mercoledì 2 maggio 2012

Quando è troppo è troppo

E' vero, lo confesso, in passato anche io mi sono entusiasmato per la sostituzione di Berlusconi con Mario Monti.
La situazione era grave: lo spettro della Grecia, il vecchio avvizzito con il cervello sfatto (o sfaccimmatto, se preferite).
E poi il tam tam di Repubblica, del Corriere. Insomma, ci sono cascato come un cretino.

Rivendico -come peraltro ho fatto in passato- il diritto a cambiare idea, e dico, apertamente, che prima questo governo si leverà dai coglioni e tanto meglio sarà per tutti. Meglio Alfano che Monti, a questo punto.
Lasciamo stare l'articolo 18, lasciamo stare le prese di posizione paternalistico-ideologiche, lasciamo stare l'atteggiamento a metà tra il confessore parrocchiale e la jattanza di chi crede di aver la scienza infusa, per essere stato sempre dietro una cattedra a dare voti a studenti tremebondi, e mai a sudarsene chiedendoli agli elettori, come ha fatto, per dire, Gasparri (uno che in questi giorni mi sembra un leone del pensiero politico).
Non ho accettato che un capo del governo (figuriamoci poi una ministra) mi venisse a insegnare come devo vivere, cosa devo pensare, come devo eucare i miei figli; ma l'ho sopportato.
Non ho accettato -ma ho sopportato- che mi venissero a dire che ho fatto una cazzata a comperarmi una casa e a pagare un mutuo, quando avrei dovuto starmene in affitto e mandare mio figlio a studiare all'estero (con che cazzo di soldi, signora mia, se pago meno di mutuo rispetto a quanto mi costerebbe un affitto? Questa è matematica, signora mia).
E ho masticato amaro.

Poi è arrivata la spending review, che era già una cazzata sul nascere, per i motivi che ha illustrato Uriel sul suo blog, è che è trascesa in farsa quando Bondi è partito con l'idea di raccogliere i suggerimenti dei cittadini. "Gabibbo" lo hanno già detto altri, io mi limito a divertirmi pensando a "S/N ratio".
Del resto l'idea fa il pari con la nomina di Amato a revisore del finanziamento ai partiti: roba che neppure il Male avrebbe osato mettere in copertina.

Adesso però mi hanno stracciato le palle, definitivamente e senza appello.
Una proposta di mero buon senso, quella di Alfano di compensare i crediti verso lo Stato con i debiti fiscali, è stata irrisa da Monti con parole che denotano non solo arroganza, ma anche una grande maleducazione, che mal si attaglia al suo profilino di lord inglese. L'unica cosa intelligente che avrebbe dovuto dire, il Monti, era: «avete ragione, accidenti, ma perché diavolo non l'avete fatto voi prima?» E invece no, la risposta è stata: «Vorrei iniziare con una parola di sdegno [...] né tanto meno può istigare a non pagare le tasse o istituire personali e arbitrarie compensanzioni tra crediti e debiti verso lo Stato».
Arbitrarie compensazioni? Io ti devo mille euri, tu me ne devi mille. Io posso rovinarti, bloccarti la macchina in quindici giorni, venderti la casa in tre mesi a prezzo men che simbolico, e se proprio non se la piglia nessuno me la prendo io per nulla. Tu invece non puoi far altro che aspettare che, se e quando avrò voglia, tra tre o quattro anni, ti mandi i soldini. Non puoi chiedermeli con le buone, non puoi chiedermeli con le cattive, anche se io stesso ti ho riconosciuto che ne hai diritto. Ma io so' io, e tu non sei un cazzo.
Ecco: questo è l'atteggiamento dello Stato; e una proposta tesa a riportare lo Stato un pochino più al livello del cittadino sarebbe, secondo il capo del governo, una "arbitraria compensazione"? Forse il soggiorno in Piazza Colonna gli ha montato un po' la testa.

Torni a casa, Prof. Monti, e presto! Ne va della Sua salute.

14 commenti:

.mau. ha detto...

una sola cosa, avv.
Si sa quanti sono i debiti dello Stato verso i suoi cittadini? Si ha almeno una stima? Perché io temo che tali debiti, non appena contabilizzati, farebbero schizzare verso l'alto il deficit italiano.
Poi intendiamoci: onestà avrebbe voluto che il PresConsMin queste cose le dicesse esplicitamente, invece che mostrare di essersi completamente politicizzato.

marcocampione ha detto...

la compensazione ci manderebbe sul lastrico. mi stupisco di te

CosmicMummy ha detto...

è proprio questo il problema dell'Italia: ci sono i Berlusconiani della prima ora, e quelli che si scoprono Berlusconiani adesso. Non ne posso più di sentire che Monti è peggio di Berlusconi e dei suoi compari, ma a quanto pare è la nuova moda fra quelli di sinistra. eh si, era meglio uno che non metteva le mani nelle tasche degli Italiani (come se fosse vero poi) ma ci ha portati al terzo mondo... ragazzi la crisi c'è, non possiamo far finta che non ci sia.

m.fisk ha detto...

@ .mau. - confido che i debiti dello Stato siano correttamente contabilizzati per competenza: pertanto il deficit (che è cosa diversa dal fabbisogno di cassa) non muterebbe punto.
@marco - Quello che si stupisce, anzi sbalordisce, sono io. La tua osservazione, non molto diversa da quella di hello kitty, non è isolata, avendo raccolto altre analoghe impressioni sul socialcoso. Ne farò tema di un prossimo post, con i tempi dilatati che ho oramai preso.
Mi basta al momento far notare che quanto dici fa strame dei concetti stessi di Stato di diritto e di democrazia costituzionale.
Osservo, altresì, che per non andare sul lastrico e anzi abbattere sensibilmente il deficit, sarebbe sufficiente la reintroduzione di un istituto che ha funzionato ottimamente per più di mille anni, e che è stato improvvidamente abolito dai soliti comunisti la notte del 4 agosto.

.mau. ha detto...

avv., lo sa che io coi soldi mi perdo.
Se lo Stato nel 2011 mi dovesse 1000 euro, il bilancio dello stato metterebbe quei 1000 euro nel passivo 2011. Ma poi quando io nel 2012 non gli pago 1000 euro delle mie tasse per andare in pari, il debito totale rimane costante, ma il deficit di quest'anno cambia, no?

m.fisk ha detto...

Lei mi confonde il deficit con il fabbisogno di cassa: il primo ha a che fare con l'aspetto economico, il secondo con quello finanziario.
Riprendendo il Suo esempio, nel momento in cui l'imprenditore compensa dal bilancio dello Stato sparisce sia la voce di debito che quella di credito, e quindi l'effetto a conto economico è nullo.

marcocampione ha detto...

Non ho capito la tua risposta: il mio approccio è sostanziale non "filosofico". Il mio commento non ha nulla a che vedere con quello di HK. La compensazione tout court non si può fare. si può fare una cosa diversa (poi ci arrivo)

In linea teorica mi piacerebbe come soluzione (la mia azienda potrebbe permettersi di non pagare tasse per anni). Il problema è che i crediti le aziende le vandano con diverse istituzioni non sempre lo Stato. Anzi, quasi mai. Lo Stato si comporterebbe come quelle agenzie di recupero crediti ma al contrario. sarebbe un'agenzia di rimborso debiti. intento lodevole ma alquanto dispendioso. Diciamo.

Altro sarebbe utilizzare la Cassa Depositi e Prestiti come garanzia presso terzi (le banche in primis) per avere senza oneri aggiuntivi per le imprese e in deroga a Basilea quando occorre lo sconto delle fatture. Cosa che Passera dice che sta provando a fare, ma ci sono "difficoltà tecniche".

Piuttosto che comportarti come quelli che la fanno facile (e contro i quali ti sei sempre scagliato, da qui il mio stupore non da altro) sarebbe il caso di chiedere conto di queste difficoltà tecniche.

Altra cosa di buon senso da chiedere (e a costo zero) sarebbe la sospensione dell'obbligo di DURC per chi vana crediti superiori ad un certo ammontare. Però è molto pericolosa: sarebbe un abbassare la soglia, un brutto segnale di resa. Insomma è una proposta che on mi piace, ma almeno consentirebbe di evitare la beffa: tu non mi paghi, io ritardo il pagamento a INPS e INAIL, il DURC risulta irregolare, tu sei autorizzato a non pagarmi. Un circolo vizioso che porta molti o a chiudere o ad andare dagli strozzini per potersi mettere in regola.

m.fisk ha detto...

Qui il tema non è di farla facile o meno. Il tema è, più banalmente, se vuoi, di stato democratico liberale o meno (e pur io mi stupisco a scrivere cose da Ostellino).
In uno ordinamento democratico liberale, quando si tratta di diritti soggettivi lo Stato e i cittadini sono considerati sullo stesso piano; in un ordinamento autoritario no.
Quindi, o prendiamo atto che il nostro non è più uno stato di diritto, e che gli artt. 1, 42, 43 e 103 della Costituzione sono stati rivisti (il che non mi risulta), o accettiamo che nei rapporti di natura privatistica (e tali sono quelli in cui il pubblico è cliente e il privato fornitore), Stato e cittadini siano sullo stesso piano.

Thumper ha detto...

Cos'è successo la notte del 4 agosto?

Giuliana ha detto...

Vorrei sapere anche io cos'è successo il 4 agosto, soprattutto vorrei sapere di che anno...

m.fisk ha detto...

l'anno era il 1789

Thumper ha detto...

(malefico ;) )

Anonimo ha detto...

ragazzi la politica è vecchia, giurassica...
ma avete visto la classifica dei politici di Politicout????
Guardate qui: http://www.politicount.it/

m.fisk ha detto...

@anonimo - embe'?

 

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