martedì 18 novembre 2008

Esercizi di divinazione

Walter Veltroni è candidamente ingenuo: uno che crede che alla fine arrivino sempre i buoni, che di Pietro sia un alleato leale e che con Berlusconi si possa dialogare.
Mentre i buoni arrivano solo nei film, di Pietro è troppo piccolo per potersi permettere la lealtà e degli imbonitori si fidano solo gli allocchi alle fiere di paese.

La vicenda del Presidente della Commissione di Vigilanza va molto al di là dell'esibizione muscolare e anche del controllo sul sistema radiotelevisivo (sistema di importanza fondamentale, ma sul quale il presidente incide men che una singola famiglia Auditel).
Oggi si riunirà la corte marziale il direttivo dei senatori PD per decidere che fare con Villari. La mia previsione è che tutto finirà con un rabbuffetto formale, senza alcuna conseguenza sostanziale.
Non è credibile che non venga preso alcun provvedimento, dato che Veltroni e non solo lui si sono troppo esposti per fare macchina indietro a tutta forza e fermare la nave che va a schiantarsi; ma non è neppure credibile che venga pronunciata una sanzione grave o addirittura l'espulsione, che darebbe il via a una reazione a catena non gestibile da un gruppo dirigente la cui debolezza è pari solo all'arroganza dei toni.

Il fatto è che Veltroni è caduto in un bel trappolone: e il trappolone glielo ha teso non Di Pietro, vittima anche lui della sua sincerità contadina, bensì l'avversario di sempre, quello che ha fondato la televisione alternativa; quello che ha mandato avanti il capo rimanendo sempre un passo indietro perché i nemici impallinassero l'altro (il capo) e risparmiassero lui (il baffo).
Quello che ha ispirato il fido scagnozzo a mettere in bocca a Bocchino (nomina sunt consequentia rerum) il minuetto di Pecorella alla Consulta. D'Alema, insomma.

La cosa veramente tragica è trovarsi oggi a considerare quanto siamo stati fortunati a che Berlusconi abbia vinto le elezioni. Pensate un attimo a cosa sarebbe successo se ci fossimo ritrovati per Presidente del Consiglio uno così ingenuo da farselo mettere in quel posto dal compagno di partito; e con la sabbia.
Cosa avrebbe fatto in piena crisi economica l'uomo che è riuscito a indire una manifestazione a distanza di quattro mesi con la scusa di raccogliere le firme per la petizione, e poi non ha nemmeno detto quante firme alla fine sia riuscito a raccogliere?

Berlusconi e il berlusconismo sono un male per questo paese; ma comincio a credere che tutto sommato siano stati il male minore, vista l'alternativa.

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