giovedì 1 ottobre 2009

La scoperta dell'acqua calda


Chi veramente pensava che si potesse studiare su Kindle, e ora si stupisce, rientra in una delle seguenti categorie:
* quelli che non hanno capito che cos'è quell'affare;
* quelli che non hanno mai studiato.

NB: le due categorie non sono mutualmente esclusive.

4 commenti:

Verrocchio ha detto...

Infatti uno per studiare, in genere, deve almeno poter prendere appunti o sottolineare: senza contare che, se gli garba, deve pure poter malmenare il libro (la frustrazione è una brutta bestia, sfogarla diventa necessario). Quel kindle lì, come puoi sentirlo tuo? Come puoi amare quello che c'è scritto dentro?

Ipazia Sognatrice ha detto...

Infatti. Chi cavolo ha dato quella roba lì agli studenti? Quella roba è fatta se uno ha bisogno di consultare moltissimi libri, magari non fisicamente disponibili su supporto cartaceo... La tecnologia cozza spesso contro le anguste pareti della mente umana...

Giacomo Cariello ha detto...

Personalmente, vivo il problema opposto: mi sono talmente ambientato nel mondo digitale, tutto pieno di strumenti utili e personalizzabili, che il mio cervello li reclama anche nel mondo analogico.
E' una sensazione molto fastidiosa: è come quando capita di dover digitare un SMS con un vecchio telefono che non è provvisto di T9: ci si mette un po' ad abituarsi al fatto che quella funzionalità non è disponibile.

mfisk ha detto...

@Giacomo - Ti capisco, e io stesso mi rendo conto talvolta di aver perso la capacità di scrivere a amano e soprattutto di riconoscere la mia scrittura (che, invero, non è mai stata granché leggibile).
Purtuttavia, ancor oggi se debbo studiare qualcosa devo, necessariamente, stamparlo e affrontarlo su carta: non riseco in alcun modo ad affrontare lo studio di una nuova questione sullo schermo.

 

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