giovedì 11 dicembre 2008

Sapore d'Europa

Il solito Krugman segnala e spiega il contenuto di un'intervista di Newsweek al ministro delle finanze tedesco, Herr Steinbrück.
Vero è che Krugman tende per sua natura al pessimismo, ma il pezzo è da leggere perché spiega, con la consueta chiarezza, quanto la posizione tedesca, contraria a una politica di incentivi pubblici, sia nefasta.
In estrema sintesi, il concetto è che ormai la politica monetaria non ha alcuno strumento per agevolare l'uscita dalla crisi, dato che i tassi di interesse sono ormai prossimi allo zero (in USA) o stanno per raggiungere lo zero (in Europa): ciò significa che l'unica leva che rimane è quella fiscale.
Ma l'integrazione delle economie europee fa sì che, in mancanza di un coordinamento tra tutti gli attori, una politica espansionista adottata da un paese andrebbe a diluirsi in buona parte (Krugman stima il 40%) verso gli altri paesi, vanificando l'effetto moltiplicatore della politica espansiva.

In effetti ci sono altre due variabili che Krugman non cita e forse, con i suoi occhi da statunitense, non riesce neppure a cogliere appieno.
La prima è la circostanza che l'unione europea assomiglia molto più a un condominio che ad una federazione di stati, e quindi nessuno andrebbe a investire una lira sapendo che qualche centesimo potrebbe andare a vantaggio del vicino (specie se il vicino in questione si chiama Germania, perché se fosse il Lussemburgo, ovviamente, se ne fregherebbero tutti). Il problema quindi non è la diluizione dell'effetto moltiplicatore, bensì la sindrome del portoghese.
La seconda è che non è del tutto vero che i tassi reali in Europa stanno tendendo allo zero, e questo per effetto della politica non più miope bensì cieca della BCE, istituzione tecnocratica se mai ne sia esistita una, che libera di non dover rispondere ad alcun potere politico delle proprie azioni continua a allargare i cordoni della borsa molto meno di quanto sarebbe necessario. E' vero che il problema sta nel manico, dato che il mandato della BCE è istituzionalmente solo quello di controllare l'inflazione, e non vi è dubbio che ci sia riuscita, dato che andiamo verso un'inflazione negativa.

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