giovedì 5 febbraio 2009

Sfogo

Non ce la faccio più. In giornate come questa, che senso ha continuare a scrivere il proprio pensiero per trenta lettori che sono già d'accordo con te? Mi chiedo in che diavolo di posto sono finito a vivere, cosa ne è degli ideali che avevo al liceo.
Non riconosco più il sistema di regole che ho studiato all'Università e del quale mi sono appassionato ritenendolo -pur tra tanti difetti- un distillato di civiltà.
Sono stufo e so di essere solo.

PS: questo post è stato interpretato come un lamento per mancanza di lettori, ma così non è (colpa mia, peraltro, che non so scrivere breve). Qui la decodifica.

10 commenti:

alesiro ha detto...

Almeno un lettore che non è (sempre) d'accordo con te lo hai. Continua anche tu a tenere accesa la fiamma, prima il buio ci schiacci.

Jacopo Cossater ha detto...

No. Anche io sono stufo. E non sono sempre d'accordo con te. Ma scrivi bene, e leggerti è sempre piacevole.
R'n'r, nonostante tutto.

arPegaso ha detto...

> cosa ne è degli ideali che avevo al liceo

No, dai, che mi viene da piangere...
Sei nel mio feedreader, fra i Grandi Nomi della Blogosfera!
(E le Lezioni italoamericane?)

Ipazia Sognatrice ha detto...

Per chi si scrive? Per se stessi, per sentirsi vivi, per mettersi alla prova. Con chi a volte è d'accordo, a volte no. A rileggerti!

armarobi ha detto...

No, siamo tanti a essere stufi. A volte dissento, molte volte sono d'accordo ma finche' dibattiamo un
barlume di civilta' resta.

lapiccolacuoca ha detto...

Si cresce e si cambia, non si tratta di mantenere alti ideali che quelli non sono mai veramente alti se si fa politica vera. E per favore la mistika del Liceo la molliamo. Sembra di stare a vedere il Grande Freddo. Si tratta di tenersi dritti benche' tutto precipiti. Si tratta di avere gli occhi aperti benche' tutto sia offuscato. La conoscenza va a braccetto con la constatazione. Che non e' la Verita' ma il saper cogliere l'essenza delle cose. Continuare a pensare liberamente diventa difficile se non hai una stampa libera e una Chiesa in casa. Quindi se hai trenta lettori o se ne hai uno solo l'importanza della quantita' e' relativa.

Anonimo ha detto...

Scrivi un po' di complimenti su Sofri, vedrai le mazzate che arrivano.
dago
PS: quanto al resto, sappi che hai la responsabilità di essere quasi l'unico modo che ho per girare al giusto certe giornate; quelle in cui mi sento come di "sfogo". Ti prprprprprprprego (diceva Roger Rabbit)

.mau. ha detto...

puoi sempre correre il rischio di trovare qualcuno che arrivi qua via un motore di ricerca :-)
Per quello che può valere il punto di vista dal mio angolino (a parte che so che tra chi mi legge c'è gente generalmente in disaccordo con me, e d'altra parte anch'io leggo blog di gente che non la pensa affatto come me) si scrive innanzitutto per sé stessi. Decidi se ti basta...

Mog ha detto...

Vabbè dai, tutti siamo stufi, e manco sempre d'accordo. Quando hai voglia di scrivere, scrivi, e quando non ti va non farlo. Anch'io come la piccola cuoca penso che la quantità di lettori abbia un'importanza relativa.

Rouge ha detto...

Io ci provo qualche volta a dire qualcosa in fase di commento fuori dal coro. Risultati deludenti. Alla fine scrivo per me stesso e cerco di fregarmene se nessuno legge.

 

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