mercoledì 3 dicembre 2008

Bonus, retroattività, fondi

Solo per una colpevole distrazione ho passato un po' di tempo a sproloquiare sull'IVA di Sky senza accorgermi che la manovrina anticrisi aveva tolto o perlomeno grandemente penalizzato le agevolazioni in tema di risparmio energetico. Fortuna che ci sono persone che sono sempre sul pezzo e che ci aiutano a vedere anche al di là della nostra frettolosità.
Intervengo ora perché leggo che Tremonti avrebbe deciso di far macchina indietro e rendere non retroattiva la disposizione in questione, salvando il portafoglio di chi aveva consapevolmente investito danari facendo conto sul ritorno di un determinato flusso di cassa.
Non voglio commentare il fatto che sia grave, e antistorico, revocare un'agevolazione che non può non avere indubbi benefici sul futuro del Paese per una questione di finanza a breve. Io sono radicalmente contrario al benaltrismo, ma questo è uno dei casi in cui si può ben dire che c'è ben altro da tagliare: nonostante la crisi.

Scopo del mio intervento è tuttavia un altro: quello di commentare l'affermazione decondo cui (il virgolettato è di Repubblica) "Per il futuro voglio ribadire un criterio: i crediti di imposta non sono e non possono essere un bancomat. Troppe volte sono stati utilizzati come bancomat"..
Qui non ci capiamo proprio. Non è che uno metta i pannelli solari per guadagnarci: non è che ne escano dei soldi. Uno paga tot e lo Stato gli restituisce una parte di quel tot.
Lo capirebbe anche un bimbo delle elementari; sicuramente lo capisce anche Tremonti, il quale però oltre che intelligente è anche molto ma molto bravo nel trovare frasi a effetto che nascondano il senso del suo pensiero.

Un'altra osservazione: non si capisce bene dall'articolo, ma sembrerebbe di capire che per il futuro il MEF intenda strutturare una specie di fondo. In poche parole: ti riconosco il beneficio fiscale, ma solo se la spesa complessiva non supera X milioni.
Questi fondi sono una colossale sciocchezza, perchè introducono nel mercato un fattore di incertezza tale che gli operatori non possono più tenere conto della loro esistenza. Mi spiego.
Può essere che il fondo venga strutturato in modo che il cittadino prima fa l'investimento e dopo fa la domanda di agevolazione, che viene accolta se ci sono ancora soldi nel fondo. Voi lo fareste l'investimento, con tale incertezza? Ecco, appunto: e quindi il fondo è come se non ci fosse.

Ma c'è di peggio: può essere che il fondo invece funzioni in modo che prima si fa la domanda e poi si fa l'investimento. In tal caso se la domanda non viene accettata siete sempre in tempo a ripensare e rimandare l'investimento al futuro; ma provate a guardarlo dal punto di vista degli operatori di mercato: come fanno a fare un piano industriale espansivo in un settore la cui espansione è bloccata per legge?
Finisce che tutto il settore si limita a vivacchiare con gli operatori che si mangiano l'uno con l'altro (e ovviamente gli stranieri, che hanno più capitale, si mangiano le aziende italiane, più indebitate).
E così l'agevolazione ha prodotto danni anziché benefici.

6 commenti:

.mau. ha detto...

anche perché mi sa che una legge con valore retroattivo potrebbe essere impugnata senza troppi problemi.

medonzo ha detto...

Buonasera Mfisk;
finanza creativa baby; mica pretenderai che la capiscano tutti?
E' complicato, ma la politica innovativa del PDL esige sacrifici...

mfisk ha detto...

@.mau.: questo è un errore di percezione molto comune tra il cittadino comune. In realtà non esiste alcun vincolo a che la legge possa avere efficacia retroattiva, salvo quello riveniente dall'art. 25 Cost. che stabilisce la non punibilità se non in forza di una legge anteriore alla commissione del reato.
Basti pensare che una legge che abroghi una norma punitiva, ha effetto retroattivo.
Poi c'è tutto un discorso di salvaguardia dei diritti acquisiti, che evidentemente è molto complesso e non può essere contenuto in un commento.

.mau. ha detto...

la legge che abroga una norma punitiva è retroattiva perché nel penale viene sempre scelta la soluzione più favorevole al reo, ma qua non siamo sul penale.
Direi più che altro che si parla di contratto implicito (quando hai fatto la domanda con una certa legge).

mfisk ha detto...

Il fatto è che -almeno per quanto ho approfondito io il tema della vicenda di questi contributi- qui entriamo nel mare magnum della suddivisione tra diritti soggettivi e interessi legittimi, che è la base del diritto amministrativo: infatti non si è detto -sempre se ho capito bene- che si sarebbero abrogate le agevolazioni, bensì si è introdotto un più gravoso metodo di verifica della loro ammissibilità.
Mi piacerebbe parlarne più a lungo, di interessi legittimi, ma non ne so praticamente nulla. Il mio esame di diritto amministrativo, che è stato l'ultimo sostenuto, me lo ricordo bene perché presi un 28 completamente inaspettato; e ora che ero tornato a posto a prendere lo zaino avevo praticamente dimenticato tutta la materia.

Anonimo ha detto...

Sono l'unico a cui è capitato che abbiano proposto di gonfiare a dismisura le spese per la coibentazione (e scontare di altrettanto quelle per il resto dei lavori) fino a farmi la coibentazione praticamente gratis?

 

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