mercoledì 11 marzo 2009

Corri!

Il sindaco di Londra ha intenzione di diminuire il tempo del verde dei semafori pedonali per sveltire il traffico.
Arriva buon secondo, dato che a Milano già da un annetto o due, in coincidenza con un'ubiquitario rifacimento di buona parte degli impianti, il tempo del verde è stato drasticamente abbreviato.
esso dura infatti pochi secondi, per poi lasciar posto al giallo; l'idea sottostante è che il traffico pedonale dovrebbe concentrarsi tutto nel primo momendo di disponibilità della strada, per fare in modo che all'arrivo del rosso le macchine possano transitare senza dover attendere vecchiette e zuzzurelloni in lento passeggio.
La cosa potrebbe anche avere un senso, non fosse per il fatto che dimostra la subalternità di ogni logica di vivibilità della città al totem dell'automobile e della produttività ed efficienza ad ogni costo; ma anche questo sarebbe comunque molto ma molto milanese.

Il problema vero è che, dopo qualche settimana (per i più ligi, o tonti, qualche mese) il pedone medio si è accorto del trucco e quindi si è creata una corrente, non saprei dire se ancora minoritaria o ormai maggioritaria, che ormai considera il giallo come verde, e transita tranquillamente.
Forse per rispondere a tale attacco al cuore del sistema, il ciclo di taluni semafori è stato ulteriormente inasprito: in Largo Toscanini, ad esempio, il semaforo pedonale per chi viene da Corso Europa e va verso il metrò di San Babila ha un ciclo di rosso puro, vbale a dire un periodo nel quale i pedoni hanno il rosso e i veicoli ancora non hanno ricevuto il verde.

6 commenti:

.mau. ha detto...

Per amor di precisione, il giallo pedonale lungo (con verde breve) avrebbe la sua logica: uno non dovrebbe iniziare ad attraversare col giallo, ma dovrebbe avere tutto il tempo per terminare l'attraversamento se l'ha iniziato. Visto che poi il ciclo semaforico deve essere tarato sulla vecchietta e non sull'atletico quasicinquantenne, è naturale che io inizi ad attraversare anche se è scattato il giallo :-)

Ad ogni modo, mi hai fatto evitare un post al riguardo: però hai glissato sul fatto che la zona a traffico limitato londinese (immagino quella dove paghi una schioppettata per entrare) verrà ridotta...

scorfano ha detto...

Io, che a Milano ci vengo solo di rado, sono stato più volte sbalordito da questa tecnica. Non attraversando con il giallo, per abitudine, sono rimasto a guardare lunghe file di macchine per interi minuti ai semafori di molti angoli della città. Proprio come un "ragazzo" di campagna, insomma.

mfisk ha detto...

Quello della riduzione mi era sfuggito!
Visto che ora è tutto elettronico, non ci sono più i bei relé di un tempo, si potrebbe fare un giallo che blinka via via più frequentemente, tipo la lucina dell'autoscatto: in modo che ciascuno si prende le misure sul suo atletismo, vero o presunto.

.mau. ha detto...

comunque vorrei sapere come si convertono i sei secondi inglesi nel sistema metrico decimale :-)

Luca ha detto...

@.mau.
Essendo secondi inglesi si presume siano protestanti. Presupponendo che si "convertano" al cattolicesimo, ognuno prende il nome di "Pio". Essendo il sistema decimale diventano Pio X. Essendone 6 diventano Pio LX. Ma 60 secondi sono 1 minuto e quindi tutti e 6 sono Pio Minuto. Essendo minuto a spanne direi m. 1,50. :-)

Anonimo ha detto...

Io più abito in città e più mi rendo conto che è un posto inadatto alla parte umana dell'uomo: la città è una concrezione di fattori produttivi nata per soddisfare un certo tipo di produzione; come tale deve usare le regole del meccanismo e dell'ingegneria, via i pedoni, avanti le auto, e senza semafori pedonali. Che questi poi esistano è un incidente, come la polvere o il liquido di raffreddamento in un ingranaggio, per dire. Sono dei vincoli che vanno considerati, ma poterne fare a meno... E non meniamocela col terziario avanzato; siamo riusciti ad organizzarne la produzione allo stesso modo di quella industriale, sigh.
dago

 

legalese
Il contenuto di questo sito è rilasciato con la seguente licenza:
- ognuno può farne quel che gli pare
- l'eventuale citazione del nome dell'autore e/o del blog è lasciata alla buona educazione di ciascuno