lunedì 10 maggio 2010

Si aprì la porta e non entrò nessuno: era Cariglia


E la cosa più curiosa di tutte è che la catarsi coinvolge anche il capo che, finalmente, si decide a lasciare il posto. Non importa quanti svarioni o quante marachelle abbia commesso: con le dimissioni, magari seguite da un ritiro in campagna o su un'isoletta lontana dalle rotte più battute, il dimissionario riesce a costruirsi una nuova credibilità.
Tempo addietro avevo scritto queste parole, confidando che WV si togliesse dai coglioni, con le sue frasette vuote di senso e il suo occhio da bovino lesso.
Dopo poco più di un mese in effetti l'innobinabile si dimise, e tutti speravamo che se ne sarebbe andato in Africa a schiacciare zanzare: perché i danni che aveva fatto nei non moltissimi mesi di leaderaggio della sinistra necessitavano di altrettanti lustri di penitenza per poter essere non dico perdonati, ma perlomeno sfumare nella memoria.
Non è durata, ahinoi, e l'unico politico che è riuscito del difficile compito di farci rivalutare la figura del recentemente scomparso Antonio Cariglia (che al confronto di WV aveva la statura morale e ideologica del Colosso di Rodi) si è ripresentato ora sulla scena politica, partecipando al congresso di un gruppuscolo dissidente che gli fa capo (lui, che aveva detto peste e corna di chi gli remava contro, quando i dissidenti erano coloro che non la vedevano come lui).
Intervento in grandissimo spolvero, quello di Cortona: «serve che il Pd mantenga la sua identità»; «in una società come la nostra è sbagliato pensare ad un partito pesante»; «sbagliamo se ci arrocchiamo, la sfida è aprirsi»; «Obama non ha detto 'devo cercare di allearmi con qualcuno'» (ma sciacquati la bocca, grandissimo pezzo d'idiota: non hai capito che quello manco sa chi cazzo sei? Tu, cretino che hai avuto il coraggio di rivendicare l'elezione di Obama come una vittoria del tuo partito?); «il coraggio del lungo respiro»; «accendere la fiducia»; «La sfida è aprirci, cercare le forme e il linguaggio dell'apertura».
Insomma: quella gran messe di espressioni, che sono l'unica vera specialità del Povero Orfanello, e che hanno l'unico significato di dire al pubblico: «guardate come sono bravo».
Espressioni talmente vuote di contenuti che possono essere agevolmente riempite dei desideri di ciascuno: come le macchie di Rorschach, nelle quali ognuno vede il riflesso dei propri pensieri.

13 commenti:

alesiro ha detto...

Il fatto che nella disgraziata leadership di Veltroni il PD sia stato ai massimi storici è un fatto irrilevante, vero?

m.fisk ha detto...

A momenti mi strozzo, e ho spruzzato il caffè su tutto lo schermo e la tastiera. Mi toccherà pulilre tutto, accidenti.

alesiro ha detto...

La capacità di fare battute divertenti spesso può sostituire la necessità di rispondere alle domande. Non questa volta. Il fatto che nella disgraziata leadership di Veltroni il PD sia stato ai massimi storici è un fatto irrilevante?

m.fisk ha detto...

Forse non ci siamo capiti: siamo su piani completamente diversi. Il risultato elettorale percentuale non è il corretto misuratore dell'efficacia di un'azione politica né della presenza o assenza di contenuti. Salvo che uno sia così cretino da 9inventarsi un partito di minoranza che propugna il maggioritario puro: e se sei così pirla, allora il tuo problema non è quello di avere il 33% o il 26% dei voti, e neppure un ipotetico 49%. Se sei cosi strutturalmente idiota da basare l'intera tua strategia sul maggioritario puro, allora devi prendere un voto in più del tuo avversario.
E se non ci riesci, non recrimini.

alesiro ha detto...

Nessuno avrebbe potuto vincere le elezioni nel 2008. E ripetere la coalizione del 2006 era folle.
Anche vincere per non governare non è un'ideona.
In tutti i paesi normali non si cambia il segretario del partito dopo un risultato come quello del 2008, ma si lavora 5 anni per costruire l'alternativa.
Allo stesso modo sarebbe folle cambiare Bersani oggi. Se si vuole vincere bisogna provare a dire cose chiare per qualche anno di fila, senza cambiare leader ogni mese.

Anonimo ha detto...

dopo il lingotto mi domandai "ma perchè Lui, qual'è la qualità che lo contraddistingue da altri del Suo partito e che a me paiono più capaci?"
La risposta che mi giunse da più parti, quasi fosse una sola voce, fu:
"Ha più carisma"
Io ancora non ho capito il significato di questa parola

Lorenzo ha detto...

nella disgraziata leadership (sic!) di WV il piddì è stato ai massimi storici perché dall'altra parte il nanetto di Arcore ce la metteva tutta, con tutte le sue porcate, per far fare bella figura a chiunque gli si opponesse; nonostante tutto ciò Uòlter è riuscito a fare dichiarazioni idiote che hanno spaccato la sinistra, frammentandola in diecimila gruppettini che hanno portato ad una catastrofe senza eguali che continua ancora adesso con il rosario di Franceschini, Bersani, Penati....

peppe ha detto...

Mi accorgo solo ora di questo post e dichiaro la mia totale adesione alle parole ed alle intenzioni (per quello che vale, of course)

alesiro ha detto...

Trovo incredibili come possiate credere che dopo mesi di ministri che manifestavano contro il loro Governo, dopo che il ministro della giustizia è stato coinvolto in uno scandalo, dopo le figuracce di Padoa Schioppa, si potesse fare di meglio.

Il divertimento a sinistra è cambiare leader, Veltroni ieri, Bersani oggi. E Berlusconi ringrazia.

Lorenzo ha detto...

Ale: il divertimento a sinistra (nelle alte sfere, ovviamente) è quello di guardarsi l'ombelico, litigare su chi sia il più bello, non dire un cazzo che anche solo lontanamente assomigli a quello che dovrebbe essere un discorso di sinistra e - soprattutto - fare a gara a chi lecca più il culo a Berlusconi cercando di volta in volta il dialogo, salvandogli il culo quando è nei guai e facendo dichiarazioni assurde sul modello di Violante
dopodiché l'elettorato, che dai e dai si stanca di farsi prendere per il naso, caso strano non li vota più...
ad ogni manifestazione, ad ogni comizio, ad ogni tavola rotonda la base chiedeva UNITA' e Uòlter cosa va a dire? "siamo er mejo fico der bigoncio, o fate quello che diciamo noi o ve ne andate a cagare", così le sinistre non si sono unite, è completamente sparita la sinistra estrema (per quanto possa valere questo termine) e il piddì ha preso una tuonata sulle orecchie storica, tanto è vero che Veltroni ha pensato bene di togliere il disturbo, salvo poi tornare in questi giorni a pontificare manco fosse il Messia...

alesiro ha detto...

Il PD prese il 34%. Mai in Italia un partito riformista aveva preso tanto. Veltroni se ne andò perché era diventato il bersaglio di ogni critica e perché gli altri nel partito facevano a gara ad attaccarlo.

Negli stessi mesi i conservatori inglesi avevano percentuali più basse, ma invece di sostituire Cameron continuavano sulla stessa linea. Oggi loro governano. Noi siamo scesi di 8 punti. Quasi di un quarto dei voti.

Adesso abbiamo Bersani. Possiamo tenerlo e lavorare per crescere o cambiare anche lui e perdere un altro 8% nel frattempo.

Lorenzo ha detto...

certo che il PD prese il 34%, ma in un momento in cui avrebbe dovuto prendere il governo!
ora si perdono punti ad ogni tornata elettorale, fossero anche le riunioni di condominio e tutto questo perché? non perché cambiano "leader" con la stessa frequenza con cui uno si cambia le mutande, ma perché mettono degli IDIOTI uno dopo l'altro: senza idee, senza spina dorsale, totalmente incapaci di ogni azione se non balbettare di "accordi", "politiche condivise", "convergenze al centro"....
per citare Moretti (che pure non mi sta particolarmente simpatico):
"con questa gente non vinceremo MAI"

alesiro ha detto...

Nessuno avrebbe vinto quell'elezione quell'anno

 

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