostituiscono- le precedenti, il cui valore è stato drasticamente ridotto o azzerato.
La conversione in obbligazioni significa che la società pagherà il debito a una certa scadenza; ma dato che le obbligazioni possono essere strutturate e quindi avere le più strane e bizzarre clausole, si può andare dal semplice "rimandare a domani il pagamento" fino a strumenti che -dal punto di vista strettamente economico- sono praticamente indistinguibili dalle azioni, in quanto il loro pagamento può essere condizionato all'esistenza di utili.

mfisk ha detto...

Nel caso di Crysler, adesso che la parte buona è stata venduta, i creditori per la differenza tra quanto riceveranno e il loro credito dovranno rivalersi sulla vecchia Chrysler, ammesso che ci sia dentro qualcosa di valore.
Se ormai fosse rimasta una mera scatola vuota, il Chapter 11 verrà convertito il Chapter 7, non essendo possibile fare un piano di pagamenti di alcun tipo.

Vecchi azionisti e creditori non dovrebbero entrare nel capitale della nuova Chrysler, dove saranno presenti solo Fiat, il Tesoro USA e canadese, e UAW (i lavoratori).
Si tratta però di un tema che non ho approfondito in dettaglio e quindi non prendere questa parte per oro colato.

 

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