mercoledì 12 novembre 2008

Vigilanza disarmata

questo post è iniziato calmo, poi mi sono scaldato nello scrivere

Secondo Repubblica la maggioranza della Commissione di Vigilanza si prepara a votare un proprio presidente qualora la minoranza insista a proporre Leoluca Orlando quale unico candidato.
Io sono completamente d'accordo con la maggioranza.

Dal punto di vista tecnico-giuridico l'elezione di un presidente espresso dalla minoranza non è un diritto: è una prassi, un accordo tra gentiluomini, una intesa cordiale.
Che prevede che nelle commissioni cd. "di controllo" la maggioranza faccia confluire i voti su un esponente designato dalla minoranza. Ma ciò non vuol dire che gli uni abbiano un obbligo e gli altri un diritto: vuol dire che ci si deve mettere d'accordo su un soggetto designato, non imposto.

Gli esponenti del PdL, ai quali sia chiaro non va la benché minima mia simpatia, avrebbero torto marcio se (a) avessero sistematicamente rifiutato qualunque candidato designato da PD+IdV o (b) avessero respinto la candidatura di una personalità che, per chiara e indiscussa competenza nella materia radiotelevisiva, fosse evidentemente risultata essere uno dei migliori esponenti della minoranza a tale carica.

Leoluca Orlando non ha alcuna competenza di alcun tipo al riguardo: diverso sarebbe stato se si fosse trattato della Commissione Antimafia, dove la questione sarebbe stata perlomeno da discutere approfonditamente; ma alla vigilanza RAI Orlando non ha nessun titolo da far valere più di qualunque altro componente della minoranza, per cui è giusto che venga mandato a fondo, visto che non ha avuto il buon senso di ritirarsi di sua sponte. E se la minoranza (PD+IdV) insisterà malgrado tutto sul suo nome, si meriterà di affondare definitivamente in questa trista vicenda.

Ma così, si può dire, vince l'arroganza e il ricatto del PdL. No, non è assolutamente vero: e lo spiego.
Chi abbia conservato un benché minimo senso dello Stato ha ben chiaro che il Presidente di un organo parlamentare deve essere presidente di tutti. Ben diverso è un ruolo esecutivo, dove si è di parte in quanto espressione di una maggioranza. Il Parlamento è espressione di maggioranza e minoranza, e i suoi vertici devono quindi essere imparziali.
Mi ripeto: Fini deve essere imparziale. Schifani deve essere imparziale. Napolitano (che rappresenta lo Stato) DEVE essere imparziale. Berlusconi non deve essere imparziale.

Essere imparziale non vuol dire solo comportarsi in modo equilibrato nello svolgimento del proprio mandato: vuol dire anche godere della fiducia dell'una e dell'altra parte: anche quando si viene eletti.
Sbaglia la maggioranza che impone un nominativo sgradito alla minoranza, in quanto avrebbe il dovere di cercare un compromesso; ma almeno se lo può permettere. Però la minoranza che cerca di imporre un nominativo alla maggioranza adotta un comportamento semplicemente ridicolo. Fai il bullo, fai il muscolare e non hai i muscoli? Allora sei scemo.

E' il bello del maggioritario: uno schieramento da una parte, uno dall'altra. Uno ha più voti, uno ne ha di meno.
Veltroni (e Di Pietro, ovviamente) se lo sono voluto. Hanno detto che piaceva loro correr da soli? Hanno cantato le lodi del bipartitismo quando hanno perso le elezioni? Hanno portato in Parlamento molti più deputati rispetto al loro quoziente elettorale per effetto dell'espulsione della sinistra dal Parlamento?
E allora adesso vadano a quel paese, loro e i loro paladini da operetta dei pupi.

5 commenti:

.mau. ha detto...

dimentichi però un particolare.
La Commissione di Vigilanza Rai, come tutte le commissioni (questa è bicamerale ma la logica non cambia) ha un numero ben definito di partecipanti: 40 in questo caso.
Oltre a Orlando, ci sono altri 15 tra deputati e senatori di PD e IDV (più due UDC: gli altri ventidue sono PDL-Lega-MPA, come si può leggere qua.
Posso immaginare che almeno uno di quei 15 non sia così inviso alla maggioranza: visto che alla terza votazione bastano 21 voti e loro sono in 22, non ci vuole nulla a far convergere i voti su chiunque vogliano. Invece fino a ieri hanno sempre fatto mancare il numero legale, e dopo sei mesi non puoi dire "è per vedere se la minoranza cambia idea".
(poi io la tv non la guardo :-P )

mfisk ha detto...

Certo, infatti hanno fatto mancare il numero legale in quanto non accettavano il candidato proposto/imposto.
Ora il gioco che stanno facendo è chiaro: arrivano alla terza votazione, dopo la quale basta la maggioranza assoluta e non più qualificata, e votano un esponente PD. E si fa il nome di Melandri, che certo non si può chiamare fuori in quanto "non qualificata", dato che è stata ministro per i beni culturali.
Se costui o costei si dimettesse, allora non ci sarebbe più alcun problema a votarsi un candidato di maggioranza.

.mau. ha detto...

Secondo il sito del Senato, il neoeletto Villari è "Docente universitario (malattie infettive epatologia); medico (medicina interna - epatologia)". D'accordo che si dice sempre che il sistema televisivo italiano è malato, ma sarai d'accordo con me che la sua competenza non è maggiore di quella di Orlando...

mfisk ha detto...

Eh, non ci si può più fidare neanche di questi della destra: avevano un'occasione d'oro per far fare una (n-esima) figura di merda al Piddì e invece l'hanno fatta fare solo a metà.

Verrocchio ha detto...

Io dico che Di Pietro fa più male alla sinistra che a Silvio.

 

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