lunedì 6 luglio 2009

Sì, viaggiare

Dopodomani devo andare nel bresciano, e visto che a) non so dove parcheggiare la macchina; b) prevedo di bere più di due bicchieri di vino; c) non ho voglia di guidare; d) prevedo la necessità di una pennichella aggiuntiva ed e) il treno è più sano, ecologico, sicuro e culturalmente valido, andrò in treno.

Vado sul sito di Trenitalia e comincio la farraginosa procedura di acquisto. In effetti io debbo recarmi in un paese fuori Brescia, e il sito -docile- mi fornisce il tragitto con i due treni che dovrò prendere, da Milano a Brescia e da Brescia a Iseo, e i relativi orari.
Fiducioso, clicco sul pulsante "acquista" e mi si apre una finestra che dice "non puoi acquistare questo biglietto". E sto lì, a chiedermi se non lo posso fare perché Trenitalia sa già che il mio conto corrente è profondamente rosso, o non gli piacciono i miei precedenti penali, o magari perché il treno in questione non esiste (ma allora perché farmelo vedere?), e mille altre congetture.
Approfondisco, chiedo ulteriori informazioni, clicco, e alla fine scopro che il secondo treno che devo prendere è di un'altra compagnia, e nei treni non è come con le autostrade, che uno può entrare a Torino e uscire a Trieste, percorrendo tre autostrade diverse e pagando un solo pedaggio, poi saranno le compagnie che gestiscono le tratte a mettersi d'accordo, no: con i treni ciascuno vende il suo pezzo, al suo prezzo.
Mi limito pertanto a fare il biglietto per Brescia: prenoto, clicco, ed ecco che debbo scegliere la tariffa. Una volta andavi alla stazione, chiedevi il biglietto e ti davano un rettangolino di cartone spesso, uguale per tutti. Mio nonno, che era pensionato dello Stato essendo stato Maresciallo Maggiore dell'Arma, aveva diritto ad una tariffa preferenziale, e con fierezza esibiva la sua tessera di riduzione: ma era un'eccezione.
Anche recentemente, dopo che hanno aperto la biglietteria sul web, c'era la tariffa intera e le altre; e se uno voleva andare sul liscio sceglieva quella intera.
Ora le prime due opzioni che mi si presentano sono: "BASE" e "FLESSIBILE".
Istintivamente sarei per il concetto di "BASE", ma come sempre, quando qualcosa non è immediatamente chiaro, sento puzza di fregatura: e vado a leggermi le istruzioni.
Queste sono quelle per la "BASE" e queste per la "FLESSIBILE"; sono letture interessanti, specie dopo un'abbondante libagione.
Ditemi un po' voi se riuscite a leggerle entrambe senza farvi venire mal di testa e il desiderio di mandare a cagare le ferrovie, i controllori e persino gli amici che non abitano in località raggiungibili in bicicletta!
Alla fine capisco che con la BASE se voglio prendere un treno diverso pago, proporzionalmente, uno sproposito in più, mentre con la FLESSIBILE mi sentirò un satrapo che potrà andare in stazione quando vuole.  La cosa dev'essere molto più complicata di così, e immagino che fiorirà una "trasmissione di servizio" settimanale della Rai dedicata solo a coloro che si sono fatti truffare dalle clausole rococò di Trenitalia: ma quando ha iniziato ad andarmi insieme la vista mi sono detto soddisfatto, dato che amo il rischio.
Lascio un suggerimento a Duchesne, l'autore di "Studio Illegale": la prossima volta, al posto della black ball clause, potresti citare le tariffe ferroviarie e il romanzo ne guadagnerà in surrealismo.

Mi rimane ora da comperare la tratta da Brescia a Iseo: che è gestita dalle Ferrovie Nord. Ovviamente non c'è una biglietteria online, ma dato che davanti alla stazione delle Nord transito ogni giorno in bici, sembra ovvio che possa fermarmi qualche secondo ed acquistare l'agognato titolo di viaggio, in modo da non doverlo fare a Brescia nel breve tempo della coincidenza.
Dal sito, tuttavia, sembrerebbe che a Milano vendano solo i biglietti della tratta di Milano, e a Brescia quelli della tratta di Brescia: e ciò malgrado il sistema informativo che li gestisce è ragionevole supporre sia unico. Io comunque stasera ci proverò, a passare, e sarò guardato come un marziano.

12 commenti:

scorfano ha detto...

Ti dico io come andrà a finire. A Brescia arriverai con un ritardo sufficiente a farti perdere la coincidenza; anche perché non ti avranno fatto il biglietto a Milano e quindi dovrai perdere 10 minuti per comprarlo in loco. Perso quel treno, farai saltare tutti i calcoli che i tuoi amici avevano fatto per farti passare la giornata. Dunque, accetta un consiglio, una volta tanto: convinci i tuoi amici a venirti a prendere a Brescia, che è meglio anche per te.

mfisk ha detto...

Andrà a finire, invece, che farò il biglietto a Milano approfittando di un bug della routine del software che dovrebbe impedire l'emissione di biglietti altrimenti emettibili, e tranquillizzerò gli amici, dissipando le loro ansie. Dopodiché prenderò il treno da Milano dopo una notte di sesso sfrenato, mi ci addormenterò sopra come un ciocco e mi sveglierò a Verona, accorgendomi che nel frattempo mi avranno anche rubato portafogli e cellulare.
A quel punto potrò finalmente iniziare una seconda vita come clochard, dopo aver fatto una rapida colletta per acquistare un cartone di Tavernello.

Ipazia Sognatrice ha detto...

Non è una buona cosa, fare il clochard a Verona: altrimenti, la colletta ti serve per pagare la multa.
Ferrovie del Nord? Ma sono i treni della Padania? O li avete solo voi lumbard?

mfisk ha detto...

Le Ferrovie Nord Milano sono un'antichissima società ferrovieria, nota in tutto il lombardo-veneto (o solo nel lombardo?) per la vetustà del materiale rotabile e l'elevata densità di pendolari a bordo che si riesce a raggiungere in determinate tratte.
Sembra che Baade e Zwicky abbiano avuto la prima intuizione sull'esistenza delle stelle di neutroni all'esito di un viaggio Milano-Asso, nel 1933.

Anonimo ha detto...

eheheh, pensa che nel capitolo della trasfera a Treviso c'era proprio tutta una parte sulle Ferrovie dello Stato (sito e treni). poi alla fine l'ho tagliata, volevo mettertela qui nei commenti ma non riesco a ritrovarla.

duchesne

mfisk ha detto...

Sforzati a trovarla, mannaggia! Altrimenti rivelo cos'è la black ball ;-)))
(ma hai idea di quanti contatti arrivano con questa stringa di ricerca sulla recensione che ti avevo fatto?!?)

Anonimo ha detto...

credo di essere arrivato anch'io sul tuo blog, con la stessa stringa, quando mi son chiesto se qualcuno aveva fatto caso al gioco del mcguffin, dopo che un praticante mi scrisse per chiedermi cosa fosse visto che nemmeno il suo capo sembrava saperlo...

duchesne

mfisk ha detto...

Non credevo che l'avessi letta. Confido che non te la sarai presa troppo per la seconda parte; ma poi ho letto che hai abbandonato il dorato mondo delle pizze in cartone e coche in lattina.
Volevo fare qualche post su qualche clausola assurda, tipo la earn out clause, poi me ne sono dimenticato. Magari uno di questi giorni...

Ipazia Sognatrice ha detto...

'per la vetustà del materiale rotabile e l'elevata densità di pendolari a bordo che si riesce a raggiungere in determinate tratte'

e che differenza c'è con Trenitalia, scusa? :-)
A parte ciò, mai sentita, la 'ferrovia del nord', però ha un nome molto romantico... da romanzo ambientato nell'India coloniale...

mfisk ha detto...

Cara Ipazia,
"vetustà" e "densità" sono parole che a te, utente di Trenitalia e delle SNCF, sembrano evocative ma, credimi, la tua esperienza di vita non ti consente di apprezzarne appieno il significato.
E così per i pendolari delle Nord, ormai mitridatizzati e incapaci di cogliere la più profonda essenza del mezzo in cui sono costretti a farsi trasportare: e non s'indignano neppur più.
L'occasionalità della mia frequentazione sulle Ferrovie Nord, in anni passati spesso prese solo per spirito di avventura, con Nichita, nelle domeniche d'inverno, mi consente di parlarne con distaccata obiettività.

Anonimo ha detto...

no che non me la sono presa, tutt'altro, mi ha divertito. anche perchè la cosa che fa ridere è che quando ci si trova a scrivere frasi come "the consent will not be UNREASONABLY withheld", non ci si crede mai fino in fondo.

duchesne

mfisk ha detto...

Naturalmente il ragionevolmente si riferiva proprio a quella frase: quando la leggo mi chiedo sempre se chi l'ha scritta ci fosse o ci facesse.
Pensavo, tuttavia, di essere andato un po' pesante (con la categoria, non con te) citando la fidanzata che si consola con qualcun altro; e pure la scarsa dimestichezza con la sintassi.

 

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