domenica 8 marzo 2009

Tremonti Bond /5

(continua da qui)

Ci eravamo lasciati con un quizzino riguardante i coefficienti di ponderazione di talune poste dell'attivo. L'elenco completo dei criteri (ricordiamo che ragioniamo secondo la normativa Basilea I, ora non più in vigore, ma i cui principi ci servono a comprendere le dinamiche generali) si trova nella circolare di Bankitalia del 1999 che avevamo richiamato, alle pagine 252 e seguenti; per quanto riguarda i nostri esempi, i coefficienti applicabili sono:
Coefficienti di ponderazione per taluni attivi di bilancio
crediti garantiti da deposito in contanti 0%
cred. gar. da titoli di stato italiani
cred. gar. da una Banca tedesca 20%
cred. gar. da ipoteca su un bilocale in zona semicentrale a Milano 50%
cred. gar. da ipoteca su una centrale di cogenerazione elettro-termica a biogas 100%
cred. gar. da una Banca della Namibia
crediti in bianco (non garantiti)

Come vedete, l'ipoteca su un bilocale è ritenuta più sicura dell'ipoteca su una centrale di cogenerazione: anzi questa garanzia "vale", in termini di assorbimento patrimoniale, quanto la garanzia di una banca namibiana o quanto nessuna garanzia. E c'è una logica in tutto ciò: infatti quando "salta" un finanziamento alla centrale di cogenerazione, spesso vuol dire che c'è qualcosa che non funziona nel modello di business della centrale, e quindi sarà ben difficile venderla; mentre se "salta" un mutuo casa, il problema non è nell'appartamento, bensì nel fatto che il proprietario ha perso il lavoro, oppure ha problemi con donne, gioco, droghe o salute.

Ma abbiamo divagato fin troppo: torniamo sulla strada che ci consentirà di capire questi Tremonti Bond.
Un brevissimo ripasso: abbiamo imparato che l'Autorità di Vigilanza vigila (tò!) affinché i creditori delle Banche possano aver la tranquillità di recuperare i loro crediti; che il principale strumento è il controllo del coefficiente di solvibilità, vale a dire il rapporto tra patrimonio e attivo ponderato, e che tale rapporto deve essere superiore all'8%.
Nei nostri esempi abbiamo parlato solo di crediti, ma ricordiamo che nell'attivo ci sono tante cose (titoli, immobili, partecipazioni...). Cosa succede se l'attivo perde valore, cosa che di questi tempi non sarebbe così bizzarra? Dato che l'attivo sta al denominatore, una sua riduzione sembrerebbe dover incrementare il valore del coefficiente di solvibilità; ma rammentiamo che la medesima riduzione si ripercuote interamente sul patrimonio, che è molto minore dell'attivo: ne consegue che una diminuzione dell'attivo decrementa il coefficiente di solvibilità. Facciamo un esempio, ipotizzando che il coefficiente di ponderazione medio applicabile al portafoglio sia del 70%:
Esercizio 2007
Attivo Passivo
attività 3.000.000patrimonio200.000
debiti2.800.000
coeff. ponderazione medio70%
attivo ponderato2.100.000
coefficiente solvibilità
(200/2.100)
9,52%
 .

Esercizio 2008
Attivo Passivo
attività 2.950.000patrimonio150.000
debiti2.800.000
coeff. ponderazione medio70%
attivo ponderato2.065.000
coefficiente solvibilità
(150/2.065)
7,26%

Ecco come in un momento di crisi una banca con un buon coefficiente di solvibilità può trovarsi a scendere al di sotto del requisito minimo patrimoniale dell'8%, e quindi passare seri guai.

Che cosa si può fare per scongiurare tale possibilità? Una via è quella di diminuire il coefficiente di ponderazione dell'attivo, in modo tale che il denominatore della frazione diminuisca senza influenzare il numeratore.
Un esempio:
Esercizio 2007
Attivo Passivo
attività 3.000.000patrimonio200.000
debiti2.800.000
coeff. ponderazione medio70%
attivo ponderato2.100.000
coefficiente solvibilità
(200/2.100)
9,52%

Esercizio 2008
Attivo Passivo
attività 2.950.000patrimonio150.000
debiti2.800.000
coeff. ponderazione medio60%
attivo ponderato1.770.000
coefficiente solvibilità
(150/1.770)
8,47%

Questa operazione può essere fatta in tanti modi: acquisendo maggiori garanzie o spostando l'operatività su operazioni di natura intrinsecamente più sicura; è ricordate cos'è l'attivo intrinsecamente più sicuro di tutti? I contanti.
Questo significa che uno dei modi per rispondere alla crisi, per la Banca, è quello di smettere di erogare credito e attendere che i crediti erogati vengano ripagati: tali somme infatti "spariscono" dall'attivo ponderato (i contanti sono ponderati allo 0%); fanno diminuire il denominatore senza intaccare il numeratore.
C'è un solo problema: che questa operazione si chiama, nel linguaggio comune, stretta creditizia: le imprese vanno in banca e la banca non dà loro il denaro.

(continua)

4 commenti:

Billy Pilgrim ha detto...

Credo di aver capito dove si vuole arrivare: i Tremonti-bond sono un tipo speciale di titolo di Stato, e perciò i crediti garantiti da tali titoli avranno coefficiente pari a quelli garantiti da depositi in contanti, ovvero dello 0%.
Questo abbassa il coefficiente di ponderazione medio senza provocare una stretta creditizia - o alleviandola.

Se ho fatto spoiler sul futuro, sentiti pure legittimato a cancellare questo post per non rovinare la suspence! :)

mfisk ha detto...

mi spiace davvero davvero, ma hai proprio toppato!
Vero è che ancora non hai tutte le informazioni che servono...

Billy Pilgrim ha detto...

Ahah, beh, meglio così: sbagliando s'impara! :)

mfisk ha detto...

Senza considerare che meriteresti una lode anche solo per l'impegno dimostrato nei compiti a casa...

 

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